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Turismo: guida alle vacanze in moto 

Inizia con questa settimana la nostra guida a puntate alle vacanze in moto: un piccolo vademecum in quattro parti per limitare i traumi per i meno esperti e dare qualche spunto anche a chi invece ha già una certa esperienza

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multistrada 1200 s touring


La scelta della destinazione
Ah, la vacanza in moto. Che sia un weekend lungo o le più ambiziose due settimane (non vi parliamo dei viaggi da un mese e più – partiamo dal presupposto che chi vuole imbarcarsi in avventure del genere sappia già cosa sta facendo, o si rivolga a professionisti) non fa differenza: è un’occasione per vivere la propria cavalcatura con un’intensità normalmente fuori portata nel resto dell’anno. Il passare qualche giorno consecutivo in sella fa aumentare esponenzialmente la confidenza e il piacere di guida, a patto naturalmente di non esagerare e di fare le cose con criterio.

Il che significa fidarsi dell’esperienza altrui ma anche usare la propria testa e conoscere sé stessi , i propri gusti e i propri limiti. Se siete agli inizi l’ultimo elemento arriverà con l’esperienza; se avete già qualche chilometro sulle spalle sapete di cosa stiamo parlando. Non abbiamo la pretesa con questa piccola serie di articoli di insegnarvi come andare in vacanza in moto, ma solo di darvi qualche buon suggerimento o spunto, e magari di farvi venire in mente qualcosa al momento giusto, proprio quando state per partire. Insomma, quando serve ancora. In questo pezzo parleremo della prima fase, con una spolverata di spunti da approfondire nelle puntate successive che toccheranno la parte di pianificazione, preparazione (di pilota e mezzo) e infine del viaggio stesso.

Documentarsi è fondamentale
Scegliere una meta può risultare la cosa più facile della terra, perché magari nasce ancora prima della scelta di usare la moto come mezzo di trasporto o, al contrario, arrivare in second’ordine dopo aver deciso di “fare un giro in moto”. Partiamo dal presupposto che in entrambi i casi vogliate godervi la guida almeno quanto l’arrivo a destinazione, per cui contempliamo l’idea di dover pensare anche a che strada fare e non di limitarci a fare il percorso più breve per arrivare a destinazione. Il viaggio in moto nasce con l’idea che il viaggio stesso sia bello almeno quanto la destinazione, per cui lasciamo ad altro tipo di turisti la pratica di montare un navigatore su cui limitarsi ad impostare la destinazione.
Ecco perché, sia per la scelta della destinazione quanto per quella del percorso (a meno che non abbiate già pronte soluzioni per entrambi) conviene documentarsi. Il web è pieno di resoconti di viaggi, forum su cui scambiare opinioni, prendere ispirazione (a proposito, quant’è che non consultate la nostra sezione dedicata ai viaggi?) e iniziare il lavoro di pianificazione. Ma fate bene attenzione, visto che può sembrare un consiglio scontato ma non lo è affatto: cercate di capire chi ha scritto le informazioni o il resoconto che state leggendo.

Il passare qualche giorno consecutivo in sella fa aumentare esponenzialmente la confidenza e il piacere di guida


“Una strada bellissima” è un’espressione che più soggettiva non si può. Si tratta del percorso ideale per fresare un paio di millimetri di saponette o offre invece uno scorcio mozzafiato su un patrimonio dell’umanità? Sia il primo che il secondo hanno la loro ragion d’essere, ma quella che per qualcuno si è rivelata una deviazione irrinunciabile, per voi potrebbe essere un’irritante perdita di tempo. Nel dubbio, chiedete. Ve lo diciamo per esperienza personale.


Non esagerate con le distanze, e soprattutto non fidatevi dei consigli altrui. Ognuno di noi ha una

bmw r1200rt apert
Strada da pieghe o panorama mozzafiato? Informatevi...

 sua resistenza, percezione della fatica, capacità di apprezzare e godersi i chilometri in sella – per non parlare di abitudine al passare tempo in sella – che varia incredibilmente fra una persona e l’altra. Ci sarà chi vi dice che una giornata da 700 chilometri è una passeggiata di salute, e chi invece rabbrividirà se gli prospettate chilometraggi a tre cifre.

Partite poi da un assunto inviolabile: i chilometri non sono tutti uguali. Per quanto crediate di essere veloci nella guida, un misto di montagna vi richiederà molto più tempo e fatica rispetto all’identica distanza in autostrada. Il fatto che il primo sia molto più divertente significa che non vi annoierete e che endorfine ed adrenalina (speriamo meno…) vi terranno più svegli ed attivi, ma a fine giornata la fatica si farà sentire molto di più. Tutto questo per dire che pianificare un viaggio a Santiago di Compostela tutto per statali con andata e ritorno in una settimana potrebbe anche essere fattibile, ma non è detto che tutti lo trovino ugualmente divertente, gratificante e sicuro. Un suggerimento? 400km al giorno sono un buon riferimento iniziale. Allungate pure di un 50% sui tratti autostradali.

Più si è e più ci si diverte
Spesso è vero, ma non sempre. E soprattutto, più si è e più tempo si perde. Il che può avere ripercussioni pesantissime sul discorso fatto prima in merito alla scelta della destinazione: in due, magari con due moto, si viaggia agili e svelti, con poche soste e solitamente con ritmi abbastanza simili. All’aumentare del gruppo spesso aumenta anche la differenza nel passo fra i partecipanti, le esigenze peculiari, la possibilità di inconvenienti ad un mezzo, le soste e le possibili divergenze specie a fine giornata quando si inizia a sentire stanchezza. E magari un po’ di nervosismo per “quella deviazione imprescindibile” che ha portato a fare venti chilometri di sterrato non preventivato. Ma non vogliamo dissuadervi dal programmare viaggi con tanti amici, semplicemente darvi un consiglio: la distanza da coprire deve calare proporzionalmente all’aumentare del numero di partecipanti e al diminuire dell’affiatamento del gruppo.

Il viaggio in moto è un’occasione per vivere la propria cavalcatura con un’intensità normalmente fuori portata nel resto dell’anno

Infine, tenete in considerazione le forti escursioni termiche e di altitudine. Anche in questo caso, il consiglio può sembrare banale ma non lo è affatto: il fatto che in città a giugno si crepi di caldo non significa che in cima ad un passo dell’Engadina di oltre 2000 metri non ci sia un metro di neve a bordo strada e una temperatura attorno allo zero per buona parte della giornata. Passare da qualche centinaio di metri sul livello del mare ad oltre mille per poi riscendere – e magari farlo per tutta una giornata – è per il fisico uno stress non indifferente, e contribuisce ad allungare (metaforicamente) un pochino ogni chilometro percorso. Con questo non vogliamo suggerirvi di evitare questo genere di tragitti (anzi!), ma solo di tenere presente il fattore nel calcolo delle percorrenze. E nell’equipaggiamento, perché il giubbotto tecnico traforato che è l’unica soluzione per sopravvivere all’afa della pianura potrebbe rivelarsi un grossolano errore in quota. Ma di questo ne parleremo più avanti.

moto meteo
Con un po' di pianificazione certe situazioni si possono evitare

Infine, a corollario di quanto sopra, il fattore che non potete e non potrete mai controllare. Il meteo. Se siete di quelli che accolgono l’arrivo di un acquazzone in moto con la serenità di chi indossa l’antipioggia e ringrazia il cielo per il fresco che porta, o magari affrontano l’arrivo di un banco di nebbia e nuvole basse come una sfida da vincere, passate pure oltre. Se invece per voi la bella guida è fondamentale, e una giornata di pioggia durante la vacanza corrisponde ad un lutto irreparabile, avete due possibilità: cambiare data o cambiare destinazione. La prima non ve la stiamo a spiegare: i siti di meteorologia sono lì per quello, e al perdurare di previsioni nefaste vi basta, se ne avete la possibilità, rimandare la gita.


Ma la soluzione non è sempre praticabile, dunque potete prendere in considerazione l’alternativa. Ovvero definire diversi possibili viaggi, in direzioni più differenziate possibile, e scegliere quello che vi offre le maggiori garanzie di bel tempo a qualche giorno dalla partenza – 72 ore sono ormai un traguardo in cui l’affidabilità delle previsioni è sufficiente. A quel punto, non vi resta che partire, e magari prenotare il posto dove dormire. Ma della pianificazione ne parleremo alla prossima puntata.

 

Edoardo Licciardello

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Sono stati inseriti 13 COMMENTI. Commenta »

  • 1. Utile!

    Pur avendo qualche viaggio in moto alle spalle, trovo sempre utile leggere questo tipo di articoli..come si suol dire: "non si finisce mai di imparare"! Lamps

  • 2. viaggi e viaggi!!!!!

    io sono uno di quelli da viaggi di un mese e oltre......per meno non parto neppure!!!!!

  • 3. Perchè sempre solo

    Ciao, dopo aver letto la guida mi si sono accese delle lampadine sulle ultime cose da comprare prima di partire domenica, condivido quasi tutto quello che ho letto. Esterno solo un pensiero: "Ma sono l'unico che si fa le vacanze in moto da solo"?
    Questo è il secondo anno che parto senza compagni e senza zavorrina :(

    LAMPS

  • 4. da solo

    no, io i viaggi (le mie non sono vere e proprie vacanze) li ho sempre fatti in solitaria, Turchia e Caucaso, Marocco.......quest'anno invece sono andato con un amico, quinid due moto e due motociclisti....ma i km erano tanti (10.000) e vi era anche parecchio fuoristrada (Mongolia).....
    il viaggio in due è andato bene anche se sono sempre più convinto che da soli è un viaggio diverso!!!!!!
    in solitaria non mi è mai successa alcuna disavventura!!!

  • 5. Post scrictum

    se sei in moto non sei mai da solo.....sei con la tua moto!!!!

  • 6. 600 km

    al giorno in autostrada mi sembrano tantini per iniziare.....ne ho fatti anche 1000 però come riferimento iniziale mi sembra esagerato....

  • 7. autostrada?

    autostrada solo per i trasferimenti lunghi , poi all'avvicinarsi della meta meglio godersi paesaggi sconosciuti e rilassare il ritmo di guida...a me l'autostrada mette ansia con gli automobilisti italiani che in auto fanno tutto tranne che guidare...e poi preferisco viaggiare con poche ma fidate persone , i ritmi non sono uguali per tutti.....e i musi lunghi sono sempre in agguato...buoni km a tutti!

  • 8. viaggi

    io preferisco sempre viaggiare da solo, al max con zavorrina.
    In viaggio/giri, 1 moto + è poco e 2 son troppe :)

  • 9. Inesperienza giovanile / scottature

    A 19 anni passo da un' Aprilia Tuareg Wind 125 a un Kawasaki gpx 750 r usato e da Milano parto per l'Abruzzo. 650 km da solo con un giubbotto tecnico rappresentato da un giubbino di jeans... Il vento in autostrada mi scopriva i polsi ed il sole in 7 ore ha fatto il resto. Per arrivare sono arrivato ma ricordo ancora i "bracciali" viola, gonfi e dolenti che avevo al posto dei polsi; piuttosto ridicolo anche in spiaggia devo dire. Quindi, magari è scontato, occhio al sole, in moto se ne prende tanto senza accorgersi. Buone vacanze a tutti!

  • 10. Esperienza

    Io penso che ognuno di noi debba fare le proprie esperienze in moto. Viaggi piú o meno lunghi, piú o meno impegnativi, con o senza compagni di viaggio, ti portano certamente a fare delle considerazioni.
    Io viaggio solo con la mia zavorra, con la quale abbiamo un feeling straordinario in moto (e non solo).
    Sicuramente un week end lungo con gli amici e qualche moto in piú è certamente divertente, ma le vacanze di 15 gg sono un'altra cosa.

    Per la mia esperienza consiglio a chi va via con la zavorra, di conoscere bene lei (sempre che non sia la tua compagna di una vita), per valutarne i lati positivi ma allo stesso tempo i limiti, limiti della zavorra, limiti del driver, limiti che diventano di un'unica moto.

    Per quanto riguarda il meteo, io personalmente decido la meta (assieme alla mia dolce metà) e di comune accordo abbiamo deciso che partiamo qualunque condizione meteo ci sia. A volte ci siamo meravigliati e congratulati a vicenda per l'ottima idea che abbiamo avuto, godendoci lunghi percorsi che avremmo dovuto cambiare in funzione delle previsioni.

    Viaggiare è sinonimo di libertà, di conoscenza del mondo che ci circonda, delle popolazioni differenti che vivono la propria quotidianità...i colori...i sapori...le emozioni...

    ...bhè, forse è ora di andare a caricare la moto e di fantasticare assieme a lei.

  • 11. x lamps....

    ....anche io parto sempre da solo.... Meglio solo che male accompagnato! :-)

  • 12. Gap

    Per chi, come me, parte dal Sud (Calabria) con l'intenzione di valicare le Alpi e con i giorni a disposizione contati è inevitabile programmare una prima tappa lunga... con la mia Kawa GTR 1400 i 1000-1100 km di autostrada in una giornata sono fattibili, molto stancanti ma fattibili

  • 13. soli

    Da soli è meglio, è un viaggio vero.
    Ci si libera la mente senza soste pianificate,orari e i vari "fermiamoci".
    l'importante è partire senza fretta e tutto il resto viene con l'esperienza

    e come dice una grande viaggiatrice
    "un incoveniente in viaggio è solo l'universo che ti dice che stai andando troppo veloce"
    Buona strada a tutti

 
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