TEST ENDURO STRADALE

MOTO GUZZI Stelvio 1200 4V

Italiche virtù

Lo storico marchio italiano torna nel settore delle Enduro stradali con una moto ricca di personalità, forte di 105 cavalli e di un telaio da sportiva

Gli orizzonti dell’Aquila
L’aquila di Mandello del Lario torna a volare alto. Dopo il lancio di Breva, Norge e Griso, la storica casa motociclistica torna in un settore a lei caro,  quello delle Enduro stradali di elevata cilindrata, adatte al turismo a lungo raggio.
Il posto, che in passato fu di Quota 1000, vede ora protagonista Stelvio 1200 4V (la sigla indica la cilindrata, seguita dal numero di valvole per cilindro).
Stelvio nasce per confrontarsi ad armi pari con la regina del mercato motociclistico internazionale, quella Bmw R1200GS che negli anni è diventata un’icona delle grandi Enduro da viaggio.
Moto Guzzi affronta la rivale bavarese senza complessi d’inferiorità, grazie a un progetto specifico che, pur simile per cilindrata e destinazione d’uso, ne prende le distanze grazie a scelte tecniche che definiscono una moto dal carattere forte, assolutamente personale.

L’importanza dello sguardo
A Moto Guzzi il merito di aver creato una linea nuova, originale, immediatamente riconoscibile anche a distanza. La vista anteriore è dominata dai due tondi “occhioni” amici, da cui si diramano i fianchetti dalle linee taglienti. Un abbinamento audace che, dopo i primi attimi di studio, risulta convincente.
Il fianchetto destro cela un utile vano portaoggetti dotato di apertura elettrica, mentre la sella sdoppiata nasconde una pratica vaschetta dove riporre i documenti e il bloccadisco.
Stelvio ha un’impronta stilistica forte, sottolineata dal bicilindrico a V di 90°  - l’evoluto e muscoloso “quattrovalvole” che di recente ha debuttato su Griso  – e da una dotazione tecnica che poggia sui migliori fornitori italiani (Brembo e Marzocchi per intenderci).
La strumentazione è completa e di facile lettura. Avremmo gradito l’indicazione della temperatura dell’olio e della marcia inserita. Ma già così non ci si può certo lamentare: temperatura esterna, doppio trip, indicatore della benzina, consumo medio e istantaneo fanno parte del corredo standard.

La vista anteriore è dominata dai due tondi “occhioni”
La vista anteriore è dominata dai due tondi “occhioni”

Il parabrezza ha dimensioni ridotte, ma vanta una buona escursione grazie ai due manopoloni che ne permettono la regolazione, al pari della sella del guidatore che può essere posizionata a due diverse altezze (820 o 840 mm), consentendo anche ai meno alti di poggiare saldamente i piedi a terra.
Il fanale posteriore ospita due led circolari, che richiamano la vista anteriore, e  ingloba gli indicatori di direzione. Decisamente riuscito è un elemento che spesso risulta posticcio, vale a dire il portapacchi posteriore che dà slancio alla vista laterale.
Da notare che le maniglie del passeggero integrano i supporti per le valige laterali (60 litri totali di capienza), senza appesantire la linea della moto.
Il lato destro è dominato dal voluminoso silenziatore in alluminio, dotato di catalizzatore a 3 vie con sonda Lambda, che gira alto, aderente al codino.
Una soluzione intelligente, che lascia spazio alle borse e che non nasconde il cerchio a raggi, montato a sbalzo sul granitico forcellone monobraccio che ospita la trasmissione cardanica CARC.

Schema tradizionale per un cuore nuovo
Moto Guzzi rimane fedele al bicilindrico a V di 90° disposto trasversalmente, ma lo rivede nel 75% dei componenti. Ben 563 pezzi sono inediti e la loro progettazione si è resa necessaria per consentire l’impiego della testa a 4 valvole per cilindro.
Il raffreddamento è misto ad aria e olio, con una pompa indipendente che invia il lubrificante sotto il pistone, tenendo così a bada le temperature.
Nuovi sono il basamento e i cilindri che presentano un’alettatura meno estesa.
L’iniezione elettronica è Marelli e sfrutta diffusori di grande diametro (ben 50 mm), utili a offrire potenza in alto, senza perdere in fluidità ai bassi regimi.
I 1.151 cc del  “quattrovalvole” erogano ben 105 cavalli a 7.500 giri/min, mentre a 6.400 giri abbiamo il picco di coppia massima di 11 kgm.
La frizione monodisco, con comando idraulico, serve il cambio a sei rapporti.
Il bicilindrico ha funzione portante e dà grande rigidità al telaio tubolare in acciaio. All’avantreno spicca una forcella Marzocchi a steli rovesciati da ben 50 mm di diametro, interamente regolabile nell’idraulica (una vera chicca nel settore) e con un’escursione di 170 mm. Il mono posteriore Boge vanta 155 mm di corsa ed è regolabile nel precarico della molla e nell’estensione idraulica.
A Mandello non hanno lesinato e hanno regalato a Stelvio un impianto frenante Brembo da sportiva pura: sulla ruota anteriore Pirelli Scorpion da 110/80-19 agisce un doppio disco da 320 mm di diametro con pinza radiale a 4 pistoncini, mentre sul panciuto pneumatico posteriore da 180/55 – 17 (una novità assoluta tra le endurone stradali) opera un disco singolo da 282 mm di diametro.
Il serbatoio ha una capienza di 18 litri (4,5 quelli di riserva), che portano il peso in ordine di marcia a 251 kg (214 i chili a secco).

Curve e tornanti del Belpaese
Bastano pochi chilometri per capire che Stelvio 1200 4V ha visto i natali tra le curve che fanno la felicità di tester e collaudatori.
Non la solita Enduro stradale dall’avantreno leggero e poco comunicativo, non sempre immediata nell’inserimento in curva, ma un’autentica sportiva che disegna traiettorie pulite, precise.
Stelvio elabora il concetto di Enduro da viaggio in modo personale.
Non punta ai massacranti raid fuoristradistici, si accontenta di percorrere senza imbarazzo le strade bianche che conducono alla spiaggia o all’agriturismo.
In cambio offre un comportamento su asfalto irreprensibile, sia che si guidi guardando il panorama, sia che si desideri affrontare con piglio sportivo un tratto di strada guidato.
La ciclistica è rigida e precisa, e può contare sull’aiuto di una forcella da 10 e lode in pagella, capace di comunicare esattamente cosa accade sotto la gomma anteriore, senza lamentare un affondamento eccessivo in frenata.
Il “gommone” posteriore da 180 non è un semplice orpello esteriore, ma regala un grande sostegno ai massimi angoli di piega e permette di dare sfogo ai 105 cavalli senza troppi patemi.
L’impianto frenante fa da corollario perfetto alla bontà della ciclistica. Le pinza radiali si fanno apprezzare per la potenza e la modulabilità, con una prima soglia di intervento dolce, che non mette in crisi lo pneumatico sul brecciolino.
A queste qualità dinamiche si somma la maneggevolezza, che fa persino dubitare del peso elevato dichiarato da Moto Guzzi. Risulta agevole spostare la moto anche a motore fermo, merito del manubrio largo e della sella bassa.
L’ergonomia generale è valida, con le leve e le pedane poste alla giusta distanza dal piano di seduta.
Soltanto la frizione richiede un discreto sforzo per essere azionata e può risultare faticosa nella marcia cittadina.
Il cambio ha innesti dalla corsa breve, rapidi e precisi, solo un po’ contrastati se fatti in prossimità della zona rossa del contagiri.
La protezione aerodinamica è efficace a tutte le velocità, l’escursione del parabrezza protegge anche i piloti più dotati.
Oltre i 4.500 giri, che corrispondono a circa 130 km/h, compaiono delle vibrazioni di bassa frequenza al manubrio, che aumentano al crescere dei giri.
Tuttavia non è stato previsto il montaggio su silent block, una precisa scelta progettuale degli ingegneri Moto Guzzi, volta a non snaturare il carattere del bicilindrico di Mandello, che da parte sua si fa notare anche con un suono di scarico poderoso, tanto basso e gutturale ai bassi, quanto intenso e martellante oltre i 5.000 giri.

Bastano pochi chilometri per capire che Stelvio 1200 4V ha visto i natali tra le curve che fanno la felicità di tester e collaudatori

Il “quattrovalvole” è stata l’altra sorpresa della prova. La potenza erogata ai bassi regimi non impressiona, il bicilindrico cresce infatti in modo molto lineare - ma non particolarmente incisivo - sino ai 4.000 giri. Dai 4 ai 5.000 giri il big twin di Mandello cambia timbro vocale e si appresta a lanciarsi verso l’intervento del limitatore, posto a 8.500 giri.
In questo range, dai 5 agli 8.000 giri, Stelvio sfodera una cattiveria sconosciuta alle rivali (Bmw Gs in testa), che vantano un’erogazione di coppia più consistente ai bassi, ma senz’altro meno sportiva.
Il cardano, privo di giochi e di rumorosità se si eccettua una lieve tendenza al saltellamento nelle frenate più decise, e il cambio assecondano il motore nella ricerca del regime ottimale e spingono la moto – ove consentito – sino ai 224 km/h indicati dal tachimetro digitale.

Stelvio offre una polivalenza complessiva paragonabile a quello delle rivali, rispetto alle quali si differenzia in virtù di un carattere votato - all’occorrenza - anche alla guida sportiva.
È già disponibile in tre colori (Nero Guzzi, Bianco Lunare e Rosso Corsa) al prezzo di lancio di 12.990  € su strada, valido solo per le prime settimane di commercializzazione (poi si passerà a 13.450 €).
La lista di accessori dedicati al turismo è lunga, e comprende le valige laterali, la borsa da serbatoio, i fari supplementari, le protezioni del motore e le manopole riscaldate.

Per l’ABS - in fase di collaudo proprio in questi giorni - bisognerà attendere la seconda metà dell’anno.


Pregi
Tenuta di strada – Frenata – Finiture – Potenza agli alti

Difetti
Erogazione ai bassi – Vibrazioni al manubrio

Sono stati inseriti 17

Commenti

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  • 1. Stelvio Italiana o GS teutonica? ..........

    Dopo aver visto per strada e in viaggio solo ed unicamente GS, poter disporre oggi di un'Italiana di prestigio quale la Stelvio della Moto Guzzi è per me un motivo di orgoglio patriottico! Non voglio esagerare ma a prima vista l'endurona Italina sembra possa avere le carte in regola per competere con la Tedescona piu' venduta nel suo settore! Su carta, le foto fanno apparire la Stelvio un po troppo geometrica, squadrata nel frontale, insolita, particolare. Potra' piacere quanto la GS e quindi sperare di rimanere in quotazione nel tempo tanto quanto la Tedesca? Piu' o meno, a parita' di prezzo o quasi, propenderei per la GS proprio per la mancata svalutazione che nel tempo l'endurona è riuscita ad avere. Le caratteristiche piu' sportive della Stelvio farebbero pensare ad una distinzione sostanziale tra le due maxi-enduro, ma e' cio' che cercano i biker oggi? Non e' forse meglio affidarsi ad un prodotto stracollaudato? Mi perdonino i puristi amanti delle Guzzi ma quando in ballo ci sono 13mila euro o giu' di li' è opportuno secondo me guardare anche alla spesa. Tutte chiacchiere: la moto si sceglie con il cuore ed il mio ha gia' scelto Stelvio come vent'anni fa quando scelse quella magnifica Creatura che è stata la Le Mans 850! Un lampeggio ODLA53
    odla02 -
  • 2. sono entusiasta!!!!

    Io la Stelvio l'ho già provata,le ho trovato due difetti, ma per me di poco conto:uno è l'erogazione non particolarmente brillante ai bassi,ma comunque più che sufficiente, l'altro è il serbatoio non molto capiente(18 litri). per il resto l'ho trovata entusiasmante sia come erogazione agli alti che come tenuta e maneggevolezza (l'ho provata su strada di montagna).credo che me la comprerò!
    andy200834 -
  • 3. Moto Guzzi Stelvio 1200 4V

    Premetto che sono motociclista da circa 35 anni con circa 1 milione di chilometri sulle spalle. Ho posseduto una California 1100i del 1995, che a parte la robustezza del motore tutto il resto..., beh lasciamo stare, l'elenco delle problematiche sarebbe troppo lungo. La Stelvio l'ho provata stamani: è fatta discretamente, con una buona componentistica. Il motore sino a 4.000/4.500 ha una progressione peggiore di un classico 2 valvole, poi si sveglia (insomma lo stesso difetto delle passate centauro/daytona)ed inizia a cantare; ma nella fascia in cui si pone, come moto tuttofare, pecca proprio nell'arco di erogazione di esercizio, per l'appunto 4.000/4.500 giri. Non credo che vale il prezzo a cui viene proposta. Negli anni ho visto molti motociclisti, io compreso, passare dalla Moto Guzzi alla BMW, alla Harley Davidson o alle Jap, ma mai il contrario.
    calbersal -
  • 4. peccato la mancanza dell'abs

    salve a tutti, anch'io ho già provato la Stelvio. Confermo che la sensazione che trasmette fino a 4-5000 giri è deludente, almeno rispetto alle mie aspettative. Aggiungo però che, da magica Italiana, ti conquista ! L'unico motivo per cui non la acquisterò subito è la mancanza dell'abs. Ho letto che arriverà nel secondo semestre 2008... speriamo sia inizio luglio !!! ciao a tutti.
    lello_15 -
  • 5. 100% italiano

    sinceramente vorrei smentire tutte queste lamentele sul vuoto dell'erogazione sotto i 4000 giri. Evidentemente alla guzzi in considerazione delle lamentele ricevute della rapportatura troppo corta della Norge, hanno fatto benissimo a dotare la Stelvio di una rapportatura ben piu lunga (registrati 235) e confermo che nei circa 500 km percorsi in sella a questa moto, il cambio si usa meno rispetto alle altre moto ed ho avvertito anche un consumo inferiore tanto da preoccuparmi del buon funzionamento del galleggiante. Poi se in una salita ho bisogno di piu brio, non sarà mica una tragedia scalare una marcia, tanto se soffrivo di problemi motori sicuramente avrei guidato uno scooter. Poi se per qualcuno i consumi non sono importanti, be che provi la griso e poi capirà. Quindi la guzzi ci lascia sempre del margine per divertirci a personalizzare. Quindi non stiamo sempre a lamentarci questa moto è eccezionale.
    elvira02 -
  • 6. enduro raffinata

    E' una moto ben costruita, componentisticamente parlando è lontana anni luce dalla diretta concorrente, ovvero la BMW GS,solo un'altra moto le potrebbe tenere testa: Benelli Amazonas. Entrambe sono sono qualitativamente raffinate, in altre parole... sono moto ITALIANE.
    tarricone -
  • 7. stelvio ottima scelta

    ho provato la stelvio e devo ammettere che la guzzi ha sicuramente migliorato sotto tutti i punti di vista gli standard qualitativi,è una moto fatta bene,rifinita con una certa cura e con un motore adeguato alle aspettative,un po' pigro in basso,un ottimo acquisto in definitiva.In quanto poi alla presunta svalutazione rispetto alla bmw gs provate a dare indietro un gs per prendere quello con il restyling 2008 e ne sentirete delle belle dagli stessi concessionari del marchio.
    lillone -
  • 8. Stelvio: vista, provata e...Comprata!

    Ragazzi, avrà l'erogazione relativa ai bassi ma, probabilmente, immagino che dopo tutte queste segnalazioni, i tecnici Guzzi troveranno prestissimo il modo di ovviare al problema. Anche se il motori plurivalvole hanno questa caratteristica. Cmq, l'ho comprata. Oggi. Dopo tre California, un Le Mans 1100i ed una GS 1200 venduta dopo un anno, quasi per disperazione. Frizione, cardano, segnalatore carburante. Insomma. E' fatta. Cambiamo pagina, e cominciamo un altra era. Le valutazioni, il mercato lo facciamo noi! I ns. gusti e le ns. soddisfazioni o insoddisfazioni fanno o meno mantenere il prezzo ad un profotto. Quindi, intanto si RIcomincia a volare. Guzzi deve solo Creare un buon servizio Post-Vendita, all'altezza del NOME. Auguri a tutti!
    salentomaresolevento -
  • 9. magari

    magari potesse fare concorrenza alle GS teutoniche. Sentimentalmente legato alla casa di Mandello, avendo posseduto una 850 e un v11 mandello ( una delle moto più belle in circolazione), sono possessore di una gs adventure 2008 dopo 50.000 con una rt 2006. Mi dispiace cara Guzzi con gli occhioni da ranocchia e bella di fianchi. Aspetto di fare altri 100.000 km col gs e poi vedremo.
    fegorito -
  • 10. Gran moto.

    Io non l'ho ancora provata, ma una cosa credo di poterla affermare con un po' di tranquillità, il motore del Griso 1200 (lo stesso della stelvio più o meno) è superiore in coppia e cavalli a qualsiasi guzzi 2 valvole finora prodotto... su tutta la linea non c'è un momento in cui il nuovo motore 4 valvole sia inferiore al vecchio 2v. Il motore della griso nuova è inoltre più cattivo come mappatura del motore della stelvio che quindi dovrebbe avere un po' più di coppia in basso sotto i 4500 giri ... mi domando quindi chi critica la mancanza di grinta in basso cosa usi come metro di paragone o cosa si fumi ... ;) Godetevi una delle migliori moto uscite dai cancelli guzzi senza tante menate e ne guadagnerete in salute ;) Buona strada ai nuovi Stelvisti
    Calidreaming -
  • 11. Che prezzo però.

    Mi rammarica il fatto che la Guzzi nella foga di copiare la crucca BMW GS abbia copiato anche il prezzo. Io non lo trovo giustificato e specialmente quello degli optional/accessori è esagerato. Conti alla mano, a pari prezzo o poca differenza sceglierei l'austriaca Kappona 990.
    sdinzabrasa -
  • 12. l'ho provata

    Devo dire che il telaio è azzecatissimo .la moto si comporta decisa ,non ti trasmette insicurezza ,anzi ti invita e ti stuzzica,Nei curvoni mi sono divertito tantissimo e nei brevi rettilinei superati i 4000 giri si sente la spinta del nuovo propulsore di Mandello. Brava Guzzi ,per gli altri che la paragonano più scadente alla BMW dico di saltarci in groppa e farsi un giro .Provare per credere .Sono sicuro che avranno sempre da ridire ,come sono sicuro che sarà apprezzatissima in Germania .Un saluto a tutti i Guzzisti. www.guzzistidelletna.it
    hardstone -
  • 13. Bellissima

    Sono possessore di un Californai Classic del 2006 e di un Cafè Sport del 2003. Ho già avuto il piacere di provare la Stelvio e ho già deciso di acquistarla. Brava Guzzi.
    quadratino -
  • 14. ...gli accessori?!

    Sarebbe stato bello vedere gli accessori, ad esempio le borse laterali, montate sulla moto. E magari sapere se hanno risolto il problema delle infiltrazioni d'acqua che affliggono (o affliggevano) le borse della Breva.
    bknk -
  • 15. stelvio VS gs

    Ciao, ho avuto un GS 1200 ed ora ho un GS 1200 ADV. le moto sono andate bene ma ho riscontrato su entrambe una manovrabilità un po' dura, soprattutto se si va in 2. anche se a prima vista la stelvio assomiglia molto al gs, sedendocisi sembra molto più facile da gestire , non vedo l'ora di provarla. e ...se è meno "carro armato" del adv. (cosa che penso) me la compro! Ciao!
    fure -
  • 16. 1200gs priva di difetti?

    ma parliamoci chiaro con il passaggio dalla 1150 alla 12oo gs sono fioccati i difetti anche su questa moto, i forum bmw sono strapieni di lamentele sulla presunta moto perfetta.
    bimbogigi_1 -
  • 17. Ho fatto il salto!

    Erano anni che aspettavo ed ora finalmente... Ho venduto il mio GS (gran moto) ed ho preso la GUZZI, sognata da sempre!! Ho dovuto aspettare che uscisse la NTX, veramente completa e veramente a posto! Ragazzi che mezzo.....finalmente quando sono in giro e parcheggio la moto in cima a qualche passo dolomitico, non faccio fatica a riconoscerla!!!
    croce -

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