l'editoriale di nico

Nico Cereghini: "Oggi parlo del motociclista di ritorno" 

In tanti avete mollato la moto anni fa per paura o problemi familiari, e ora vorreste tornare in sella. Anche a me è successo - ma con le corse - di aver paura e di dover dire basta | di N. Cereghini

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Nico a Imola insieme ad Ago e Lucchinelli


Ciao a tutti.

Oggi voglio parlare del motociclista di ritorno. Ne conosco diversi che, dopo aver rinunciato per anni alla moto, a un certo punto si scaldano e non ce la fanno più.
E mi chiedono: “quale moto consigli per uno come me che è fermo a venti anni fa? Mi ha ripreso la voglia!”.
E di solito indico una media cilindrata di quelle facili, versatile e non troppo costosa, che se l’amico dovesse cambiare idea, e scoprirsi inadeguato, potrà rivendere facilmente e pazienza.

Ma non si pentono. Come si fa a pentirsi di aver ritrovato la felicità? Magari si erano staccati dalla moto per far piacere alla compagna, motivazione che si può anche non condividere ma è diffusa; oppure perché sentivano molto la responsabilità dei figli, o di un lavoro importante, o di tutte le cose insieme. Si capisce: il timore di farsi male e doversi fermare per un po’. Ma col tempo di solito emerge la nostalgia, e a vedere quei gruppi di motociclisti che scorazzano sulle strade a primavera, è difficile restare indifferenti se il fuoco ti brucia dentro.

Ma c’è anche il caso che dalla moto ci si sia staccati per paura. Succede. Ne conosco diversi. Una motivazione irrazionale e per questo più insidiosa. Guardate che non è tanto raro incontrare dei motociclisti che convivono con l’insicurezza. Hanno voglia, passione, ma non riescono a dare del tu alla loro motocicletta. Ne hanno un po’ paura. In questo caso c’è soltanto un consiglio che si può dare: aspetta, lascia passare il tempo, non forzare le cose. Poi di solito passa.

A me è successo tanti anni fa. Correvo in 500, terza stagione con la Suzuki RG, ed ero bloccato. Avevo dei problemi personali, era un periodo difficile, e fin dalle prime gare mi ritrovai incapace di fare i tempi dell’anno prima. Mi sforzavo, ma niente, quel secondo (spesso anche due) non lo toglievo. Poi Imola. Fin dalle prove una bestia. Di traverso ad ogni curva. Partenza dalla prima fila con Lucchinelli , Rossi (Graziano) e Ferrari. Ago e Roberts in seconda fila.
Asfalto umido perché aveva piovuto. Parto come una scheggia che non mi succedeva mai, Roberts prova a passarmi al curvone del Tamburello e io non mollo, resto con i primi per cinque giri, ogni staccata a saltare, ogni uscita di curva con la Suzuki di traverso.

Poi di colpo mi sorprendo a pensare: non ero io quando andavo così piano, ma non lo sono nemmeno ora che vado così forte, e prendendo questi rischi. Mi è venuta paura. Mi sono fermato al box e ho detto basta, smetto di correre. I fratelli Sacchi mi hanno detto va bene, del resto eravamo un po’ stanchi. Magari mi ammazzavo.
 

Nico Cereghini


23/02/2010

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Sono stati inseriti 35 COMMENTI. Commenta »

  • 1. motociclista di ritorno?

    Cao Nico,per fortuna non ho mai lasciato la moto, anzi...ho rilanciato.
    Infatti dopo decenni e migliaia di km con moto dalle laverda 750 del 1971, alle honda 750 four, ai kawa gpz 1100 degli anni '80 ecc.
    Circa 5 anni fa ho cominciato ad andare in pista con una R1 del 2004 opportunamente preparata.
    Per me è stato come scoprire un mondo nuovo ed entusiasmante e, oltre al divertimento puro che mi dà la guida in pista, mi sono accorto di essere migliorato, e di molto, anche nella guida su strada.
    Quindi il consiglio che dò a chi è appassionato di moto è di non mollare, anzi di impegnarsi anche nella guida sportiva.

  • 2. Motociclista di ritorno...

    Proprio il mio caso: nel 1997 caduta da pollo da un ZX9R con 5 costole incrinate, lussazione alla scapola, sbucciature varie. Metto a posto la moto e appena posso ci risalgo: ma è successo qualcosa, non sono più io ho una compagnia in più che prima di ogni curva me fa rallentare. Do la colpa alla moto e nel 1999 la cambio con lo ZX9R versione rivista e corretta. Niente da fare: in moto non mi diverto più. La sparata con gli amici al posto di essere una goduria diventa una tortura. Nel 2001 (con 1800km percorsi) appendo il casco al classico chiodo e vendo la moto: basta. Fino al 2008 quando decido di acquistare un Ducati 916 (mio pallino degli anni 90 mai realizzato per mancanza di fondi) e ricomincio ad andare. Ormai a 43 anni il gusto del giro in collina al limite non c'è più ma mi diverto di nuovo come un matto.

  • 3. NOSTALGIA PASSATA

    E' così, due anni fà passando davanti ad un concessionario vidi il mio amore, come ricordavo le moto dai tempi della mia gioventù, un Kawasaki Er 500 usata del 2001.
    Classica, i due cilindri in linea, provai a chiedere il prezzo, mio figlio ventenne era con me. Mi disse, papa' non facciamo altro che parlare di moto siamo sempre incollati davanti la tv a guardare le moto, e' ora che torni in sella, comprala.
    Senza provarla senza metterla in moto, lasciai un acconto e comprai la moto.
    Il tempo di una estate, siamo rimasti insieme, in autunno ho comprato una moto nuova, una Suzuki Bandit 650s, con la quale ho fatto in un anno più di 10.000km.
    Morale della favola e' stato un ritono di fiamma che mi ha dato gioia e serenità.
    A 53 anni mi sento felice come un bambino quando posso partire per un bel giro tra le bellissime montagne dell'Abruzzo.
    Saluti a tutti.

  • 4.

    Ho iniziato ad appassionarmi alle due ruote quand'ero un ragazzino, iniziando con un "ciao" che ben presto di originale rimase solo il telaio, con gli occhi di allora (14 anni) per me era grandioso, perché lo realizzai io stesso smontando e montando ogni singolo pezzo.
    Poi a 16 anni mi innamorai dell'Honda NSR 125 (parliamo degli inizi anni 90), per me era un sogno, ma irraggiungibile, finché un giorno incredibilmente mio padre mi promise di acquistarla per contro della mia promozione a scuola ma......maledetta crisi economica di inizi anni 90 , il lavoro di mio padre calò, quindi si dovette tagliare tutte le spese superflue ivi compresa la moto promessa !!! Non vi dico che mazzata che ricevetti !!!
    Passarono più di 10 anni di pensieri sogni e ripensamenti, cercando di sopprimere quel "fuoco" che brucia dentro, smisi persino di comperare riviste di moto, cercai di appassionarmi alla 4 ruote, ma un giorno a 28 anni non ho più resistito, mi decisi di acquistare "di tasca mia" la mia prima moto ! Fu uno dei giorni più belli della mia vita !
    Inizialmente pensavo fosse un po' "tardi" per possedere una moto, ma poi mi son reso conto che la passione non ha età !
    Capisco e comprendo chi vorrebbe dare "sfogo" a questa passione, che per un motivo o per un altro ha dovuto mettere in "standby" dico solo di non aspettare, se avete la possibilità prendetevi una moto, magari non un'astronave, basta poco per divertirsi !

  • 5. Gli aneddoti del buon Nico

    ....che dire degli aneddoti che ci racconta il buon Nico... ?
    A me piacciono molto!
    Prendendo spunto da varie situazioni, in cui la motocicletta o i motociclisti sono "il tema", riesce sempre a farci partecipi di episodi o fatti di cui è stato protagonista...
    Il tutto senza "metterla giù dura"!!
    Bravo

  • 6. Di ritorno anch'io!

    Da ragazzo l'intera serie delle Moto Guzzi: Dingo, Stornello e poi V7 Special. Un buco di 10 anni e un primo ritorno andato male, solo 2 anni: ho sbagliato la moto, volevo andare come prima ma non avevo il feeling. Questa volta altri 20 anni di buco, una vita. Al secondo tentativo, il primo anno è stata molto dura, non riuscivo a guidare come volevo. Alla primavera successiva, non so come, mi sono ritrovato. Ancora 9 mesi e il Bandit 650 è diventato 1250, ora vado in moto anche d'inverno (cosa che a 20 anni non facevo). E, alla mia età (58), mi vergogno un po' quando mi sorprendo a controllare quanti millimetri mancano a chiudere la gomma.

  • 7. Di ritorno....vero!

    Io ho quasi 50 anni, e dopo 27 anni sono ritornato in sella...ricordo la Cagiva 125 dei miei 18 anni...comproprietà di 3 fratelli...

    Vite strane come quelle di tanti, sembra partire per una guerra in cui "vieni chiamato" a combattere a 18 anni : tra militare... studio, università, realizzazione e ricerca di lavoro, la famiglia..i dolori e le delusioni, le gioie e i progetti raggiunti e falliti... e quant'altro...poi a molti di noi poi....capita che la vita restiuisce qualcosa...alla fine anche solo una semplice moto!

    Ed allora non puoi fare a meno di ricordarti dei 18 anni e credi di restituire a te stesso la moto che ti è sempre mancata o che avevi dovuto lasciar perdere, si proprio per andare in guerra,...e le colline e le montagne, in più gli odori del mondo...ti fanno sentire bene...anche a 50 anni e con un fisico proprio non più di un diciottenne e la stanchezza di chi la guerra l'ha fatta...e non sa manco se l'ha vinta!

    Però c'è lei..la moto che ti accompagna a non pensare più a nulla, a concentrarti solo alla guida...e a far accomodare sul sedile posteriore..quel diciottenne che eri a cui parli con affetto e amore...!

    Ora io ho una Hornet...anzi noi abbiamo una hornet...noi siamo.. IO-50anni e IO-18anni ...

    Bravo Nico, ti seguo con attenzione e simpatia.

  • 8. Nico sei un grande

    quando scrivi i tuoi pezzi sembra di sentire uno della compagnia ..bravo per gli argomenti e per come li tratti, con la giusta leggerezza.
    Anche io sono stato senza moto dai 23 ai 32 anni, causa matrimonio e figlio piccolo ma ora, anzi da un pò di anni il figlio è grande e sabato e domenica mi diverto in moto e la mamma dell'ex bimbo viene con me quando a voglia se no sta a casa ed io vado un pochino più forte...
    Ciao Grande

  • 9. SACROSANTA VERITA'

    Ciao Nico mi presento:
    età attuale 42
    cronistoria :
    da 16 anni ai 18 campionato regionale enduro
    anni 18 :smesso per motivi di studio
    anni 24 :(due giorni dopo la laurea) acquistato la prima moto d'epoca (Guzzi Airone)
    dai 25 anni ai 31 acquisto e restauro di altre moto d'epoca
    anni 32 : pazzia e tour in Egitto con Franco Picco (non guidavo un tassello dai 14 anni!!!)
    dai 32 anni ai 38 : torno dal tour galvanizzato ,mi ricompro la moto da enduro e scorrazzo per le colline
    39-40 : la pazzia continua e mi faccio due anni di campionato italiano motorally....
    41: faccio la visita medica per la licenza di pilota , faccio un'uscita di enduro ,non mi diverto , non rinnovo la licenza , vendo la moto da enduro e ....... compro un land rover d'epoca da restaurare !!!!
    Risultato : 8 moto d'epoca ed un'auto d'epoca e sinceramente credo (per adesso) che mi sia passata la volgia di rompermi le corna in mulattiera .
    L'importante è essere sereni e comunque trafficare con i motori...
    ciao a tutti
    Andrea

  • 10. ebbene si, di ritorno anch'io.

    Ho iniziato con il mini cross a 8 anni sino ai 16 compiuti, poi la prima fidanzata, il patentino A per portare a passeggio la morosa con il PX 125, poi la Laverda sport 125 a 17 ed a 21 la Kawa z1000st nel '85.
    Poi la Honda xl600 che ho tenuto sino ai 25 anni quando è nata mia figlia. Ho avuto paura che mi potesse accadere qualcosa in moto e non sono più salito su una moto sino al 2003 quando, uscito di casa con una frase detta a mia moglie, tipo: " cara, vado a vedere in negozio per comprare una vespa".....e son tornato a casa con una ducati ss600 rossa fiammante (era più bella dello scooter). Poi negli anni e sino ai giorni nostri ho faticato parecchio prima di ritrovare la fiducia che avevo da ragazzo. Ora ho una Multistrada usata e mia moglie (che poi è la fidanzata di quando avevo 16 anni) che mi segue ovunque vada e fa un po' da limitatore manuale:-)

  • 11. motociclista di molto ritorno

    a 15 anni mi sono ritrovato in casa una vespa 50 che avevano comprato i miei per mia sorella più grande di me. Da lì è cominciata la mia grande passione per le due ruote a motore.
    A 17 anni ho coronato il mio sogno di centauro a tutti gli effetti con una cagiva freccia C12 con cui ho girato mari e monti fino ai 22 anni finchè non ho dovuto darla via a causa di una rottura del motore.

    Da lì è iniziata la mia prima pausa in cui stranamente non c'era tanta nostalgia per le due ruote. Non fremevo all'idea di tornare motociclista.

    Poi a 26 anni primo lavoro vero, stipendio buono, decido di scialaquare i miei primi risparmi un ninja zx-6r del '98. La compro più che altro per curiosità, non sono convintissimo, ma già dopo poche uscite riscopro l'ebbrezza della velocità con il vento in faccia. La tengo per due intensi anni,la uso per andare a lavoro, per le uscite domenicali e per le prime uscite in pista. Dopo due anni ho ben 60.000km segnati sul contakm, non vale la pena spendere per rinfrescarla e passo ad una nuova ducati supersport 1000.

    Proseguo per altri due anni da ducatista ma per vari motivi la prendo pochissimo, mi piage il cuore vederla lì sempre ferma in garage. Non reggo al dolore e la vendo.

    Passano circa 12 mesi senza moto, la nostalgia adesso c'è, c'è il fuoco dentro che brucia e decido di prendermi una moto uso pista (una ducati 996s).
    Vado solo in pista, reggo un pò , faccio si e no un'uscita al mese.
    Ma questo non basta, mancano le domenica con le uscite con gli amici verso il passo di montagna.

    Altro ritorno di fiamma, mi compro una ninja zx-6r del 2006, la uso in pista e su strada, riprendo con le uscite domenicali insieme agli amici e ritrovato di nuovo la gioia.

    Ma l'inverno è piovoso, le strade sono inaccessibili, le piste non organizzano giornate di prove libere e le riviste di moto non bastano a placare la mia voglia di due ruote durante tutta la brutta stagione.

    Preso di nuovo da crisi di astinenza decido di affiancare al mio ninja anche una enduro specialistica.
    Mai scelta fu più azzeccata, adesso passo l'inverno su mulattiere, sterrati e guadi spendendo due soldi e garantendomi 365 giorni di moto all'anno.

    Non ho neanche 40 anni e ho avuto già due ritorni di fiamma, penso proprio che non siano gli ultimi...

  • 12. ..non so se torno...

    purtroppo, 2 anni fa sono andato in pista "carico" delle esperienze positive accumulate con la strada e varie pistate precedenti: tutto lasciava intendere che sarebbe stata un'altra "pistata" divertente e appagante nonostante il mio mezzo (fzr 1000 del 95) preparato per le occasioni (quello avevo e quello usavo) ma ad un certo punto della giornata, mi si è "acceso un sentore".
    Arrivato a piegare fino al gomito, (e non lo dico per dire) in una curva secca a 90 gradi, ho voluto fare il "vietato fumare", la mano ha girato la manopola dell'acceleratore prima e più di quanto stava per farlo il cervello: la moto ha fatto un high side e sono stato proiettato in aria.. morale trauma cranico e 5 ore di osservazione in ospedale. Reduce da una caduta su strada dovuta a sabbia nella quale mi ero rotto una scapola 1 anno prima, ho avuto un "accumulo" di pensieri che mi si sono messi in moto durante le 5 ore di osservazione. Tornato a casa, la MAZZATA finale : mi è bastato guardare negli occhi mia figlia (semrava stesse guardando un fantasma ma guardava ME) immediatamente la voglia di moto mi si è spenta con la stessa modalità con cui spengo la tv prima di andare a dormre. in modo secco, ancor ora inspegabile.. il potere dei figli per me è stato devastante, ed ancor di più l'idea che potevo non essere più accanto a loro.
    Probabilmente ho amplificato le ipotesi su quello che mi poteva accadere, è pur vero che uno non puo chiudersi in casa, e qualche passione la si deve avere, so solo che prima la vedevo come roco3, adesso per me è diventato "vedere e non toccare", ma forse un giorno mi alzo e... mi passa. Ciao a tutti grazie Nico.

  • 13. Quale è il vero Nico?

    Premesso che hai una gran penna in tutti i sensi e che comunque apprezzo il tuo approccio a Moto.it, Nico da uno come te aspetto spunti più originali e moderni... stai andando a prendere diverse sfaccettature della personalità a mille facce del motocicilista medio... per cui ne avrai per un bel pò fino a quando esaurirai questo tipo di argomenti. Io da uno come te mi aspetterei uno sguardo critico per quello che sta succedendo oggi nel mondo della moto, con aziende come la Buell costrette a chiudere, moto che diventano sempre più globalizzate, prese di posizione nei confronti di determinate startegie aziendali, ecc... Una riflessione interessante sarebbe ad esempio: le moto di oggi così perfette sono in realtà più emozionanti di una moto di 10+15 anni fà dove i difetti erano clamorosi quanto i pregi e guidarle non era proprio semplicissimo? Banalizzazione: un monster 1000 di ultima generazione è più emozionante del primo monster 900 a carburatori? Alla fine la ricerca della perfezione porterà alla caduta delle vere moto, come in motogp?
    Perchè il top della tua carriera di giornalista a mio giudizio lo hai avuto quando commentavi la 250 su Italia1 e lì non ce ne era per nessuno... la tua telecronoca correva nsieme alla catena delle moto.. niente compromessi, in presa diretta eri!!! Ma a qualcuno che non era un motocicilista non piaceva... ma secondo me sei ancora un teppista!
    Ciao

  • 14. 22 anni fa...

    è morto mio fratello in moto e con lui anche la sua ragazza. Gli tagliarono la strada e per lui non ci fu niente da fare.
    Eravamo entrambi appassionati di moto, lui ci lavorava anche: era un carabiniere motociclista. Compravamo motosprint tutte le settimane e motociclismo ogni mese, quando c'eri tu, Nico, quindi 1986 - 87 più o meno. Poi Vallelunga la domenica. Kawa z500 per me e Klr 600 per lui.
    Insomma, dopo la sua morte, io non dico che avevo paura ma non mi sentivo più tanto bene e un po' per non fare angosciare i miei genitori decisi di vendere la mia moto. Ma la sognavo quasi tutte le notti ed era uno dei miei sogni più belli. Era un'ancora contro la depressione e senza di lei stavo scivolando sempre più giù. Poi piano piano ho ricominciato: un cinquantino, una cagiva 125 poi finalmente un Kawa 600 e poi non mi sono fermato più. Talvolta, ancora adesso vacillo se penso al passato, guido più prudente, ho quasi 50 anni ora ma la sensazione che provo adesso con la mia Monster S4Rs è insuperabile. Non si possono nascondere o annullare per troppo tempo le proprie inclinazioni...
    Un saluto a tutti. Grazie

  • 15. mi sa' che sono di ritorno anch'io..

    Uno sparo nel buio, così si intitolava l'articolo di Café Racer (rivista che rimpiango) che presentava la nuova Monster Dark..fotocopio l'articolo e me lo appendo in ufficio, dopo qualche tempo divento la favola del villaggio, parlo sempre di questa moto, ma non la compro mai. Ma come si fa a 38 anni, dopo 10 senza moto, con due bimbe, a pensare di tornare in moto, siamo seri! Se dovessi mai parlarne a mia moglie e fosse un no, avrei chiuso per sempre, invece avere un sogno non costa nulla..Tutte balle! Costa eccome! Allora, dopo settimane di "sofferenza", una sera, davanti alla tv, mi porto quel numero di CR "..ti piace?" "e a te?" "moltissimo.." " e allora compriamola!" SONO TORNATO!!

  • 16. esiste un video di quella gara?

    Ciao Nico, mi chiamo Max ho 42 anni, ti seguo da sempre, e non nascondo la mia commozione ogni volta che ascolto le tue "pillole di saggezza".
    Vorrei sapere se esiste un video della gara di Imola, grazie.

  • 17. Motociclista di ritorno = motociclista per sempre!

    Caro Nico,
    a circa 10 anni sono salito su un vecchissimo velosolex ed è ancora viva in me l'emozione del percepire attraverso il corpo le vibrazioni del motore e poi l'urlo libertorio, la risata quasi isterica nello scoprire l'esistenza di una velocità diversa da quella della bicicletta.
    Ora di anni ne ho 38 e, tra combiamenti, allontanamenti e ritorni, le moto, mi hanno sempre accompagnato ed ancora oggi non mi faccio mancare l'urlo e la rista isterica che puntualmente scaturisce dopo un po' che sono a bordo della mia moto.
    Quindi le riflessioni scritte da Nico e da tutti noi, è la prova che chi si scopre motociclista, indipendentemente dall'età, dalla moto e dal percorso di vita, sarà motociclista per sempre!

  • 18. Tra sogni e realtà

    Penso che ognuno viva la prpria passione con i suoi "confini" dettandosi le regole di cosa si prova vivere questa bellissima passione.
    Penso che non sarò mai un pilota come il caro Nico, neanche la metà direi, ma la moto la vivo ugualmente, mi batte il cuore quando ci vado e penso sinceramente che in moto BISOGNA avere un po di paura,senza quella non si imparano i limiti che possiamo prefissarci, i limiti della strada e i limiti degli altri.
    Nico è riuscito a fermarsi , difficilissimo , in un momento forse al top della sua carriera agonistica , forse ha rimpianti e solo lui può saperlo ma una cosa è certa, in quel momento è stata sicuramente la scelta più giusta perchè è meglio un rimpianto che un necrologio, in pista come in strada.
    lamps

  • 19. motoclista da sempre

    Lo so io non c'entro molto perchè io la moto l'ho sempre avuta fin dai 15 anni (adesso ne ho 52)...tranne una pausa di 3-4 anni sul finire dell'università...passaggio dalle moto da regolarità (allora si chiamavano così) prima e alla moto da turismo (guzzi v65) poi...e poi vai con le moto da enduro (adesso si chiamano così) di oggi...la uso sempre : per andare in centro, per andare al mare, per andare al lavoro.... ogni tanto sogno di avere ancora il mio caballero 125 di quando avevo 17 anni (o sogno di avere ancora 17 anni??? mha..) e la mia 800gs è la cosa che più me lo ricorda (fatte le dovute proporzioni...) .. l'importante è muovere l'anima con due ruote... e la moto (e la bici) lo fa....

  • 20. Ritorno al futuro

    La moto è parte della mia vita.
    Dall'età di 12 anni che giravo con un Motobi 49 non ho mai smesso di pensarmi sopra a due ruote.
    Vespa 50 L a 13 anni.
    Poi ho rotto tutti gli amici molto più grandi per fare un giro sulle varie moto anni '70. Kawa, Suzuki, Gilera, Simonini, Milani, Benelli, Ancillotti, Zundapp, Honda, Yamaha, Aspes e via dicendo.!
    6 anni,patente A, arriva una Honda 125 bicilindrica usata.
    Non dura molto.
    Noie al cambio e fasce partite, niente pezzi di ricambio. Via. Vespa 125 gtr era il massimo che mi potessi permettere. Università e arriva un Honda 450 cb,comprata usata lavorando e studiando. Poi arriva lo stop alla fine dell'università. Per più di 10 anni niente. Mi sposo,cambio vita. Una mattina di un giorno di Marzo arriva la folgorazione......manca qualcosa alla mia vita rinchiusa dentro ad una station wagon.
    Mi guardo intorno e vedo che il mondo è cambiato e io appresso. Opto per un rientro soft.Yamaha 600 diversion. Ricordo ancora la prima volta quando l'andai a ritirare.
    Tutte le "lucette" e gli automatismi si rimisero in moto in una frazione di secondo come se gli anni trascorsi si fossero annullati in un attimo. Adesso guido un Gsx-f e nonostante gli acciacchi, anche gravi, appena posso vado ed è uno dei momenti in cui mi sento veramente bene e in pace.
    Amo la moto...

  • 21. Mi sono commosso

    Ho letto tutti i commenti e mi sembra di specchiarmi in tante delle storie raccontate, ho provato commozione a leggere le stesse emozioni, ripensamenti che tanti di voi hanno provato.
    Anche io sono rimasto per 15 anni senza una moto (raramente ho usato solamente in estate qualche scoter prestato), partito militare nel 1993 ho venduto il TT 600 , pensando di riacquistare subito dopo un 'altra moto, ma poi le vicessitudini della vita hanno inclinato fino a troncarlo del tutto il rapporto viscerale che avevo con la moto (ci andavo da quando avevo 8 anni 1°ciclomotore un Cimatti BAT BOY regolarità che ancora posseggo e poi svariati cinquantini tutti truccatissimi, Vespe elaborate a 100cc, Vespa 125 PXE elaborate a 175 cc. Tuareg Rally esasperato circa 38 cv. e in ultimo il TT 600) .
    Dopo il 93 la laurea, il lavoro, il matrimonio, i figli e ancora il lavoro, la famiglia, i problemi , la lontanaza da casa per motivi di lavoro, presero il sopravvento sulla passione motociclistica e il perdurare della lontanaza dagli affetti e dai luoghi cari,ricordo della giovinezza di quando a gruppi si scorazzava in moto o si andava in vacanza, giorni memorabili, fecero si che il possesso di una moto diventasse un sogno irraggiungibile . Poi all'improvviso ho cominciato sempre più spesso a parlare di questi ricordi con mia moglie, ho cominciato a sognare me da ragazzino sulla moto ma dei sogni così reali e ricchi di particolari che veramente ho vissuto ma che da tanto tempo non ricordavo, basta non c'è lo fatta più a resistere, LA MOTO mi chiamava, l'anno scorso (oggi ho 43 anni) in dieci minuti ho contrattato e comprato un enduro specialistica "Yamaha WR 450 F", adesso sono felice come un bambino col suo giocattolo, che dirvi solo al pensiero di andare con gli amici per mulattiere mi fa dimenticare qualunque cosa e il manico e la voglia sono ottimi.
    Scusate se sono stato prolisso ma si sa il motociclista non smetterebbe mai di parlare della sua passione.
    Salutoni a tutti. Giuseppe

  • 22. Dimenticavo...

    A costo di litigare con mia moglie sto contrattando un TT 600 del 1985 ricordo dei gioventù, credo propiro che l'affiancherò al WRF 450.
    Ciao

  • 23. Ricordo Nico quel giorno!

    Tutti ci chiedemmo "ma che fa, eppure va che è una scheggia!!!!!!???", ora abbiamo capito. Grande Nico, anche nei momenti in cui le scelte appaiono impossibili.
    Noi giovani di 59 anni che non abbiamo mai mollato, semmai rallentato, sempre con una cavalcatura pronta. Unica sosta, da padri in attesa che i figli crescesero. Oggi posseggo una Ninja 1000 anno 2008, quant'acqua è passata sotto i ponti dalla mach 1 500 del '68, freno a tamburo (??!!??) con cui praticamente entravi in pieno o andavi dritto...... La moto, grande passione. Saluti a tutti i motociclisti.

  • 24. è un ritorno...che non ho mai smesso

    caro Nico, ho 54anni una kawa550 dell'84 e moglie e figli già adulti. Anch'io ho smesso per accontentare la mia ,allora, compagna oggi moglie, sentivo che mancava qualcosa e SAPEVO cosa era. L'ho lavorata sui fianchi e presa per sfinimento, quindici anni fa se convinta ed acquistata la Kawa. Siamo entrambi ringiovaniti ed ogni occassione è buona per una gitarella in moto. Oggi è lei che non vuole sentirne parlare di mollare il nostro terzo comodo ;-)))

  • 25.

    ... Poi di colpo mi sorprendo a pensare... Cogito ergo sum... dunque per correre (forte) i neon della ragionevolezza vanno spent..., Nico sei un pilota d'altri tempi, forse di altri mondi, molto intelligente, un poeta.

  • 26. paura si voglia di piu' ma le moto......non sono p

    20anni fa' fermai la mia honda cbx750 ultima di ua bellissima serie di honda e suzuki e mi disse ci rivediamo quando le figlie sono maggiorenni
    driin driin e' arrivato il momento e il giorno dopo le mie chiappe erano su una supersexy adorata bellissima fighissa Hornet ..via era passato un giorno da allora ...si riprendeva !!
    Quali sono state le impressioni? Difficile dirlo, perche' non me le sono ancora chiarite nemmeno io. Diciamo che nell andare in giro per monti e colline e' esattamente favoloso come allora senza timore alcuno fatta eccezzione che le moto oggi sono piu' belle!
    Ma in autostrada.... mi sono trovato a viaggiare 40kms/h di meno?? allora mi sto domandando , ma e' la moto (essendo naked) o e' solo la paura!! non mi sono ancora dato la risposta definitiva anche se c'e' piu' timore di una volta e quindi la pura gioca una parte maggiore ma......,
    pero'..una cosa sono convinto!!! che volta le 500-750cc erano diciamo quasi delle supersportive ma erano anche della router quante volte sono arrivato a gibilterra tocca e torna indietro , in due belli comodi , con medie da 160kms in autostrada ,ORA tutto si puo fare certo! ma una naked di oggi per due, per l autostrda a mio parere e' molto molto meno performante di un cbx750 o suzuki 550 o 700 di allora ??
    quindi l eta' centra ma anche le moto sono diverse oggi forse piu' specialistiche vi e' meno la sportivona(agli occhi) tuttofare oggi devi scegliere o sportiva(e ti manca il tourer) o tourer( e ti manca la grinta della ss) cosa ne pensate??

  • 27. iniziare dopo gli ...anta

    Sono sempre stato un appassionato di moto.
    Fin dai primi anni '70 seguivo le gare di moto, in salita, cross e regolarità che si svolgevano dalle mie parti.
    Non ho mai posseduto una moto vera, salvo una vespa 50, con motore 125.
    Bene, dopo tanti anni sono riuscito a realizzare quello che prima non potevo permettermi. E' da un paio di anni che ho acquistato una moto da enduro, e la domenica mattina quando posso esco a divertirmi un pò. Dimenticavo di dire che sono vicino alla soglia dei 50 anni.
    Credo comunque che non sia ma troppo tardi per iniziare.
    Saluti
    Claudio

  • 28. l'importatnte è arrivare

    Ciao a tutti,
    io sono uno di quelli che alla moto è arrivato a 30 anni e cioè 5 mesi fa...ciò che mi ha frenato è sempre stata la paura, una paura, però, inculcata più che vissuta! Io non sono uno smanettone, amo la moto per quello che è, un mezzo di trasporto senza vincoli e senza ostacoli...amo la moto perchè mi regala angoli di visuale che l'auto impedisce...e non amo la velocità...odio che mi passa a 180 su una strada...odio chi pensa che rallentare lo debbano fare gli altri...per cui la "paura" è quella che gli artisti chiamano "emozione" e senza la quale non avrebbe senso fare ciò che si ama...
    per cui W LA PAURA

  • 29. già...

    E stiamo ritornando, insieme io e il dr600. Forse è il modo migliore per riprendere il idiscorso-percorso interrotto nel 91. Causa le solite cose comuni a tutti conti da far tornare, famiglia. Ma la due ruote è sempre lì anche nella testa.Tra poco si ricomincia, con calma però, senza frenesia. Come riconquistare una vecchia fiamma.
    A ritrovarci in strada e fuori a risentire l'aria fresca sulla faccia.
    Frizione, giù la prima e via.

  • 30. siamo tra amici

    Mi sembra di stare fra amici.
    Io non ho mai abbandonato.
    Magari ho diminuito la frequenza delle uscite, ho cominciato ad uscire da solo, però non ho mai tradito per nessuno, e per nessun motivo, la mia passione indefessa.
    La moto.
    Oggi viaggio in bmw, invece che ducati, magari vado piano, mi sono ridotto a fare 1000 km l'anno, che vuol dire 3 o 4 uscite, ma la passione da quel marzo 1977 quando papà mi regalò la gilera gr2 modificata al carburatore, mi è rimasta nel sangue.
    In ogni caso l'anno scorso ho organizzato la mia vita in modo che ogni fine settimana ho potuto, complice un amico hondista, completare circa 5000 km di curve in montagna, visto che per me andare in moto, da sempre significa fare i passi, e le curve, il vero gusto della vita.
    Mirco

  • 31. Ritorno ... che meraviglia!

    Anche a me è successo proprio così. La prima moto seria presa appena sposato (per fortuna anche a mia moglie piaceva): una bellissima Honda 400 Four, era Marzo 1976, prima gita con amici al monte Penice dopo una nevicata! Siamo stati felici con lei 4 anni, anche se nel frattempo era nata nostra figlia e le gite in due si erano diradate, e da solo ne facevo pochine. Poi il pensiero che avrei anche potuto lasciarle sole in caso di incidente mi ha messo paura e l'ho venduta nella primavera del 1980 con appena 24.000 km., ma la passione covava sempre dentro. Finchè un bel giorno nel 2000 non ce la facevo più e dopo un consulto familiare decidiamo di ricomprarla, e ormai cinquantenne mi sono preso una BMW K75S usata con la quale in 6 anni abbiamo fatto c.a. 120.000 km.: mi ha fatto tornare indietro di 20 anni, non sentivo più dolori, ero sempre allegro e continuavo a pianificare gite su gite. Da 3 anni ho un'altra BMW R1100RS, un nipotino di 10 mesi, e continuo a girare come un matto, mi sembra che la moto riesca a togliermi anni e acciacchi! Viva il ritorno!!!
    Lamps, Icaro.

  • 32. ....io c'ero....

    ...ciao Nico è toccato anche a me , dopo la morte di un caro amico proprio davanti a me e proprio nella "nostra" curva, forse un po' troppo nostra ed ora nostra davvero.
    Dopo dieci anni sono tornato in sella ma ad un T-max, dicono una buona alternativa alla moto (non è vero).
    Comunque leggere di te o sentirti parlare di moto mi fa tornare la voglia di due ruote da 17'' con gomme larghe come la carreggiata e gomme che quando arrivi alla fine del tuo viaggio sembrano sciolte da un cannello.
    Grazie con stima Fabrizio

  • 33. "Piccola" storia di un ritorno

    Ciao Nico. Tu tocchi sempre delle corde sensibilissime. Stavolta non resisto e scrivo. Può darsi che butterete tutto a mare (per la prolissità). Beh, io scrivo, poi fate voi. Si, anche la mia è la vicenda, piccola, di un motociclista che è andato via dal mondo delle due ruote e ci è tornato, in età non proprio verde, con una voglia che sorprende me per primo. La prima parte della storia è semplice: imparo con la Vespa 50 e con quella pulce del Benelli minibike degli amici; a quindici anni scopro le moto: nel mondo reale carezzo con gli occhi il mitico Corsarino 48; nella realtà parallela mi trovo in estasi davanti a quel mostro pericoloso e bellissimo che era la Kawasaki 500 mach III. Era rossa, con gradazioni cromatiche sconosciute alle moto italiane; quando giravi la chiave partiva un ronzio elettronico che era una musica; poi, un colpo di pedivella e si entrava in un’altra dimensione (da urlo). La bestia aveva freni a tamburo e zero telaio, ma questo era secondario. Quello che la possedeva era noto sul litorale romano come Sandro Kawasaki (molto amico di Giancarlo Norton) e “pilotava” rigorosamente con i ray ban e senza casco. La prima moto che ho posseduto l’ho ereditata: la Guzzi Lodola di mio nonno, dopo essere passata per le mani di mio cugino, arriva nelle mie. Era un sogno. Consumava pochissimo e mi ha lanciato sulle strade d’Italia. Poi la laurea in medicina (e la distruzione della Lodola del nonno). Per lavoro emigro a Nord est. Dopo 4 anni di buco motociclistico compro un Morini 3 e ½ (inseguivo l’idea da un decennio). Poi lo stop. E’ stata la schiena che mi ha fregato: ernia discale tra la terza e la quarta vertebra lombare. Inutile dire che le vibrazioni del Morini convergevano tutte esattamente in quel punto. Ho smesso, ho dimenticato e fatto altre cose; la famiglia, i figli, tanti pensieri. Venti anni di assenza totale, come se l’ebbrezza, le fantasie e le soddisfazioni che le moto mi avevano regalato non fossero mai esistite. Un pomeriggio di primavera del 2004 esco in auto dal mio ospedale e incrocio un collega (tipo insopportabile) che tutto tronfio se ne va in giro con uno scooter. Dentro mi esplode qualcosa. Una rabbia cupa si impadronisce dei miei pensieri mentre mi rendo conto di quanto mi manchi la libertà di girare in equilibrio su due ruote, di quanto tempo sia rimasto lontano da una cosa che amavo tanto. Passo un paio di settimane tormentate, poi decido: ci provo. Temo le vibrazioni di una moto (l’ernia è sempre lì, tenuta a bada, mai operata) e scelgo un approccio soft: Piaggio X 9 200. Il mezzo è piacevolissimo, capiente, sicuramente migliore di come me l’aspettavo. Ma è … diverso: è quasi come stare su una sedia che cammina. E poi i motociclisti che incrocio NON MI SALUTANO !! Resisto quattro anni; poi le stradine del Friuli, dove vivo, mi spingono ad un passo “estremo”: entro nel mondo sconosciuto dell’enduro con un Teneré 660 del 96, trovato su internet. Ragazzi, sono tornato ed è entusiasmante. Ora ho 56 anni, una moglie e tre figli incuriositi da questa mia nuova passione (nuova per loro), poco tempo a disposizione e l’ernia con cui continuare a convivere. Però, quando riesco a ritagliarmi un paio d’ore, salgo in sella al Teneré e parto alla scoperta degli angoli incantati di questa regione.
    La paura? Quella mi viene quando ripenso alle corse che facevo da incosciente ventenne. Da trent’anni il mio lavoro è quello dell’anestesista rianimatore. Le conseguenze di certi eccessi le ho viste in sala operatoria, in terapia intensiva e direttamente sul terreno (per otto anni ho fatto anche elisoccorso). Non corro più. Uso la moto come un cavallo: la porto al trotto in collina, le faccio pennellare le curve, la governo col peso del corpo, un po’ come si fa sugli sci. Poi esploro, marce basse e motore che borbotta piano, i sentieri facili, le vecchie strade militari, quei percorsi (aperti al traffico) di cui non immaginavo l’esistenza, bellissimi. Non devo dimostrare niente a nessuno, neanche a me stesso. Devo solo godere i miei momenti, gli scorci mozzafiato, il mio cavallo. E non ho paura. Qualcosa può sempre accadere certo, ma almeno non me la vado a cercare.
    A Roma, da uno zio, è ricoverata la Guzzi Lodola in attesa del giorno in cui sarà restaurata. Nel garage di casa mia, sotto un lenzuolo bianco, c’è il vecchio Morini 3 e ½ che mi aspetta (non lo mollo per nessun motivo). Nel medesimo garage, il Teneré e lo scooter.
    Caro Nico, te lo devo dire: sto scooter mi sta stretto. Ho come il sentore che presto lo sostituirò con una moto più stradale della Yamaha (diciamo una V-Strom 650 ?), tanto per allungare i giri oltre le tre ore-duecento chilometri, che rappresentano il mio limite (anzi, il limite della mia malefica ernia). Un caro saluto a tutti. Forse più avanti mi capiterà di scrivere ancora (sempre ammesso che non vi abbia rotto le scatole con la mia storia di ritorno). Sergio

  • 34. passione di ritorno

    Io la definirei cosi' ... dopo un digiuno " forzato " durato circa 14 anni ho ricominciato a vivere la mia passione a 42 anni ... quanto patire a vedere gli altri che passavano con le loro gioie a due ruote ..
    Ho dovuto rinunciare alla mia passione a suo tempo forzatamente , poiche' ,complice una tassa assurda che ai primi anni '90 taglio' per cosi' dire le gambe a molti amici motociclisti... Sto' parlando aime' di quell'infelice tassa di lusso una tantum introdotta dal governo Amato che incostituzionalmente , specie a noi motociclisti della toscana fece passare la voglia di andare in moto per lungo tempo . Poi gli impegni familiari e di lavoro fecero il resto........
    Adesso pero' che ho la possibilita' di risalire in sella sono tornato ad apprezzare quelle belle sensazioni che solo le due ruote sanno trasmettere ........ W la MOTO.......

  • 35. una lunga strada

    Ho cominciato a girare a 10 anni con una vespa 125, quella col faro basso.Giri di poche centinaia di metri... A 14 anni ho comperato un Motom usatissimo,di quelli con il cambio a bacchetta, e l'ho modificato,riverniciato,smontato e alla fine distrutto.I miei non lo sapevano. A 16 anni,usato, uno Stornello sport della Guzzi! E ho continuato,lottando con il portafoglio.Non sono mai riuscito a tenere una moto (per me significativa) a dormire in garage: le ho sempre vendute per comperare la successiva. Quando ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia mogle giravo con un Falcone sport (quello con il volano-affettatrice) Mi ha poi detto che le sembravo un tipo strano,ma le ho attaccato la "malattia".Gli anni sono passati, mi sono sposato ed ho avuto una figlia.Sono stati anni in cui giravo con una Vespa 50 ma ATTENZIONE: stavo restaurando una Guzzi 500 GTV del 1948. Ho venduto anche quella : quando ci penso,mi prenderei a schiaffi. Ho passato anni senza moto,anche se ho sempre avuto scooter,ma quelli non sono moto,sono elettrodomestici come le auto. Da diversi anni sono risalito in moto e,dopo 4 BMW, sono arrivato alla mia ottava Guzzi, una Norge. Sono diventato nonno,e penso con tristezza al momento in cui non riuscirò più a reggere il peso di una moto così. Allora sarà il momento di rimettere in marcia i miei 4 Motom,che negli hanni ho cercato,smontato, restaurato e che(questi sì) dormono in garage e non venderò MAI!

 
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