Test SBK

SBK. Conclusi i test invernali... nel segno di Rea

- Rea impressiona e infligge un secondo a Lowes. Bautista terzo davanti ad Haslam. Sykes fa ben sperare la BMW, mentre Melandri fatica con la R1. Ancora problemi fisici per Davies
SBK. Conclusi i test invernali... nel segno di Rea

Si sono conclusi all’Autodromo do Algarve di Portimão le ultime due giornate di prove invernali (leggi la cronaca del day 1) per i piloti dei mondiali Superbike e Supersport. Il vento ha infastidito i piloti, e nel finale dell’ultimo giorno la pioggia ha impedito a molti di essi di sfruttare le gomme da tempo. Anche a in Portogallo il più veloce è stato Jonathan Rea (1’40”855) che ha inflitto quasi un secondo ad Alex Lowes che, così com'era già successo a Jerez, è stato il pilota “meno lontano” dal quattro volte campione del mondo.

Al di là dei responsi cronometrici, è impressionante come Rea sia già perfettamente a posto con l’assetto della sua Kawasaki Ninja, tanto da poter affermare di non aver più nulla da provare e di sentirsi quindi pronto per il primo round in Australia. Non altrettanto possono dire i suoi avversari, che per vari motivi non riescono ancora a tenere il passo di Johnny non solo nel giro veloce, ma soprattutto nel passo gara.


Le notizie più positive arrivano da casa Yamaha e riguardano Lowes, che in questi test si è dimostrato subito a proprio agio sulla R1 e non ha commesso errori. L’inglese è migliorato, ma resta comunque lontano dal poter impensierire Rea. Restando nel box della Yamaha, va rimarcato come Van der Mark non abbia badato troppo al tempo sul giro, ma che abbia invece preferito sistemarsi per il passo gara: alla fine ha ottenuto il quinto posto, ad 1"3 dal Cannibale.


Gli altri due piloti che portano in pista la R1 con il debuttante team italiano GRT sono Sandro Cortese e Marco Melandri. Entrambi sono ad oltre 1"6 dalla vetta della classifica, e se appare normale che il campione del mondo Supersport 2018 debba ancora affiatarsi con la sua superbike, per il ravennate si deve accendere non un campanello di allarme, ma certamente almeno una spia rossa, visto che sino ad ora non ha trovato feeling con la sua 4 cilindri. Marco non inizia nel migliore dei modi quella che dovrebbe essere la stagione del suo riscatto, ma per fortuna siamo solo al termine dei test invernali, e Phillip Island è la sua pista preferita (doppia vittoria per lui lo scorso anno).


Ha iniziato invece molto bene Alvaro Bautista, non solo perchè a Portimão ha chiuso al terzo posto (1’41”934) ma soprattutto perchè sta prendendo in fretta le misure alla sua nuova V4: pur non avendo mai corso sulla pista portoghese (un tracciato non certo facile da interpretare), lo spagnolo infatti si migliora costantemente, ed appare sempre più padrone della sua Panigale. In lui sono riposte non solo le speranze dei tifosi della Ducati, ma anche di chi spera di assistere ad un campionato più combattuto di quello dello scorso anno. Chaz Davies purtroppo non sta bene, quindi i suoi test invernali (undicesimo a Portimão) non sono giudicabili: la speranza è che ritrovi presto la migliore condizione fisica, ma di certo ha perso già molto tempo rispetto ai propri avversari, e dovrà cercare di sfruttare al meglio gli ultimi test ufficiali in Australia.


La nuova moto di Borgo Panigale ha senza dubbio un potenziale molto elevato, ma non sarà facile da mettere a punto per sfruttare tanta cavalleria. Se ne sono già accorti i due piloti privati, il giovane Michael Ruben Rinaldi ed il più esperto Eugene Laverty, che hanno concluso rispettivamente dodicesimo e tredicesimo a ben tre secondi da Rea. Buona la quarta posizione di Leon Haslam, che non ha potuto ottenere un risultato migliore solo perché appena ha montato la gomma da tempo è iniziato a piovere. Il campione uscente del BSB si è comunque detto molto soddisfatto dei suoi test e soprattutto del suo passo gara, visto che ha percorso molti giri sul passo del 1’42”2, che è al di sotto del record della pista stabilito lo scorso anno in gara da Rea con 1’42”304. Leon non sarà certamente Rea, ma siamo certi che quest’anno potrà conquistare molti podi.

Sykes ha confermato tutta la sua voglia di far bene e di dimostrare di poter andare forte anche con una moto diversa dalla Kawasaki. Il suo sesto tempo è un ottimo risultato, ma è nota l’abilità di Tom sul giro singolo, quindi attendiamo di capire come vada questa nuova S1000RR sulla distanza. L’altra BMW, quella di Reiterberger, è solo decima ad oltre due secondi dalla vetta della classifica, e al momento è probabilmente questo il vero potenziale della nuova moto della Casa tedesca.

Davanti a Reiterberger si piazza il turco Razgatlıoğlu. A Jerez, Toprak era stato più veloce, ma ha patito molto le raffiche di vento di Portimão; e poi ricordiamo che a differenza delle Kawasaki ufficiali, ha girato con il motore 2018. Siamo curiosi di vederlo all’opera in Australia, quando potrà sfruttare il propulsore 2019 e nuove sospensioni aggiornate. Ultimo tempo in prova, ma non poteva essere diversamente, per Alessandro Delbianco, al debutto in Superbike e alle prese con una CBR 1000RR ancora in fase di sviluppo.

Tra i piloti della Supersport, primo tempo per Jules Cluzel, del team GMT94 Yamaha, che ha preceduto Raffaele De Rosa con la MV Agusta e la punta di diamante della Kawasaki Lucas Mahias, del team Puccetti Racing. Ora ai team non resta che preparare le moto e chiuderle nelle casse per l’Australia, perché il prossimo appuntamento con la Superbike e con la Supersport è fissato tra soli 20 giorni, per i test ufficiali del 18 e 19 Febbraio sulla fantastica pista di Phillip Island.

CLASSIFICA DAY 2

1. Jonathan Rea - Kawasaki - 1’40.855
2. Alex Lowes - Yamaha - 1’41.814 +0.959
3. Alvaro Bautista – Ducati - 1’41.934 +1.079
4. Leon Haslam - Kawasaki - 1’42.144 +1.289
5. Michael van der Mark - Yamaha - 1’42.191 +1.336
6. Tom Sykes - BMW - 1’42.246 +1.391
7. Sandro Cortese - Yamaha - 1’42.469 +1.614
8. Marco Melandri - Yamaha - 1’42.507 +1.652
9. Toprak Razgatlioglu – Kawasaki - 1’42.537 +1.682
10. Markus Reiterberger - BMW - 1’43.146 +2.291
11. Chaz Davies – Ducati - 1’43.361 +2.506
12. Michael Ruben Rinaldi - Ducati - 1’43.834 +2.979
13. Eugene Laverty – Ducati - 1’43.950 +3.095
14. Alessandro Delbianco - Honda - 1’44.885 +4.030

  • Alessandro200958, Mogliano Veneto (TV)

    Non si capisce niente.
    Com'è normale che sia nei test.

    Ci sono moto che hanno pochissimi km, sopratutto le Ducati, in particolar modo quella di Laverty.

    Quindi non vedo come questi test possano essere indicativi. Gli ufficiali Ducati staranno provando una quantità di roba che non avranno mai avuto la stessa moto per più di 4 giri.

    Quella che forse farà meno fatica è BMW, è vero che la moto è nuova, ma è altrattanto vero che in tutti i campionati ci sono decine di tecnici BMW che raccolgono feedback e dati su tutte le BMW che hanno la loro elettronica, addirittura al National Trophy.
    Immagino quindi che avranno comunque moltissimi dati freschi e aggiornati nonostante la moto sia un nuovo progetto.

    Kawa è di certo quella più avanti e quella che ha avuto meno sbalzi nello sviluppo.
    Vedremo, mi preoccupa un pò il fatto che Ducati continui con una moto a motore portante, ma vedremo come evolveranno...
  • kevin666, Stazzano (AL)

    a me pare tutto abbastanza come da aspettative,gli unici appunti li farei su "LAVERTY" stranamente troppo staccato e mi aspettavo il "turco" piu'consistente,...una battutina per l'ottimo "BAUTISTA" che stranamente ha "piegato" pochi telai....speriamo sia di buon auspicio!
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