SBK 2022. GP d'Australia. Gregorio Lavilla: “Ok a nuove regole, ma sono sempre i piloti a fare la differenza”

SBK 2022. GP d'Australia. Gregorio Lavilla: “Ok a nuove regole, ma sono sempre i piloti a fare la differenza”
Carlo Baldi
Con il Direttore WorldSBK di Dorna abbiamo parlato delle regole che verranno introdotte, delle possibili limitazioni, delle “super concessioni”, dello stato di salute e del futuro della Superbike.
19 novembre 2022

Gregorio Lavilla è il Direttore Esecutivo del WorldSBK di Dorna. In occasione dell’ultimo round di Phillip Island lo abbiamo incontrato per fare il punto della situazione sui mondiali delle derivate, parlando non solo della stagione che si sta per concludere, ma anche e soprattutto del futuro e delle nuove regole che verranno introdotte, a breve e a lungo termine.

Come è andata questa stagione 2022?

"Abbiamo iniziato in ritardo, quando c’erano ancora delle restrizioni legate al Covid 19, e per questo motivo abbiamo disputato le prime gare in Europa e non in Australia come abbiamo sempre fatto, e come faremo anche il prossimo anno. In Superbike abbiamo assistito alla lotta tra tre grandi piloti e tre case produttrici diverse, mentre in Supersport abbiamo introdotto nuove regole che hanno cambiato la mentalità precedente, che era legata alla cilindrata. Siamo molto fieri del lavoro svolto nella classe intermedia dove ora abbiamo diverse case impegnate. In 300 abbiamo assistito alla vittoria di una Yamaha dopo anni di dominio Kawasaki, e anche la R3 Cup ha avuto un buon riscontro di partecipazione da parte dei team e dei giovani piloti. Abbiamo potuto di nuovo accogliere il pubblico sugli spalti ed in alcuni casi le presenze sono state molto rilevanti quantitativamente. La copertura televisiva è stata molto buona, ed abbiamo assistito ad un notevole incremento per quanto riguarda la trasmissione delle gare via web e la diffusione delle notizie tramite i social media. Tutto sommato è stata quindi una stagione positiva ed interessante"

Parlando di regolamenti mi ha stupito che non siano stati restituiti i giri motore alla Kawasaki

"Probabilmente tu ti riferisci alla moto di Jonathan Rea, ma noi dobbiamo analizzare i risultati di tutti i piloti Kawasaki e dai nostri calcoli, e da quanto ci ha segnalato l’algoritmo, i piloti Kawasaki non hanno ottenuto risultati inferiori rispetto a quelli di Ducati e Yamaha. I nostri calcoli tengono conto di tutti i piloti Kawasaki, di tutti i loro risultati e delle loro velocità massime, e non ci risulta che la casa di Akashi sia in difficoltà rispetto a Ducati e Yamaha. Non è facile livellare i valori in campo, bisogna tener conto dei costi e delle diverse moto presenti in griglia. Quello che cerchiamo di fare è di aiutare le case in difficoltà a raggiungere le prestazioni delle moto vincenti, senza però penalizzare queste ultime. Per questo abbiamo recentemente introdotto le super concessioni. In passato, e devo dire che personalmente non ero d’accordo, sono state penalizzate alcune case, anche se non in maniera importante, ma è successo perché non avevamo altro modo di livellare il campionato. Ora la nostra filosofia è quella di aiutare le case in difficoltà, non di penalizzare chi risulta vincente. Poi è chiaro che i regolamenti si possono sempre migliorare, ma ritengo che stiamo lavorando nella direzione giusta"

Avete introdotto molte nuove regole

"Sino ad alcuni anni fa non c’erano limiti, non c’erano controlli sui prezzi di omologazione delle moto, sul numero dei motori, sui costi dei vari componenti come le sospensioni o i freni, e sul numero dei test che le squadre potevano fare. Tutto questo incrementava il divario tra team ufficiali e privati. Le regole che abbiamo introdotto cercano di livellare le possibilità di tutte le squadre. Io sono stato un pilota negli anni 90, ma ti assicuro che mi sarebbe piaciuto molto correre adesso, con gomme tutte uguali e con limiti che cercano di diminuire il gap tra gli ufficiali ed i privati. Considera poi che, per fortuna, la vera differenza alla fine la fanno i piloti. Qualcuno chiede di penalizzare la Ducati, ma dove sarebbe la casa italiana senza Bautista? O la Yamaha senza Razgatlioglu? Noi dobbiamo valutare attentamente tutte le moto in pista e fare un discorso di marca, senza basarci su un unico pilota"

Cosa ci puoi dire circa le future regole sui limite di peso?

"A tutt’oggi abbiamo deciso che nel 2024 verrà introdotto una nuova norma che riguarderà il limite di peso moto/pilota. Qualcuno voleva che venisse introdotta già nel 2023, ma i costruttori non erano tutti d’accordo e quindi l’abbiamo rimandata. Così come abbiamo fatto nelle due classi della Supersport, anche in Superbike il limite potrà riguardare una decina di chili. Dobbiamo inoltre considerare che nella prestazione di una moto il peso della moto stessa o il peso del pilota assumono un’importanza molto diversa. Sia chiaro poi che non si potrà mai compensare la differenza tra un pilota che pesa 90 chili ed uno che ne pesa 60, anche perché non dobbiamo mai tralasciare il discorso della sicurezza e non possiamo aggiungere molti chili ad una moto"

Le nuove regole della Supersport hanno sradicato il concetto di categoria definita dalla cilindrata. Pensi che questa nuova filosofia possa un giorno essere introdotta anche in Superbike?

"Si, penso che un giorno potremo modificare i regolamenti anche in Superbike. Il mondo sta cambiando completamente e così i mercati. Noi siamo legati alle produzioni di serie e quindi dobbiamo considerare le scelte delle case produttrici. Le categorie più piccole hanno dimostrato che si possono far correre insieme moto di cilindrata diversa, ma in passato sono state le case che hanno rifiutato di introdurre questo concetto anche nella classe maggiore. Però se ci pensi bene, già in passato in SBK correvano moto di cilindrate diverse, con le bicilindriche che avevano una cilindrata superiore rispetto alle quattro cilindri. Ora, grazie ai mezzi tecnici dei quali disponiamo, ritengo sia possibile far correre moto di cilindrate diverse anche in Superbike, livellando i valori con i regolamenti e ritengo quindi che i tempi siano maturi per un cambiamento in questa direzione"

Economicamente come sta la Superbike?

"Non sono stati anni facili, non solo per la Superbike ma per il mondo intero. Prima il Covid19 e ora la guerra, alla quale ha fatto seguito un incremento dei costi che rende indispensabile ridurre al massimo le spese. La situazione economica della Superbike è buona, ma nel 2023 dovremo stare molto attenti a far quadrare i conti, nella speranza che la situazione mondiale migliori. L’interesse nei confronti della Superbike è in aumento, ed abbiamo molte prospettive interessanti, però al momento prevale il timore per il futuro e la conseguente difficoltà ad investire e a rischiare"

Stilare il calendario della Superbike non è mai facile

"È vero, ma al di là della situazione economica mondiale che abbiamo appena descritto, portare in giro per il mondo lo spettacolo della Superbike ha dei costi molto elevati. Inoltre noi non scendiamo a compromessi, e cerchiamo sempre un’ottima qualità, che si traduce in circuiti sicuri e ben organizzati. Ad essere onesti dobbiamo lavorare di più per pubblicizzare meglio lo spettacolo e le opportunità offerte della Superbike. Ogni volta che portiamo nel paddock e che facciamo vivere il weekend di gara ad un possibile sponsor o a qualcuno in qualche modo interessato ai nostri campionati, il responso è sempre positivo, a volte entusiasta. I nostri campionati piacciono, e quindi dobbiamo lavorare ancora di più per farli conoscere. Ci aspetteremmo che anche gli altri protagonisti di questi campionati ci dessero una mano, investendo di più nella comunicazione per dare risalto ai loro risultati e di riflesso anche ai campionati. Qualcuno già lo fa, ma sono pochi"

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