La frode di Aegerter e gli altri precedenti nel motorsport

La frode di Aegerter e gli altri precedenti nel motorsport
Nico Cereghini
  • di Nico Cereghini
Il pilota svizzero, domenica a Most, dopo la caduta ha simulato un grave trauma cranico, per indurre la direzione gara a fermare la corsa con bandiera rossa. Non aveva nulla, l’hanno beccato e squalificato per gara 2. E ci sono dei precedenti di grande portata storica…
  • Nico Cereghini
  • di Nico Cereghini
1 agosto 2022

Tutto è accaduto in Gara 1 di Supersport: il dominatore del campionato Dominique Aegerter cade facendo saltare il banco. C’è un ingresso folle di Oncu alla prima curva, la carambola coinvolge anche Caricasulo, De Rosa, Montella e VerdoiaLorenzo Baldassarri ne approfitta e scappa fino a prendersi la seconda vittoria dell’anno davanti a Stefano Manzi e Odendaal. Ebbene, secondo la federazione Aegerter ha simulato un trauma cranico che non c’era, allo scopo di far esporre la bandiera rossa e interrompere la gara. Cosa poi ammessa dal pilota.

Il Panel degli Stewards FIM, dopo aver convocato Aegerter, ha sospeso lo svizzero da Gara 2 e diramato un comunicato "Il giorno 30/07/2022 durante Gara 1 SSP, dopo un incidente alla prima curva, Dominique Aegerter ha simulato una certa situazione medica per ritardare il processo di ripartenza. Portando in questo modo allo stop forzato della corsa con bandiera rossa. Questo è stato confermato per sua ammissione in un documento scritto. Ciò è contrario al regolamento del campionato e per questo il pilota è stato sospeso dalla prossima gara".

Da parte sua, Dominque ha provato a scusarsi: “Mi dispiace per quanto è accaduto dopo l'incidente di Gara 1. Trattandosi di una situazione molto frenetica, non ho agito correttamente e ho commesso degli errori. C'era molta pressione, adrenalina ed emozioni. Non ho mai voluto mettere in pericolo altre persone: voglio scusarmi per questo".

Un errore per molti veniale, ma che mette in pessima luce il pilota.

Pochi precedenti di peso

Non ci sono tanti precedenti sul tema delle frodi sportive. Per lo meno di quelle sanzionate e dunque scoperte. Forse ci sfugge al momento qualche episodio secondario, è possibile, di sicuro ci sono stati diversi episodi molto chiacchierati. Come quando a Silverstone nel 1979, all’esordio della NR500 quattro tempi, molto probabilmente Honda barò.

Accadde che le due moto di Grant e Katayama, in grave ritardo di preparazione, mancarono la qualificazione. Sui fogli dei tempi le due NR a pistoni ovali erano fuori di quattro o cinque posti, oltre la trentacinquesima posizione. Però, misteriosamente, quei quattro o cinque piloti che le precedevano diedero forfait la domenica mattina. Chi per un guasto tecnico chi per il mal di testa. Le Honda presero il via per fermarsi quasi subito.

La stessa Honda che però aveva subito un’ingiustizia alla fine del ’67. Perché la FIM decise di punto in bianco di limitare i frazionamenti dei motori? Gioielli come la cinque cilindri 125 e la RC 166 250 sei cilindri, che dominavano, di fatto furono fermate. Un giallo: molti videro del torbido in quella mossa federale, giustificata già allora dalla necessità di ridurre i costi. I giapponesi si fermarono per anni.

Gli stessi giapponesi che tramarono nel ’61, soprattutto la Suzuki: quando offrì molti soldi al tedesco dell’Est Degner per trafugare le informazioni essenziali della dominante MZ e scappare in Occidente. Una vera spy story.

In quegli anni la casa motociclistica della Germania Est aveva sviluppato un rivoluzionario motore a due tempi capace di arrivare ai 200 cv/litro. La squadra otteneva vittorie a raffica contro case più grandi e più ricche nelle classi 50, 125 e 250, in particolare con Ernst Degner. Che accettò di tradire e fuggì con la famiglia e i disegni, concedendo a Suzuki e Yamaha di sviluppare finalmente dei motori due tempi efficienti. I loro motori fino a quel momento erano fiacchi e si rompevano pure.

Tornando ancora più indietro, non posso tacere dei sospetti che tuttora circondano il primo titolo mondiale della classe 500. 1949: è Leslie Graham (AJS) il leader finale, per un solo punto precede in classifica Nello Pagani con la Gilera. Prima degli scarti la situazione vedeva Nello primo: 40 a 31. Dopo gli scarti c’era perfetta parità come per le vittorie, due a due; ma per un cavillo regolamentare, “scoperto” successivamente dalla FIM e mai chiarito del tutto, il campionato andò all’inglese.

Da Automoto.it

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