Piloti!

Nico Cereghini racconta la storia di Kenny Roberts

- Kenny Roberts era un ragazzo di campagna, classe 1951, avrebbe dovuto fare il cowboy e invece si innamorò delle moto quando era piccolo | N. Cereghini
Kenny Roberts cercò di rivoluzionare il campionato mondiale velocità. Non gli piaceva come venivano trattati i piloti e poi non gli bastavano le pieghe


Kenny Roberts cercò di rivoluzionare il campionato mondiale velocità. Non gli piaceva come venivano trattati i piloti e poi non gli bastavano le pieghe. Lottò contro la federazione della moto, che all’epoca era guidata da vecchietti conservatori e ottusi, tentando di dar vita al progetto alternativo delle World Series. Fu appoggiato da molti piloti, Virginio Ferrari in testa, ma osteggiato da altri e alla fine vinsero i vecchietti; da quel momento però i piloti ebbero un ruolo più centrale. E poi elaborò la guida della moto appoggiando il ginocchio sull’asfalto e facendo sovrasterzare la moto per girare più in fretta.

Oggi è normale avere le saponette -gli slides- fissati alle ginocchia della tuta di pelle, ed è normale farli strisciare a terra quando si va forte. Nel ’78 no, quando Kenny si presentò sul mondiale con la Yamaha 500 gialla e nera gommata Good Year non esistevano. Allora tagliò un pezzo di plastica da un flacone dei lubrificanti e se lo fissò alla tuta con il nastro adesivo. Per lui non si trattava soltanto di proteggere la tuta o il ginocchio; Roberts voleva girare più in fretta, e trasferendo parte del suo peso sul nuovo perno di appoggio riuscì a rendere più sovrasterzante la sua Yamaha e a migliorare ancora un po’. Tre titoli mondiali della massima cilindrata per Roberts, ventidue successi in 500 e due con la 250, poi dovette cedere a Lucchinelli, a Uncini, a Spencer. Ma con la grande soddisfazione di vedere il figlio Kenny jr (Suzuki 500, stagione 2000) campione del mondo e di costruire nuove moto per il suo team personale. Senza molta fortuna.

  • gianfry5452, Genova (GE)

    KENNY ROBERTS IL MARZIANO DETTO ANCHE KING

    Non dimenticate che Kenny (padre) è ancora tutt'oggi lunico pilota ad aver vinto al suo primo esordio, poi pare sia quello che ha inventato le saponette considerato che fù il primo a piegare strusciando il ginocchio a terra, (lui si metteva i pezzi della visiera del casco per ripararsi le ginocchia e i gomiti) era guardato dai compagni come un marziano tanto è vero che gli è valso come soprannome, io ho assistito a la sua ultima gara quando doveva fare 1° e il suo compagno 2°, Spencer avrebbe dovuto arrivare terzo perchè lui vincesse il titolo mondiale della GP nell 83, si è portato sin dal giorno prima il suo compagno mi pare Eddi Lowson, a piedi per la pista per fargli vedere dove doveva mettere la gomma sul cordolo per tagliare meglio la curva io l'ho visto avevo la tenda nel circuito ho dormito lì, ma non è servito, in gara ha più volte frenato davanti a Spencer per cercare di rallentarlo per far avvicinare Eddi, ma anche questo non servì a nulla, così al penultimo giro quando si rese conto che il suo compagno non ce la faceva fece un gesto con la mano e staccò di netto Spencer andando a vincere il gran premio ma non il mondiale, considerate che la Yamaka in quell'anno non era una gran moto mentre la Honda di Spencer era di gran lunga migliore di motore e di telaio, aggiungo che si partiva a spinta e Kenny spingeva con la gamba ingessata riuscendo a far partire la moto dopo che tutti avevano affrontato la prima curva, ma nonostante ciò li riprendeva tutti e saliva sul podio più alto, io penso che lui sia stato il miglior pilota di tutti i tempi senza togliere niente naturalmente a tutti i grandi che ci sono stati e che ci sono ancora adesso. Voglio aggiungere un'altra cosa a quei tempi non c'era elettronica e se non sapevi dosare l'accelleratore erano guai perchè volavi in terra, insomma lì o avevi gli attributi o cadevi derapando in accellerata, ma lui era un asso della derapata perchè ne veniva dallo speed americano LI DAVVERO CONTAVA IL PILOTA E LUI CON UNA MOTO INFERIORE RIUSCIVA AD ESSERE IL MIGLIORE TENEVA SU LA MOTO APPOGGIANDO IL GINOCCHIO PER TERRA DANDO PIU ATTRITO ALLE GOMME, NON OSO PENSARE COSA AVESSE FATTO SE GUIDAVA UNA HONDA A QUEL TEMPO..... HA DIMENTICAVO NEI RITAGLI DI TEMPO DAVA LEZIONI AI COMPAGNI IN UNA ROTONDA PER INSEGNARLI A CONTROLLARE LA MOTO IN DERAPATA A QUESTO PROPOSITO AVEVA ANCHE APERTO UNA SCUOLA E CREDETE AVEVA MOLTI ALUNNI, MAMOLA ERA UNO DI QUELLI. Ripeto questa è una mia opinione per me lui rimane il Marziano o il King come lo chiamavano tutti, naturalmente senza togliere niente a tutti i grandi di ora e di prima.
  • lhotse, pavone (TO)

    Virginio vs Barry

    ... in tema di ricordi e sfide che valgono la pena di essere riviste: qualcuno conosce se è disponibile in qualche formato il gp di assen 1978 (mi pare) in cui ci furono moltissimi sorpassi tra Ferrari e Sheene?
    Magari un racconto di Nico su quel gp ...
    Lamp a tutti
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