Campionato Europeo Velocità

Il fratello di Rossi e il figlio di Gardner fuori dalla finale

- Si è corsa la tappa unica del Campionato Europeo Velocità. Tra i protagonisti, i 21 piloti italiani iscritti nelle quattro categorie. Deludente la sfida tra Luca Marini e Remy Gardner, entrambi esclusi dalla finale
Il fratello di Rossi e il figlio di Gardner fuori dalla finale


125 GP: TONUCCI E TAROZZI SFIORANO LA MEDAGLIA – A giocarsi il titolo di campione europeo della 125 Gp sono stati lo spagnolo Maverick Vinales (Aprilia) e il portoghese Miguel Oliveira (Aprilia). I due hanno dato vita ad un duello che alla fine ha premiato il padrone di casa Vinales. Al terzo posto si è piazzato Alex Rins (Derbi) che solo alla fine ha avuto la meglio sull’azzurro Alessandro Tonucci. Per un soffio, il giovane pilota marchigiano del Team Junior Gp non è riuscito ad agguantare il terzo gradino del podio ma ha dimostrato comunque, dopo il secondo posto dello scorso anno, di poter correre di nuovo tra i protagonisti a livello europeo. «Ho corso tutta la gara dietro a Rinz ma poi, quando è venuto il momento di farmi sotto, la gomma ha ceduto e non sono riuscito ad attaccarlo – dice Tonucci – mi dispiace perché ci tenevo a centrare un altro podio europeo ma oggi non è stato proprio possibile. Proverò a rifarmi in futuro».

Nella top five è riuscito a chiudere anche un altro italiano, il 19enne faentino Mattia Tarozzi. In sella all’Aprilia del Faenza Racing, l’azzurro ha regolato sul traguardo lo spagnolo Alex Marquez (Derbi) e il laziale Luigi Morciano, bravo a rimontare fino al settimo posto con l’Aprilia targata JuniorGP. Per i colori azzurri da segnalare anche l’undicesimo posto di Armando Pontone, il quattordicesimo di Romano Fenati (Aprilia – Team Ellegi Racing) e il sedicesimo di Manuel Tatasciore (Aprilia – Team JuniorGP). Più indietro Kevin Calia (ventiduesimo con la Rumi 125). Il vice-campione tricolore, Mirosvlav Popov (Aprili - Team Ellegi Racing) ha chiuso tredicesimo. Fuori gara il giapponese Hiroki Ono (Rumi), altro protagonista del CIV.

SUPERSTOCK 1000: BELLA RIMONTA DI GOI – E’ stata battaglia a quattro fino a poche tornate dalla fine, quando Santiago Barragan, in sella alla Honda del Team Extremadura Junior ha deciso di cambiare passo. Lo spagnolo ha vinto a braccia alzate questa edizione corsa sul circuito di casa di Albacete, mettendosi alle spalle nell’ordine i connazionali Bernat Martinez (Yamaha – Team Bernat) e Xavier Del Amor (Ducati Barcelona). Il primo dei non iberici sul traguardo è stato l’italiano Ivan Goi. Bravo a scattare forte dalla terza fila (nono tempo in prova per lui), il 30enne mantovano del Team Ecodem Racing ha corso una gara tutta in rimonta in sella alla sua Aprilia RSV4: sorpassati Filla, Muff e Tirado nelle prime battute, ha provato ad attaccare Bonastre nelle ultime curve ma alla fine si è accontentato di gestire la sesta piazza, alle spalle dei tre di testa, di Fores e Bonastre. «Ho provato a ricucire il gap con Barragan ma non ci sono riuscito – dice Ivan a fine gara – sono molto soddisfatto perché ho fatto una bella rimonta e perché ho chiuso sesto, primo dei piloti non spagnoli. La gara? Perdevo un po’ nella parte centrale della pista e questo ha fatto la differenza. Oggi ho dato il massimo…».

HONDA NSF TROPHY: DUE AZZURRI SUL PODIO – Ben sette giovani piloti italiani si sono giocati le prime tre posizioni del podio della gara mondiale riservata alle Honda NSF 100. A vincere, alla fine, è stato lo spagnolo Albert Arena, che ha avuto la meglio per soli nove centesimi di secondo su un terzetto di azzurri davvero agguerrito: secondo è finito Fabio Spiranelli mentre sul terzo gradino del podio è salito un altro Fabio, Di Giannantonio. «Mi sono divertito molto – dice il lombardo Spiranelli, classe 1999 – è stato molto emozionante correre su una pista “vera” e la lotta per il podio è stata incerta fino all’ultimo metro. Il momento più bello del mio week-end? Quando sono salito sul podio e ho ricevuto tutti quegli applausi… è stato fantastico».

Di Giannantonio ha creduto al podio sin dalle prime prove. «Sapevo di poter chiudere dai primi e ho puntato a questo risultato sin dalle prime qualifiche – rivela Fabio, 12enne di Roma – è stato un bel week-end, mi sono divertito ed ora torno a casa contento». Gli altri, però, non sono stati a guardare, se si pensa che i quattordici piloti giunti al traguardo erano racchiusi da soli due secondi: nella top five ha chiuso Axel Bassani, seguito dall’altro azzurro Livio Loi. Il campione italiano della MiniGP Junior 50, Stefano Manzi, si è classificato ottavo mentre da segnalare l’uscita di scena al terzo giro di Matteo Ferrari. Nella “finalina”, podio tutto italiano con Zaccone primo, Costantino secondo e Luca Marini in terza piazza.

Come già da noi anticipato, ad Albacete erano presenti anche Luca Marini, fratellastro di Valentino Rossi, e il figlioletto di Wayne Gardner, Remy, al debutto ufficiale su piste asfaltate e sul suolo europeo. Luca purtroppo ha dovuto rinunciare a partecipare alla finale a causa di una collisione con un altro concorrente, ma tuttavia è salito sul podio della finale B (riservata ai piloti non qualificati), alle spalle del connazionale Alessandro Zaccone. Quanto al giovane Remy, pur non essendo egli stesso riuscito a guadagnarsi la finale, ha comunque ben impressionato i presenti per la sua determinazione.


BRANNETTI E CRP SECONDI TRA LE ELETTRICHE – Alessandro Brannetti ha conquistato il secondo posto nella finale mondiale della TTXGP, categoria riservata alle elettriche. Il 30enne marchigiano di Fermo, ha corso una gara splendida in sella alla CRP 1.2: dopo una bella rimonta, il “Branna” è arrivato a giocarsi la vittoria fin sotto la bandiera a scacchi con Il tedesco Himmelmann, primo per soli sette decimi. «Posso essere soddisfatto della mia prima stagione con le moto elettriche – dice il portacolori della CRP Racing – oggi ho cercato di vincere e quando mi sono rifatto sotto ho provato in tutti i modi a staccare Himmelmann, purtroppo senza successo». A completare il podio, la veloce britannica Jenny Tinmouth (Team Agni).

 

  • flashrandom, Pescara (PE)

    Chissà come avrà gradito il titolo dell'articolo M

    Va bene che è il fratello di Vale, ma un pò più di sensibilità non guasterebbe, che bisogno c'era di sparargli un titolone sul fallimento, non si poteva semplicemente sottolineare i vincitori?
    Mah!
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