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La prima impressione è di diffidenza: una moto senza leva della frizione e senza leva del cambio lascia perplessi.
Poi la provi e hai dieci minuti di spaesamento, il tempo necessario per abituarti. Il piede sinistro non serve più e la mano sinistra deve solo spingere o tirare una piccola levetta per cambiare marcia.
Se pensi che sia tutto qui, l’idea non regge: spendere di più per qualcosa che non c’è non avrebbe senso.
Poi però inizi a usarla davvero. La muovi in manovra e capisci il lavoro incredibile che Yamaha ha fatto sulla frizione. In qualunque situazione — in salita, in discesa, su fondi irregolari — tu acceleri e lei gestisce la frizione meglio di come faresti tu, anche se l’avessi a disposizione.
E su strada?
Ti fiondi nelle curve concentrandoti solo sul peso sulle pedane, stringi la moto fra le gambe e la butti giù. Puoi scalare una marcia in ingresso e salire di rapporto in uscita con un movimento di due centimetri del dito.
Chi non lo prova, semplicemente, non può capire.
Ulteriore colpo di genio che chiedo a Yamaha: il freno posteriore spostato sulla mano sinistra. Qui si traccia un vero punto di confine: dopo questo, il modo di guidare cambia completamente.
Preciso che la moto offre anche due modalità di cambio automatico, in cui è lei a decidere quando cambiare marcia. Le ho provate entrambe e le ho scartate: preferisco decidere io quando cambiare.
Per il resto, la moto è già nota. Il CP3 Yamaha non ha bisogno di presentazioni: in accelerazione non perde un metro rispetto a moto più sportive e blasonate. La ciclistica è ben a punto; non conosco quella della versione SP, ma questa è regolabile e ho ottenuto ottimi risultati intervenendo sull’assetto.
Affidabilità giapponese e assistenza di alto livello chiudono il quadro.
Una moto divertentissima e con prestazioni top,in citta' la si usa in automatico e quando si vuole camminare in piu' la si mette in sequenziale. Tantissime mappe a disposizione e personalizzabili.
Relativamente alla mia recensione precedente, in cui rimarcavo la tendenza allo sbacchettamentio in fase di accelerazione a velocità elevate, preciso che dopo aver sostituito i pneumatici di primo eccquipaggiamento (Bridgestone S23 R) con dei semplici Metzeler M5 interact il problema è scomparso. Per tutto il resto confermo quanto già scritto.