Kove 625X Pro, la crossover cinese con la dotazione maxi e il prezzo mini! Il TEST [VIDEO]

Radar posteriore, connettività, sospensioni KYB regolabili e serbatoio da 21 litri per la bicilindrica 581 cc che debutta ad un prezzo di listino di 6.690 euro (6.490 in promozione). L'abbiamo provata in anteprima
23 luglio 2026

Il marchio Kove non è più una sconosciuto per gli appassionati. Eppure potremmo dire "è nata ieri". La parabola di quest'azienda cinese ha dell'incredibile: nel 2018 uscivano dal suo stabilimento le prime 800 moto e l'anno scorso ha già superato le 50.000 unità. Noi italiani l'abbiamo scoperta nel 2022 quando apparve ad EICMA come una delle novità più curiose e soprendenti con una gamma che mostrava un'attenzione ad alcuni aspetti, leggerezza e reparto sospensioni su tutti, che altri brand della Repubblica Popolare al momento non sembravano considerare allo stesso modo. Ma soprattutto si è fatta notare per essere stato il primo team totalmente cinese (moto, tecnici, piloti) a completare la Dakar senza guasti riuscendo l'anno successivo ad ottenere anche qualche successo di categoria. Non solo off-road: lo scorso anno ha conquistato il titolo mondiale della SuperSport 300 e le ambizioni tra i cordoli non sono che all'inizio. 

Un lungo preambolo per sottolineare un altro avvenimento importante perché in Italia il marchio compie ora un passo strutturale: la distribuzione viene affidata a Keeway Group, realtà già radicata nel nostro mercato con i marchi Keeway, MBP, Morbidelli e Cyclone oltre alla distribuzione di Benda. L'obiettivo è di potenziare ulteriormente la rete vendita e l'assistenza post-vendita, storicamente finora il tallone d'Achille dei brand cinesi emergenti.

Il modello scelto per inaugurare questa nuova fase è la 625X Pro, una dual sport di media cilindrata che si inserisce in un segmento, quello delle bicilindriche "tuttofare" tra 500 e 700 cm³,  sempre più affollato di proposte che sembrano assomigliarsi sempre più. Quella di Kove punta dritta a diventare un problema per la concorrenza: stessa fascia di prezzo, ma con una dotazione elettronica e ciclistica che normalmente si trova su moto di cilindrata e costo superiori. Basterà per convincere i centauri italiani? L'ho provata al lancio e vi racconto le mie impressioni.

La nuova Kove 625X Pro
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Com'è fatta la Kove 625X Pro?

Sulle prime la ricetta non sembra particolarmente originale e si inserisce nel solco di quello che il mercato (e i costruttori) sembra gradire: bicilindrico in linea DOHC raffreddato a liquido con fasatura a 270° con una cilindrata di 581 cm³ (nonostante il nome faccia pensare a 625), per una potenza dichiarata di 62,5 CV a 8.500 giri/min e una coppia massima di 56,5 Nm a 6.250 giri/min.

Il serbatoio da 21 litri è uno degli elementi distintivi rispetto alla concorrenza diretta, con un'autonomia dichiarata che si avvicina ai 500 km e che punta esplicitamente al turismo a lungo raggio. Il telaio è in acciaio ad alta resistenza di derivazione automobilistica, abbinato a un forcellone in alluminio; il peso in ordine di marcia si attesta intorno ai 221 kg, un valore che comunque possiamo ritenere ancora contenuto considerando la capacità del serbatoio.

L'altezza sella di 820 mm la rende accessibile a un'ampia platea di piloti, con pedane ben centrate, un dettaglio non scontato per la produzione cinese, spesso penalizzata da triangoli ergonomici non così curati come avviene in Giappone o Europa. Ma è sul fronte elettronico che la 625X Pro ci mette il carico: troviamo un radar posteriore millimetrico con portata fino a 70 metri, che segnala su specchietti e display eventuali pericoli di collisione tramite le funzioni di Lane Change Assist e Rear Collision Warning oltre che di Blind Spot Detector. In pratica gli avvisi luminosi ci mettono in guardia dalla presenza di oggetti o veicoli nell'angolo cieco o nel caso di cambio corsia e avvisano facendo lampeggiare la luce di stop chi si sta avvicinando da dietro troppo velocemente. Completano il quadro ABS a doppio canale disinseribile, controllo di trazione, un display TFT a colori da 6,75 pollici regolabile manualmente nell'inclinazione, manopole e sella riscaldabili, tre prese USB, presa a 12V e avviamento keyless. Vi basta?

Le sospensioni sono KYB regolabili, con un'escursione di 180 mm all'anteriore e 230 mm al posteriore, cifre da moto ben più impegnata nel fuoristrada. E qui vi do uno spoiler: è in arrivo in autunno anche la variante 625X Max, dotata di sospensioni elettroniche e abbassamento automatico oltre che di dashcam. Le gomme di primo equipaggiamento sono Pirelli Scorpion Rally STR su cerchi a raggi tubeless, 19" davanti e 17" dietro.

Il prezzo di listino è di 6.690 euro, che scendono a 6.490 euro grazie a una promozione di lancio attiva fino al 30 settembre; la versione con tris di valigie in alluminio arriva invece a 7.290 euro.

Ma ciò che forse sorprende ancora di più è che la moto appare solida e piacevolmente rifinita. Certo non saremo al livello di prodotti premium che costano il doppio, ma il livello di qualità percepita è buono e anche la prova tattile, insomma, non delude.

La 625X Pro di Kove durante il nostro test
La 625X Pro di Kove durante il nostro test

Come va la Kove 625X Pro?

Come ci sta capitando sempre più spesso, queste dual sport di cilindrata media si rivelano sempre più dimensionate da maxi. Nel caso di questa Kove ci pensa soprattutto il voluminoso serbatoio a restituirci l'impressione di trovarci su una moto importante e sulla quale possiamo accomodarci per ore. Partiamo dunque dal comfort, un aspetto cruciale perché soprattutto l'ergonomia di prodotti di questa fascia di prezzo spesso lascia un po' a desiderare. La triangolazione della 625X invece è buona. Certo le gambe sono un po' piegate, è inevitabile quando si vuole avere una sella discretamente bassa e allo stesso tempo si ha la necessità di avere una buona luce a terra. Però le pedane sono poste nel giusto punto e in sella ci si sta bene. Rivestimento e schiumato sono morbidi e ben fatti. 

Acceso, il bicilindrico ci fa sentire un rombo importante anche se non eccessivo, con il tipico trotto del 270°. Inserita la marcia troviamo poi una coppia già disponibile ai regimi medio-bassi ed un'erogazione dolce se si esclude un leggerissimo on-off avvertibile più che altro in modalità Sport. Esclusa la Rain che taglia nettamente la potenza, le altre due mappature si equivalgono. Il cambio entra bene con precisione e una corsa corta della leva. Ancora una volta però siamo attratti però da altro: la dinamica di guida sorprende subito infatti per una notevole leggerezza dell'avantreno. La 625X Pro è decisamente maneggevole e il suo terreno d'elezione è il misto stretto. Forcella e monoammortizzatore posteriore mi hanno colpito positivamente, soprattutto quest'ultimo, che mi è parso superiore alla media del segmento. Vero che tutte le Case cinesi stanno migliorando molto rapidamente questo aspetto, ma già rispetto alle moto di un paio di stagioni fa si sente la differenza. Abbastanza tipica la taratura molto morbida dell'avantreno, ma si può intervenire sui registri. Purtroppo questo primo breve contatto non ci ha permesso di guidarla come avremmo voluto anche su strade veloci. Ci rimane perciò da mettere alla prova la stabilità perché se la discesa in piega è facile e progressiva e sullo stretto si guida davvero con positiva facilità, l'impressione è che il setup e la geometria favoriscano appunto la maneggevolezza alla stabilità. Rimane un punto da provare, così come vibrazioni e protezione aerodinamica in autostrada. Anche qui posso parlare di una prima impressione che non definirei definitiva, perdonate il bisticcio di parole: il parabrezza appare molto protettivo ed è regolabile ma da fermi con due mani. Le vibrazioni ai bassi non ci sono mentre agli alti si fanno un po' sentire. I consumi, seguendo le informazioni fornite dallo strumento di bordo, si attestano intorno ai 5 litri per 100 km, un dato coerente con la vocazione turistica della moto.

Pro e Contro

Pro

  • Rapporto prezzo-contenuti notevole
  • Sospensioni KYB regolabili e con buona calibrazione
  • Comfort complessivo da cilindrata superiore

Contro

  • Ergonomia che penalizza un po' i piloti più alti
  • Vibrazioni percepibili sul manubrio e sulle pedane ai regimi da autostrada
  • Impianto frenante classico, che un pilota esperto potrebbe giudicare non abbastanza potente

Kove 625X Pro, in sintesi

La Kove 625X Pro entra nel segmento delle medie cilindrate da viaggio con un argomento difficile da ignorare: una dotazione elettronica e ciclistica (radar, sospensioni regolabili, display TFT, illuminazione full LED etc. etc.) che normalmente fatichiamo a vedere su moto con un listino ben superiore. Stiamo parlando di una moto vera con cui partire sorridenti per le vacanze a meno di 7.000 euro. Al di là della solita retorica da marketing che ci vorrebbe tutti Pol Tarres, non è pensata per il fuoristrada vero ma ci consente di affrontare con una certa spensieratezza delle strade bianche. La sua natura è quella di una compagna di viaggio accessibile, capace di portarci in giro senza pretendere budget elevati e capacità di guida da pilota. Con l'arrivo in concessionaria previsto tra fine luglio e inizio agosto, la vera prova sarà però quella di lungo periodo, tra assistenza e disponibilità ricambi, il terreno su cui i brand cinesi vengono tradizionalmente giudicati con più severità e sul quale Keeway Group dichiara di aver raccolto la sfida. Alcuni elementi possono essere ulteriormente migliorati, dall'ergonomia per i piloti più alti alle vibrazioni passando per la potenza frenante, ma tutto sommato la prima impressione è decisamente positiva.

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