Comparativa MOTO UFFICIALI: TENERE VS TUAREG! Cosa cambia tra le due protagoniste dei rally

Che prova ragazzi! Una sfida incredibile in pista tra l'Aprilia Tuareg 660 di Jacopo Cerutti e la Yamaha Ténéré 700 di Alessandro Botturi. Due moto da gara spettacolari, dotate di soluzioni studiate per vincere nelle gare più dure. Ecco le differenze tra le due
6 febbraio 2024

Che prova ragazzi! Una sfida incredibile in pista tra l'Aprilia Tuareg 660 di Jacopo Botturi e la Yamaha Ténéré 700 di Alessandro Botturi. Due moto da gara spettacolari, dotate di soluzioni studiate per vincere nelle gare più dure. Ecco le differenze tra le due

Il Perfetto sulla Aprilia di Jacopo, seguito dal Bottu sulla Yamaha
Il Perfetto sulla Aprilia di Jacopo, seguito dal Bottu sulla Yamaha

Aprilia Tuareg 660 GCorse

E' lei la moto realizzata dal Team Guarschi Corse, che ha seguito il progetto ufficiale di Aprilia Racing. Guidata da Jacopo Cerutti si è imposta nella classe bicilindriche (G1000) nel Campionato Italiano Motorally e Raid TT dopo un'incredibile lotta contro la Yamaha Ténéré 700 ufficiale di Alessandro Botturi. Lotta che si è conclusa solo nell'ultima tappa dell'Italiano in Sardegna. L'abbiamo portata sulla Pista di Motocross di Chieve, il nostro banco da prova preferito per i test col tassello. Con noi Gianfranco Guareschi, che ha seguito questo progetto col fratello Vitto, e il campione italiano Jacopo Cerutti. La Aprilia Tuareg 660 GC Factory presenta telaio e motore di serie, ma poi c'è una cura del dettaglio micidiale, che ne fa una vera moto da corsa. Il motore ha mappatura dedicata e lo scarico SC (che dà un sound pazzesco alla moto). Troviamo poi la forcella Ohlins fornita da Andreani Group, che lavora a stretto contatto col Team Guareschi Aprilia per il setting. Anche dietro c'è un mono Ohlins con leveraggio progressivo. Non cambia il forcellone in alluminio. Un dettaglio: le sospensioni sono sì speciali, ma anche l'appassionato può comprarle (per la sola forcella si parte da circa 3.000 euro). I cerchi hanno canale più stretto e mozzi realizzati ad hoc. Ospitano gomme Metzeler Enduro con mousse anti foratura. Davanti si mantiene un solo disco freno (contro i due standard), perché non serve così tanta potenza frenante in fuoristrada (anzi, sul fango può dare molto fastidio). Il serbatoio in plastica da 20 litri non cambia, perde solo il tappo con chiave (inutile in gara). La sella è più alta e davanti al pilota si staglia la strumentazione da rally col roadbook e due trip. Cosa insolita sulle moto da rally: il team ha mantenuto la strumentazione di serie, molto utile per tenere sotto controllo le info della moto e della benzina. Sulla Aprilia Tuareg 660 GC non ci sono serbatoio posteriori, ma il team ha già pronta una versione ad hoc per l'Africa Race con serbatoi aggiuntivi e codino scomponibile.

E qui il nostro Andrea sulla Yamaha, pronto a sfidare Jacopo sulla sua Aprilia
E qui il nostro Andrea sulla Yamaha, pronto a sfidare Jacopo sulla sua Aprilia

Yamaha Ténéré 700 Factory

La Yamaha Ténéré 700 Factory presenta il motore e il telaio di serie, ma poi viene modificata in tante parti per renderla una moto vincente nei rally. Competizioni che spaziano dai veloci sterrati sardi, dove la moto vola a oltre 160 km/h, allo stretto e sassoso enduro abruzzese. Ci racconta le modifiche Luca Lussana, Racing Coordinator di Yamaha Motor Italia. Al bicilindrico Yamaha CP2 viene dedicato uno scarico Akrapovic completo. Il db-killer resta al suo posto e la moto è molto silenziosa, d'altra parte non si scherza al Motorally, che prevede la prova fonometrica a ogni tappa. La mappatura è rivista da Peppo Russo, storico preparatore del mondo Yamaha. La potenza si aggira sugli 80 cavalli, mentre la curva di coppia è più lineare, con meno "botta" ai medi rispetto al motore di serie. Il carter destro standard lascia il posto a quello GWTR, più compatto e con un look davvero ufficiale anche nelle finiture. I cerchi hanno il canale più stretto e ospitano gomme Dunlop EN91 da enduro con mousse anti foratura. Davanti basta un disco solo ad arrestare l'esuberanza di Alessandro in gara. A livello ergonomico la sella è più impottita nella parte centrale, mentre serbatoio e cupolino sono standard per mantenere il design della Yamaha Ténéré 700 Extreme. Non c'è la strumentazione originale, che lascia il posto alla torretta con gli strumenti per navigare. Lasciamo per ultime le chicche fornite da Andreani Group, che dona alla Yamaha Ténéré 700 ufficiale forcella con piastre dedicate e mono, tutto Ohlins. Sono i componenti che incidono di più sia sul prezzo finale che sulla resa della Yamaha Ténéré 700 di Alessandro Botturi, che è realmente vicina alla moto che tutti conoscete e che potete comprare nei concessionari Yamaha.

Un grazie speciale a Alessandro e Jacopo per una giornata incredibile con le loro moto da gara
Un grazie speciale a Alessandro e Jacopo per una giornata incredibile con le loro moto da gara

Come vanno

Le due moto ufficiali sono cucite, come tutte le moto provenienti da un reparto corse, addosso al proprio pilota. Però Aprilia e Yamaha non nascondono affatto la stretta parentela con le moto da cui derivano. Telai e motori sono standard (fatta eccezione per lo scarico e le mappature elettroniche). 
La Tuareg si rivela subito maneggevolissima, bassa di baricentro e con un motore che in prima apertura non è prontissimo, salvo poi distendersi con un allungo devastante (in seconda supera i 90 km/h!).
La forcella è sostenuta, ma incredibilmente scorrevole, mentre il mono è tanto morbido. Mantiene la moto bassa e facile da gestire nei canali di fango di Chieve.
La Ténéré è molto diversa. E' stabile nei tratti più veloci, ma richiede decisione per prendere il canale al primo colpo. La rapportatura del cambio è corta e la reazione del motore è esplosiva sia in seconda che in terza marcia. Ha meno allungo, ma è più pronta sotto. La forcella è fantastica, copia tutto e non arriva mai a pacco. Dietro il mono è invece tarato per il peso di Alessandro (115 kg contro i 90 scarsi di chi scrive) e lascia la moto molto alta, troppo. Ma la taratura è studiata per un signor pilota ed è giusta così.
Entrambe le moto hanno un solo disco anteriore, più che sufficiente in tutte le situazioni, persino ad alta velocità.


Luogo: pista di Motocross di Chieve (Credera Rubbiano)
Foto di Fabio Principe
Video di Luca Catasta

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