Triumph Trident 660: tutte le informazioni, prezzi e foto

Edoardo Licciardello
  • di Edoardo Licciardello
Ecco finalmente tutti i dettagli sulla naked d'accesso della gamma di Hinckley. Prestazioni, completezza, raffinatezza da fascia alta a prezzo da media, manutenzione minimalista. Arriva a fine gennaio
  • Edoardo Licciardello
  • di Edoardo Licciardello
30 ottobre 2020

Eccola finalmente qui, la nuova Triumph Trident. Un modello importantissimo, con un nome di grande blasone legato un modello che ha fruttato a Triumph ben tre vittorie al TT, fra il 1968 e il 1975, con la Slippery Sam. Un nome che dà quindi la misura dell'importanza di questo progetto per la Casa di Hinckley. Legata fin dalla sua rinascita a segmenti decisamente spostati verso la fascia premium del mercato, infatti, Triumph con questa Trident affronta la sua prima divagazione in un mondo decisamente insidioso: quello delle naked medie, dominato fino ad oggi dalle proposte giapponesi. Con una proposta - questa nuova Trident 660 - figlia evidentemente di un progetto molto ambizioso: evitare i compromessi e battere le rivali da tutti i punti di vista: prezzo, qualità delle finiture, affidabilità (grazie a intervalli di manutenzione a 16.000 km, ovvero dal 25 al 65% meglio del resto del segmento, e a 2 anni di garanzia estendibili a 4) e prestazioni.

Il progetto nasce dall'idea di conquistare un pubblico nuovo, non necessariamente già legato al marchio Triumph, di capacità ed età trasversali - dal motociclista giovane a quello esperto che vuole un mezzo più agile, fino a quello di ritorno e - perché no - il pubblico femminile. Quindi una moto accessibile e facile da guidare che però non sacrifichi i valori Triumph, a partire dalla motorizzazione a tre cilindri che, in questo caso, rappresenta un elemento distintivo e di pregio (oltre allo stile, figlio della collaborazione fra il reparto design di Hinckley e il nostro Rodolfo Frascoli, come è stato sottolineato fin dall'inizio) in una categoria legata a configurazioni motoristiche molto diverse.

 

 

 

Un propulsore derivato sicuramente dal 660 cc che attualmente spinge la Street Triple S, ma profondamente rivisto in ben 67 componenti - corpi farfallati, carter, assi a camme, camicie cilindri, quasi tutto il cambio, il contralbero, condotti d’aspirazione fra gli altri - tanto da poter parlare di un motore completamente nuovo almeno quanto il resto della moto.

Tre cilindri per distinguersi

Il tricilindrico scelto da Triumph rappresenta, come sempre, una scelta che unisce i pregi del due e quattro cilindri: coppia ai bassi regimi e un bell'allungo in alto, con - soprattutto - un'erogazione particolarmente favorevole e quindi adatta anche a chi non è espertissimo. Nel caso della Trident, il tre cilindri a dodici valvole con distribuzione bialbero (alesaggio e corsa di 74 per 51,1 mm, e rapporto di compressione 11,1:1) eroga 81 cavalli a 10.250 giri, con un picco massimo di coppia di 64 Nm a 6.250 giri di cui - soprattutto - oltre il 90% disponibile nella maggior parte dell'arco di erogazione.

Naturalmente, Trident 660 è disponibile anche con kit di depotenzialmento per rientrare nella normativa delle patenti A2, che prevede un comando acceleratore e una mappatura specifica della centralina capaci di ridurre la potenza massima a 47,8 CV a 8.750 giri/min e la coppia a 51Nm a 5.250 giri/min. L’operazione è poi successivamente reversibile in concessionaria.

 

 

 

Tutti gli elementi di contorno sono stati naturalmente studiati specificamente per la Trident, dallo scarico sottomotore (la cui voce è stata specificamente studiata per il modello) al cambio, con relativa rapportatura e frizione antisaltellamento servoassistita. Disponibile come optional il quickshifter Triumph Shift Assist con funzione sia in innesto che in scalata.

La ciclistica

Naturalmente, visto l'indirizzo scelto per la Trident, tutto il pacchetto ergonomico/ciclistico è stato definito pensando ad accessibilità e facilità di guida. Compatta, leggera (189 kg in ordine di marcia) snella e con la sella bassa - a soli 805 mm da terra - la Trident risulta quindi una scelta interessante per tantissimi motociclisti anche grazie a una posizione di guida studiata contenendo al massimo la zona fra le gambe. E anche il passeggero non è stato dimenticato: ci sono le maniglie, anche se optional.

Il telaio è un'unità in tubi d'acciaio, con comparto sospensioni completamente Showa: all'anteriore c'è una SFF rovesciata con steli da 41 mm ed escursione di 120 mm, al posteriore un monoammortizzatore regolabile nel precarico con escursione di 133,5. I cerchi da 17" a razze in alluminio calzano pneumatici Michelin Road 5; l'impianto frenante si affida a una terna di dischi con gli anteriori dal diametro di 310 mm e il posteriore da 255, naturalmente tutti gestiti dall'ABS. Le pinze contano due pistoncini all'avantreno e uno solo al posteriore.

Finiture, elettronica e dotazione

Lo stile è a metà fra il retrò e il moderno, con diverse citazioni dal mondo Triumph unite a soluzioni più minimaliste e sportive. Centro del design è il serbatoio (in cui però si riconosce qualche stilema non del tutto inedito...) ma tutto - dalla meccanica alla ciclistica - costituisce elemento fondante dello stile della Trident, come il telaio o il forcellone che supporta il portatarga - soluzione da sempre divisiva, amata e odiata in ugual misura. A noi, soprattutto in questo caso, piace molto perché alleggerisce ancora di più un codino davvero snello e filante.

L'elettronica a supporto della guida conta su un pacchetto di livello superiore per il segmento, offrendo due riding mode per il sistema ride-by-wire e il controllo di trazione, quest'ultimo disattivabile, se vi... sentite fortunati. Le modalità offerte sono le classiche Road e Rain (l'una evidentemente con l'erogazione a potenza piena, l'altra dedicata specificamente ai fondi più scivolosi) che intervengono sulla curva d'erogazione e sull'intervento del traction control

 

 

Anche a livello di finiture, come ottima abitudine del nuovo corso Triumph, la Trident 660 si percepisce a un livello superiore rispetto a quello che si associa alle medie entry level: la strumentazione è stata realizzata espressamente per questo modello, ed è costituita da un doppio display misto TFT a colori/LCD white-on-black. Lo strumento, che si può naturalmente integrare con l'app My Triumph Connectivity System (optional) supporta navigazione turn-by-turn, interfaccia di controllo GoPro, integrazione smartphone e musica tramite connessione Bluetooth tramite i blocchetti elettrici a manubrio.

Tutto nuovo anche il faro anteriore, con un nuovo proiettore a LED da 7" con il logo Triumph riportato all'interno della parabola. Tecnologia full-LED anche per il faro posteriore e per gli indicatori di direzione con disattivazione automatica, che il catalogo optional propone anche in versione scrolling con attivazione progressiva. Fra gli altri optional vale la pena di segnalare le manopole riscaldabili, la presa USB nel vano sottosella e l'allarme.

Accessori

Come (anche qui) da buona tradizione Triumph, il catalogo accessori è molto fornito, con 45 elementi sviluppati specificamente per la Trident per aggiungere accenti estetici, performance o praticità. Si parte dalle protezioni motore per passare a parabrezza, paramotore inferiore in alluminio, specchietti bar-end, borse e i già citati manopole riscaldate, e Triumph Shift Assist up-&-down.

Colorazioni, disponibilità e prezzo

Come abbiamo detto in apertura, la Trident arriverà nelle concessionarie a gennaio 2021 a un prezzo di 7.995 euro franco concessionario. Le livree disponibili saranno quattro: Sapphire Black, Crystal White, Silver Ice/Diablo Red e la Matt Jet Black/Matt Silver Ice (che costa 100 euro in più) con il logo Triumph in grande sul serbatoio.

 

Da Automoto.it

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