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In un comunicato, la Direzione di Gara del Tourist Trophy annuncia che non ci saranno altre gare per quet'anno: non verrà reuperato il Senior TT interrotto ieri a causa di una bandiera rossa, non ci sarà la Sportbike, il programma del 2026 si chiude qui. Le condizioni meteo non garatiscono che oggi il tracciato di gara possa asciugarsi in tempo utile per garantire la sicurezza dei piloti e del pubblico e le previsioni per domani non lasciano presagire nulla di migliore. Si tratta delle condizioni meteo peggiori in assoluto da molti anni, con la pioggia che ha sferzato l'Isola di Man per 7 dei 9 giorni di gara previsti e con la pioggia non si corre: impossibile garantire condizioni costanti e sicure in tutti i 60 km del tracciato.
Tuttavia, il Senior TT viene lo stesso assegnato, inquesto caso sulla base della classifica dell'unico giro completato ieri prima dell'esposizione della bandiera rossa. Vince quindi il Senior TT Dean Harrison (che chi scrive ha appena intervistato su questo tema, giusto pochi minuti prima di scrivere queste righe): settimo TT vinto per lui e, per quanto si è visto, la sua velocità con la Superbike non era in discussione. Certo, avrebbe fatto piacere a tutti vedere una gara completa, certamente anche ai piloti e comprendiamo il tentativo della Direzione di Gara di portare a compimento quanto più possibile il programma di gare 2026, ma anche quello di assegnare il Senior che l'anno scorso peraltro era stato annullato, sempre per il maltempo.
"Questo è stato senza dubbio uno dei TT più difficili degli ultimi anni dal punto di vista meteorologico. Nel corso dell’evento avevamo a disposizione nove giornate nelle quali sarebbe stato potenzialmente possibile disputare delle gare, ma la pioggia ne ha condizionate sette. Si tratta di una situazione eccezionale che ha avuto un impatto significativo su ciò che siamo riusciti a realizzare. Per tutta la durata dell’evento il meteo non è stato dalla nostra parte. Abbiamo dovuto fare i conti con nubi basse, pioggia, acqua stagnante sull’asfalto e condizioni molto variabili nelle diverse sezioni del Mountain Course, fattori che hanno ridotto in modo considerevole le finestre temporali disponibili per correre.
Comprendiamo pienamente che l’esito odierno sarà motivo di delusione per i piloti, i team, gli sponsor, i volontari e, naturalmente, per le migliaia di appassionati che arrivano sull’Isola di Man da tutto il mondo per vivere il TT. Tuttavia, per tutta la durata dell’evento siamo rimasti impegnati a sfruttare al meglio ogni possibile finestra meteorologica favorevole, gestendo con attenzione tutti gli aspetti operativi, logistici e di sicurezza necessari per organizzare le gare sul Mountain Course. Le difficoltà affrontate quest’anno fanno parte della natura stessa di un evento che si svolge su 37,73 miglia di strade pubbliche. È questo che rende il TT unico, ma significa anche che le condizioni meteorologiche e quelle del tracciato avranno sempre un ruolo determinante nel definire ciò che è possibile fare.
Desidero ringraziare sinceramente i piloti, i team, i marshal, i volontari, gli ufficiali di gara, il personale medico, i residenti, i partner e i tifosi per la loro pazienza, comprensione e il continuo sostegno dimostrati nel corso di quella che è stata una settimana difficile. La loro collaborazione è stata estremamente apprezzata".
Nelle parole di Gary Thompson (lo abbiamo intervistato l'anno scorso sulle sfide di chi governa il TT e ne garantisce la sicurezza: trovate qui il video) emerge tutto lo sforzo, ma anche tutta la pressione, di cercare di far disputare un evento che per la sua natura è sottoposto a incertezze e alee. Ma il TT non è soltanto sport e gare: è anche il suo paddock, l'evento motociclistico diffuso lungo tutta l'Isola, la passione dei motociclisti che riempiono le strade di Douglas, Ramsey, Peel, per godersi una settimana o qualche giorno di immersione in un universo a sè, e tutto questo ha un valore che trascende lo sport e coinvolge la storia della moto e la cultura motociclistica più ampia.