Prototipi

Taylormade Carbon2, finalmente innovazione in Moto2?

- Esteticamente discutibile ma sicuramente innovativo il prototipo realizzato dal preparatore californiano. Andrà anche forte?
Taylormade Carbon2, finalmente innovazione in Moto2?

 La nascita della categoria Moto2 è stata sicuramente controversa. Un po' perché la 250 aveva il suo fascino e i suoi sostenitori, un po' perché la scelta del monomotore Honda - di fatto obbigata per evitare di pestare con troppa violenza i calli ad Infront - ha danneggiato non poco l'immagine della classe. Per controbilanciare questi fattori la propaganda ufficiale degli organizzatori ha spinto l'acceleratore sullo svecchiamento tecnico, sull'innovazione che si sarebbe vista una volta sostituita una categoria ormai innegabilmente cristallizzata con una ben più libera, economica e capace di stimolare la fantasia dei preparatori.

 

Non è andata esattamente così, lo sapete bene: la classe al momento è un monomarca nel motore e delle tante partecipanti della prima stagione sono rimaste di fatto solo Suter, Kalex e Speed Up (a sua volta una FTR evoluta) tutte impegnate con telai a doppio trave e sospensioni del tutto convenzionali. Due anni fa sembrava che potesse arrivare la Vyrus 986M2, prototipo della casa riminese con ciclistica dotata delle (a)tipiche sospensioni che già equipaggiano le 984 e 985, ma gli anni passano e la M2 in pista non si vede.

 

La realtà è che soluzioni non convenzionali fanno sempre più fatica ad attecchire in un mondo - quello delle gare - sempre più povero e legato a sponsor che vogliono risultati immediati. Per non parlare del fatto che i regolamenti monogomma limitano sostanzialmente la fantasia dei progettisti, costretti a scegliere schemi facili da sviluppare per adattarsi alle paturnie dei gommisti. Come si può pensare, dopotutto, che un piccolo team o preparatore riesca dove Ducati arranca?

 

Ecco perché l'arrivo della Carbon2 - per brutta che sia - rappresenta comunque una ventata d'aria fresca. Il prototipo statunitense è realizzata con un telaio monoscocca in fibra di carbonio e forcellone dello stesso materiale; la sospensione anteriore è realizzata sulla falsariga della soluzione già adottata da BMW con il suo Telelever, e la presa d'aria che vedete serve a far passare aria lungo tutta la moto, canalizzandola verso il radiatore che è posizionato davanti alla ruota posteriore come sulla prima RADD MC2 e la Benelli Tornado. Avrà successo? Non lo sappiamo, ma crediamo che già solo voler provare qualcosa di nuovo meriti il nostro plauso.

 

Sviluppata dall'ex collaudatore e pilota Buell Shawn Higbee (ma in foto è ben riconoscibile il decano del giornalismo motociclistico Alan Cathcart), la moto debutterà domani al Festival of Speed di Goodwood.

 

Foto: Taylormade Moto2/TotalSim USA

 

  • Giuliano.Campagnola, Bergamo (BG)

    gestione delle masse e rigidità

    il fatto che ci sia un peso minimo uguale per tutti non significa che non convenga fare comunque la moto più leggera per poi collocare il peso dove serve. e poi i vantaggi non sono solo sulla leggerezza. tralascio tutte le considerazioni degli espertoni sulla bellezza che in una moto destinata alle corse e non ad essere venduta pesano come il due di briscola , semmai bisogna comprendere quanto serve cercare rigidità assoluta quando poi le sospensioni lavorano su un angolo di 50-55 gradi e quindi le asperità del terreno vengono filtrate soprattutto dalle gomme e dal telaio stesso compresa la flessione delle forcelle. se non si rivoluzionano le sospensioni in modo da far si che sia possibile regolarle in modo che pervalentemente lavorino sempre perpendicolari al terreno . cosa che con sospensioni tradizionali avviene solo a moto diritta.
  • ermes_85, Cerea (VR)

    ma le moto

    non dovranno pesare tutte uguali?
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