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Ci sono i customizzatori della domenica, quelli che si chiudono in garage con una birra e un set di chiavi inglesi, e poi ci sono Tim e Cheryl Oakley. Una coppia britannica che ha ridefinito completamente il concetto di "fatto in casa", assemblando una creatura meccanica unica al mondo sul balcone, sotto la neve. Si chiama StarFire ed è un mostro a due ruote spinto da un motore radiale a 5 cilindri da ben 2,2 litri. Esatto, avete letto bene.
Quando si scopre la storia che si cela dietro questa moto si rimane a bocca aperta, non solo per l’impatto estetico devastante, ma per il coraggio e la follia ingegneristica di questa coppia.
Quando si vede un motore radiale su una moto, di solito il pensiero va al trapianto di un vecchio propulsore aeronautico recuperato in qualche sfasciacarrozze. Non in questo caso. Tim (ingegnere aeronautico di professione) e sua moglie Cheryl hanno progettato e costruito il colossale cuore da 2.200 cc completamente da zero.
Lavorazione millimetrica: Cheryl, appassionata di meccanica tanto quanto il marito, si è occupata personalmente di lavorare al tornio i componenti interni del motore con precisione chirurgica.
Arredamento alternativo: Il blocco motore è rimasto piazzato in salotto, esattamente davanti alla televisione, per ben dieci mesi. Il motivo? Studiare e affinare il sistema di lubrificazione e la distribuzione tra una serie TV e l'altra.
Meccanica "da esibizionisti": L'obiettivo era mostrare il movimento di quanti più componenti possibile. Per questo valvole e bilancieri sono completamente esposti, e c'è persino una finestrella di ispezione illuminata nel basamento per guardare cosa succede dentro mentre il mostro è in moto.
Se pensate che tutto questo sia stato partorito in un atelier riscaldato e iper-tecnologico, siete fuori strada. La StarFire è venuta alla luce sul terrazzo di casa durante un rigido inverno inglese. "È stata costruita all'aperto, sul nostro terrazzo, in mezzo alla neve" ha confessato Tim. Ci sono voluti tre anni e mezzo di dita congelate, notti insonni e innumerevoli ostacoli tecnici prima di sentire il primo, roco vagito dei 5 cilindri.
Una volta completato il motore, bisognava trovare il modo di farlo camminare. La coppia ha preso la Yamaha Virago XV750 di Cheryl e l'ha letteralmente stravolta per far spazio all'enorme propulsore.
Per far funzionare il tutto, hanno attinto a un mix di pezzi da far girare la testa:
Il cambio è un quattro marce recuperato da una Harley-Davidson degli anni '60, posizionato in basso e azionato rigorosamente tramite una leva manuale (in pieno stile suicide chopper). Il raffreddamento: La gigantesca ventola deputata a non far fondere i cilindri posteriori proviene dritta dritta da un Maggiolino VW.
Ciclistica e trasmissione: Ruote, freni, forcella, ammortizzatori e l'albero cardanico con coppia conica arrivano invece da una Yamaha XV1100.
Volete parlare di prestazioni? Con un rapporto di trasmissione finale decisamente lungo, la StarFire trotta a circa 112 km/h a soli 2.000 giri/min. Certo, non è una moto da consumo record (siamo nell'ordine dei 16 litri per 100 chilometri, praticamente la sete di un vecchio idrovolante), ma davanti a un'opera d'arte ingegneristica del genere, i dati del pieno sono l'ultimo dei dettagli.