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Quando un mezzo storico passa di mano a una cifra importante pur non essendo in grado di accendersi, la prima domanda è sempre la stessa: cosa giustifica un valore del genere? La risposta, in questo caso, ha il nome e cognome di uno dei miti più miti per gli appassionati di moto: Steve McQueen.
La Harley-Davidson VL del 1931 è stata battuta su Bring a Trailer per 75.000 dollari (al netto delle commissioni), aggiudicandosi un'attenzione mediatica sproporzionata rispetto alle sue condizioni reali. Il lotto, infatti, è stato venduto esplicitamente come progetto di restauro non funzionante, con corrosione visibile su diversi componenti meccanici.
A bilanciare il piatto non è la meccanica, ma la storia: la moto proviene direttamente dalla collezione personale dell'attore, ed è rimasta ferma per 46 anni nel suo hangar/garage privato a Ventura County, in California, dove era in attesa di un restauro che McQueen non fece mai in tempo a completare prima della sua morte, nel 1980. Quindi, presumibilmente, non l'ha mai guidata neppure il buon Steve.
Dopo la scomparsa dell'attore, la VL è stata acquisita da Mike Eisenberg, noto collezionista di memorabilia legati a McQueen, che ha effettuato un restauro estetico senza però intervenire sulla parte meccanica. Una scelta che oggi si rivela un'arma a doppio taglio: da un lato preserva l'autenticità "as found" tanto amata dai collezionisti, dall'altro lascia eventualmente al nuovo proprietario l'onere (e l'onore) di rimettere in moto un motore fermo sicuramente da più di mezzo secolo.
Dal punto di vista tecnico, la Harley VL monta il classico bicilindrico a V side-valve da 74 pollici cubici (circa 1.200 cc), abbinato a un cambio a tre marce a comando manuale e carburatore Linkert. La livrea è quella nero con filettature rosso e oro, mentre restano originali elementi distintivi come la forcella di tipo Springer, i parafanghi valanced, il terminale di scarico a coda di pesce e la sella molleggiata singola.
Componenti che, va detto, raccontano un'epoca in cui la moto americana inseguiva più la robustezza e l'eleganza essenziale che le prestazioni pure ben prima dell'arrivo dei propulsori Knucklehead che avrebbero cambiato per sempre l'immagine del marchio di Milwaukee.
Di per sé dunque una Harley di questo tipo del 1931 ha già un buon valore collezionistico. A corredo della vendita però il nuovo proprietario riceve anche un certificato di autenticità proveniente dall'asta dell'eredità McQueen, firmato dai figli dell'attore, Chad e Terry, oltre ai documenti originali d'asta, una targhetta espositiva e una targa californiana del 1931. Un pacchetto documentale che, nel mercato del collezionismo motociclistico, vale spesso quanto (se non più) della moto stessa.
Il dato dei 75.000 dollari fa notizia ma non rappresenta la cifra più alta mai pagata per una moto appartenuta a McQueen. Conferma in ogni caso una tendenza consolidata: il fascino dell'attore sul mercato del collezionismo resta intatto, quattro decenni dopo la sua scomparsa. Come sappiamo McQueen non era un semplice appassionato di moto per immagine cinematografica: la sua passione per le due ruote era autentica e radicata, ed è proprio questo a rendere ogni pezzo della sua collezione personale un oggetto del desiderio per i collezionisti di tutto il mondo. Non è nota al momento l'identità del nuovo proprietario al quale spetta l'ardua decisione se conservare la VL esattamente come si trova oggi, corrosione compresa, o completare quel restauro che il mitico "King of Cool" non fece mai in tempo a portare a termine. Voi al suo posto cosa fareste?