Sci, moto e ghiaccio: lo sport estremo che manca agli USA

Sci, moto e ghiaccio: lo sport estremo che manca agli USA
Tra rischio, abilità e puro show, nato in Europa, il Motoskijoring unisce moto e sci in una gara spettacolare e adrenalinica
8 gennaio 2026

Ci sono sport che nascono da un’idea geniale. Altri, invece, sembrano essere il risultato di una serata molto alcolica con gli amici al bar. Il Motoskijoring appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

La disciplina prende spunto dallo skijoring tradizionale, quello in cui uno sciatore viene trainato da un cavallo. Qui però i cavalli lasciano spazio a moto con gomme chiodate. Cosa potrà mai andare storto!?
Il risultato è uno spettacolo ad alto tasso di adrenalina: una moto, uno sciatore agganciato a una fune e una pista ghiacciata piena di curve, salti e contatti ravvicinati.

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Nato in Europa agli inizi del Novecento, il Motoskijoring ha trovato terreno fertile soprattutto nei Paesi del Nord e in alcune aree dell’est Europa. Negli anni è diventato un vero sport invernale, capace di attirare pubblico alle gare grazie a un mix unico di abilità tecnica, rischio evidente e puro caos - quasi sempre - controllato. Qui il freddo, il ghiaccio e le condizioni estreme non sono un problema: sono l’essenza stessa dello sport stesso.

La formula è semplice solo in apparenza. Il pilota deve gestire trazione e velocità su superfici con zero grip, mentre lo sciatore, trainato a pochi centimetri da altre coppie, affronta la pista come fosse un tracciato di sci cross. Serve affiatamento, precisione e molto, molto, sangue freddo.

Zone come Minnesota, Wisconsin, Michigan, Colorado o Alaska avrebbero clima, spazi e pubblico già abituato alle gare invernali. Eppure stranamente negli USA, patria degli sport più folli e meno sicuri al mondo, il Motoskijoring non è ancora arrivato.

Il vero ostacolo, però, non è la neve. È il sistema. Negli Stati Uniti eventi di questo tipo si scontrano rapidamente con problemi di assicurazioni, responsabilità legali e permessi. Il rischio, che in Europa viene accettato come "parte del gioco", diventa un ostacolo difficile da superare. Non perché manchino piloti o spettatori, ma perché nessuno vuole essere il primo a prendersi tutte le responsabilità.

In questo scenario, un nome potrebbe fare la differenza: Red Bull. Il marchio austriaco ha già dimostrato di saper trasformare sport estremi e apparentemente ingestibili in eventi di successo. In Europa ha già sostenuto competizioni di Motoskijoring con centinaia di partecipanti, portando il format a un livello professionale e spettacolare.

Riuscirà il colosso delle bevande energetiche a far sbarcare questa pazza disciplina anche dall'altra parte dell'oceano?