Referendum sulle moto a Milano: si può fare

Referendum sulle moto a Milano: si può fare
Il quesito contro i divieti di circolazione delle moto euro 0, 1 e 2 è stato giudicato ammissibile dai Garanti comunali: ora servono 15 mila sottoscrizioni entro quattro mesi per arrivare al voto e poi più del 50% dei votanti “dell’ultima consultazione comunale utile”
23 gennaio 2026

Lo stop alla circolazione è stato rinviato già due volte, ora si lavora per cancellarlo del tutto o almeno per un terzo rinvio. Parliamo del fermo per le moto con motore a due tempi Euro 2 e 3 e a quattro tempi da 0 a 2, che nei piani scatterà a ottobre 2026: ora i Garanti del Comune hanno dichiarato ammissibile il referendum e dunque il referendum si farà. Sempre che si superi l’ultimo scoglio: il raggiungimento delle 15.000 firme entro quattro mesi.

Il referendum è stato proposto da Riccardo Truppo di FDI, e dal gruppo di motociclisti "Divieto". Nella prima fase di raccolta sono registrate oltre 2.700 firme (autenticate anche online tramite Spid sul sito del Comune), a cui si aggiungono più di 20 mila adesioni sulla piattaforma Change.org, che però hanno un valore soltanto politico.

Ricordiamo che la misura limitativa, secondo le stime dei promotori, coinvolgerebbe oltre 90.000 motoveicoli, soprattutto scooter, con un bacino teorico di circa 200 mila due ruote nell’area metropolitana e 900 mila nella regione.

Cosa succederà dopo il via ufficiale al referendum? Prima andrà fissata la data della consultazione, poi dovrà verificarsi una condizione impegnativa: perché la consultazione sia valida, dovrà recarsi alle urne almeno il 50% dei votanti dell’ultima elezione comunale utile.

Anche Assomobilità guarda con favore al percorso referendario: nessuno può mettere in dubbio che le due ruote a motore siano indispensabili per muovere la mobilità privata in città. E Gioacchini di Divieto ha detto: “Siamo pronti ad andare avanti con le nostre proteste e con il referendum: cominceremo a raccogliere firme anche per strada, oltre a invitare i sostenitori a farlo subito sulla pagina online del Comune. Vogliamo che siano aboliti i divieti di Sala, posticipati più volte. Ora la scadenza è ottobre 2026, ma speriamo che le limitazioni siano ancora rimandate, magari a quando ci sarà una Giunta comunale più ragionevole”.

Di sicuro anche il sindaco Sala dovrà concordare su un principio: per muovere la città non bastano le biciclette (con le loro piste riservate e tante criticità) e neppure i trasporti pubblici (peraltro depotenziati nel tempo). Scooter e moto servono: la cancellazione di tanti parcheggi nel centro, come lo stop a tante classi di veicoli, vanno assolutamente riconsiderati.

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