Questo libricino racconta il legame speciale di Giovannino Agnelli con la Piaggio e la Vespa

Questo libricino racconta il legame speciale di Giovannino Agnelli con la Piaggio e la Vespa
  • di René Pierotti
Si intitola "Il cielo sopra Varramista" e racconta un ampio spaccato del vissuto del rampollo sfortunato degli Agnelli in Toscana, dall'infanzia alla presidenza negli anni novanta fino alla prematura morte: dai giri in Vespa nei boschi fino alle visite agli operai a fine turno
  • di René Pierotti
18 maggio 2022

Destinato dallo zio Gianni a succedergli alla guida della Fiat Giovannino Agnelli morì, a causa di un raro tumore all'intestino, a soli 33 anni nel dicembre 1997.

Pochi anni prima, il 25 febbraio 1993, Giovannino venne nominato presidente di Piaggio e si trasferì a vivere in Varramista, la tenuta di famiglia a 6 chilometri da Pontedera, un posto del cuore del rampollo Agnelli, dove aveva trascorso molte estati da bambino e adolescente.

È uscito da poco un libro intitolato "Il cielo sopra Varramista", scritto da Lando Testi e Giuseppe Cecconi in cui protagonista è la Vespa e la sua storia, ma in cui si scopre l'amore e il legame che Giovannino aveva con il famoso scooter, con la Piaggio e con il territorio di Pontedera.

Tra i lavoratori Piaggio con i capelli bianchi il ricordo di Giovannino è ancora vivissimo ed è quello di una persona molto umana, molto empatica con tutti, dall'operaio fino al sindacalista e al massimo dirigente o ai politici. In pochi anni Agnellino risollevò le sorti del marchio Piaggio e volle fortemente la realizzazione di un museo aziendale all'interno degli ex stabilimenti. Aprirà i battenti quattro anni dopo la sua morte e tutt'ora è meta di migliaia di visitatori ogni anno.

Questo libro svela molti aneddoti che restituiscono un quadro preciso di chi era l'erede Agnelli. Vediamone alcuni.

L'amore per Varramista, Pontedera e la Toscana

L'amore per Varramista. Il ragazzino passò in Toscana tutte le vacanze scolastiche, da giugno a settembre, ospite di sua nonna Paola Bechi Antonelli. Nel 1980, a sedici anni, preso dalla nostalgia Giovannino scappò dal Piemonte e in treno raggiunse Pontedera. La famiglia, allarmata, avvisò i carabinieri e uno in borghese lo attese alla stazione. Erano gli anni di piombo.

In quegli anni giovanili girava spesso in Vespa per i boschi intorno a Pontedera e frequentava i suoi coetanei del posto, magari figli di operai della stessa Piaggio. Il suo diciottesimo si tenne a Varramista e il padre Umberto lo fece salutare da tutta la Juventus e con un concerto di Zucchero.

Da poco più che adolescente il rampollo si fece inserire in incognito come operaio e lavorò in catena per alcuni mesi: lo pseudonimo usato era Giovannino Rossi.

Quando era presidente Piaggio viveva in Varramista, dove aveva anche preso residenza: la domenica andava a messa nella piccola chiesa del posto e votava, prestissimo, nel seggio della scuola.

In Piaggio e quella frase sulle donne prima degli uomini

Nel 1996, in occasione dei 50 anni della Vespa, Piaggio organizzò un concerto di Renzo Arbore nello stadio cittadino e Agnelli volle con sé tutti i sindaci della Valdera, come rappresentanti delle migliaia di operai che negli avevano contribuito alla realizzazione della due ruote. Tra i sindaci c'era anche un sindaco-operaio.

Molto spesso, a fine turno verso le 17, gli operai lo vedevano scendere nelle officine per osservare i nuovi modelli e le lavorazioni e chiedere loro anche pareri e opinioni.

In un'intervista con Tiziano Terzani, realizzata a New Delhi spiegò: "Nel team di lavoro in Piaggio cerco di avere collaboratori che siano più bravi di me. Dico davvero, ci credo. Quando devo giudicare qualcuno guardo le persone delle quali si circonda. Lo stesso vorrei che si facesse con me".

Davanti allora presidente del Consiglio Romano Prodi, a Roma in occasione del 50esimo della Vespa, disse: "Il successo della Vespa è dovuto alla dedizione delle donne e degli uomini che hanno lavorato alla Piaggio". Citando prima le donne degli uomini mostrò una sensibilità davvero inconsueta per quel periodo. 

In appena quattro anni Giovannino è riuscito a farsi amare e ricordare da moltissime persone, anche solo per un saluto caloroso nelle officine della Piaggio o nei parcheggi fuori dall'azienda.

Walter Veltroni, di cui era amico e a cui era stato presentato dal sindaco di Pontedera dell'epoca, Enrico Rossi, 5 anni fa ne ha scritto un ricordo sul Corriere della Sera in cui si legge: "Era un ragazzo straordinario, davvero. Penso che se la sua vita fosse continuata il destino di questo Paese forse sarebbe stato diverso". 

Il libro di Testi e Cecconi è in vendita nelle librerie e in tutti gli store online.

Giovanni Alberto "Giovannino" Agnelli
Giovanni Alberto "Giovannino" Agnelli
Il libro di Lando Testi e Giuseppe Cecconi
Il libro di Lando Testi e Giuseppe Cecconi

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