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Il settore delle assicurazioni auto in Italia è oggetto di una nuova e approfondita indagine conoscitiva promossa dall'Antitrust in stretta collaborazione con l'Ivass, l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. L'iniziativa, annunciata dal presidente dell'Ivass Paolo Angelini durante la presentazione della relazione annuale dello scorso 18 giugno, mira a fare luce su un mercato che presenta evidenti contraddizioni. Da un lato, infatti, i bilanci delle compagnie assicurative italiane godono di ottima salute, con una raccolta premi complessiva che nel 2025 ha toccato i 162,2 miliardi di euro e un indice medio di solvibilità salito al 273 per cento, ampiamente al di sopra delle soglie di sicurezza. Dall'altro lato, gli automobilisti della penisola continuano a subire rincari costanti. Nell'ultimo trimestre dell'anno precedente, il prezzo medio per una polizza è salito a quasi 432 euro, registrando un incremento annuo del 3,5 per cento su base nominale. Queste cifre confermano l'Italia tra i paesi europei con le tariffe più alte, seconda solo al Regno Unito.
L'istruttoria congiunta si pone l'obiettivo primario di verificare se l'attuale assetto del settore presenti degli ostacoli reali allo sviluppo di una sana concorrenza e, di conseguenza, se gli assicurati stiano sostenendo spese ingiustificate. L'attenzione delle autorità garanti si concentra in particolar modo su quattro snodi fondamentali del sistema assicurativo. Il primo riguarda il meccanismo di attribuzione del rischio, noto come bonus-malus, che le due istituzioni considerano ormai saturo. La quasi totalità degli automobilisti risulta infatti collocata nelle classi di merito più favorevoli, spingendo le compagnie a utilizzare altri parametri per determinare il costo delle polizze. Altri elementi passati al setaccio saranno l'efficacia del risarcimento diretto e l'utilizzo della scatola nera, che secondo le prime valutazioni potrebbe rappresentare un vincolo capace di limitare la libertà di scelta e la mobilità dei consumatori verso altri operatori.
Infine, l'indagine valuterà la reale trasparenza dei comparatori di prezzo online, compreso il portale istituzionale Preventivass, per capire se siano realmente in grado di orientare l'utente in un'offerta commerciale sempre più complessa. Per garantire la massima partecipazione e raccogliere elementi utili, le autorità hanno lanciato parallelamente una consultazione pubblica aperta a tutti gli operatori e ai cittadini interessati, i quali potranno inviare i propri contributi via posta elettronica fino al 31 luglio del 2026. L'obiettivo finale rimane quello di individuare eventuali criticità e varare interventi correttivi capaci di ripristinare un equilibrio a reale vantaggio dei consumatori finali.