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Con il primo clic sul portale dedicato, prende ufficialmente il via oggi l’Arbitro Assicurativo (AAS). L'organismo, istituito presso l'IVASS e presieduto dalla professoressa Concetta Brescia Morra, promette di trasformare radicalmente la gestione dei contenziosi tra cittadini e compagnie, ponendo fine a un’attesa durata quasi vent’anni.
Il nuovo sistema di risoluzione stragiudiziale (ADR) si affianca ai già consolidati Arbitro Bancario e Finanziario, completando lo scudo di tutela per il consumatore nei confronti del mercato dei servizi finanziari.
Un tribunale "veloce" per polizze Vita e Danni
L’Arbitro Assicurativo nasce per offrire una via d’uscita rapida ed economica a chi si scontra con ritardi nei pagamenti, scarsa trasparenza nei documenti o dinieghi di indennizzo. La competenza dell’organismo è definita da precisi tetti risarcitori:
Settore Vita: fino a 300.000 euro per le polizze ramo I (caso morte) e 150.000 euro per le altre tipologie.
Settore Danni: un limite generale di 25.000 euro per infortuni, casa e salute.
RC Auto: per la prima volta, l'Arbitro entra nel merito degli incidenti stradali, ma con un perimetro d'azione ben definito:
Azione Diretta: Il ricorso è possibile quando il danneggiato agisce direttamente contro la propria compagnia (indennizzo diretto) o quella della controparte.
Il tetto economico: Il limite di 2.500 euro suggerisce che l'Arbitro si occuperà principalmente di "micro-sinistri", danni materiali lievi o piccole controversie sulla dinamica, dove spesso il costo di un avvocato supererebbe il valore del danno stesso.
Sconti e Trasparenza: Oltre al danno fisico/materiale, l'Arbitro potrà intervenire su contestazioni legate alla mancata applicazione degli sconti obbligatori o a errori nella classe di merito (Bonus-Malus).
La vera forza dell’Arbitro risiede nella semplicità procedurale. Il ricorso si presenta esclusivamente online e non richiede l’assistenza di un legale.
Costi: Il ricorrente versa un contributo di soli 20 euro, che gli verranno rimborsati in caso di accoglimento del ricorso.
Tempi: La decisione deve arrivare entro 180 giorni (prorogabili di 90 per i casi più complessi), un’eternità in meno rispetto ai tempi medi della giustizia civile.
Condizioni: È obbligatorio aver prima presentato un reclamo formale alla compagnia. Se dopo 45 giorni non arriva risposta (o se la risposta è insoddisfacente), la strada verso l’Arbitro è aperta.
A differenza di una sentenza giudiziaria, il verdetto dell'Arbitro non è vincolante per il consumatore, che resta libero di rivolgersi al giudice ordinario. Tuttavia, ha un fortissimo valore dissuasivo per le imprese: l'eventuale inadempienza della compagnia assicurativa alla decisione del Collegio viene pubblicata sul sito dell'IVASS per 60 mesi e sulla home page della compagnia stessa per 6 mesi. Una "gogna mediatica" che punta a incentivare la correttezza dei comportamenti commerciali.
Chi resta fuori
L'operatività dell'AAS incontra però dei limiti geografici e tecnici. Restano esclusi i contenziosi contro intermediari stranieri in regime di libera prestazione di servizi (per i quali opera la rete europea FIN-NET) e i sinistri gestiti dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
Da oggi, le compagnie hanno l'obbligo di indicare chiaramente la possibilità di ricorrere all'Arbitro in tutta la documentazione precontrattuale. Per il sistema assicurativo italiano, che solo nel 2024 ha registrato oltre 110mila reclami, si apre ufficialmente una nuova era di trasparenza.