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Non è la crisi del settimo anno, ma le somiglia molto: dopo dieci stagioni di convivenza, i rapporti tra Pirelli ed il socio con occhi a mandorla Sinochem si sono fatti pesanti, al punto di arrivare oggi ad un bivio, anzi un trivio.
Infatti sono tre le opzioni sul tavolo, tutte relative alla partita di poker in corso: ovvero, taglio della quota cinese, suoi diritti di voto “congelati” o addirittura un disimpegno (quasi) totale.
A far precipitare gli eventi è la convergenza di diversi elementi: le pressioni USA relative alle alleanze economiche, la variabile politica locale legata alla Golden Power e la difficoltà di governance che ne deriva.
Soprattutto, a pesare è in special modo la considerazione geopolitica: infatti, nel prossimo assetto globale immaginato dall'amministrazione Trump, dovranno ridursi - se non addirittura annullarsi - le situazioni che vedono gli interesse cinesi coinvolti nella gestione dei principali asset industriali di livello premium.
E Pirelli rientra tra questi, perché rappresenta l'innovazione in ambito automotive ai massimi livelli.
Da queste premesse deriva la necessità di rendere Sinochem meno importante in Pirelli, obiettivo che può essere raggiunto attraverso diverse strade: per esempio, riducendo la sua presenza a quote di minoranza, incapaci quindi di incidere sulle decisioni più importanti dell'azienda, grazie ad una cessione del pacchetto azionario agli altri soci; o l'attivazione della pratica dei bond convertibili, per un’uscita più graduale modulando anche il prezzo di cessione; oppure, lo scenario più drastico, con il completo disimpegno di Sinochem da Pirelli e la definizione di nuovi equilibri societari ancora tutti da definire ed immaginare.
Qualsiasi siano le scelte, il mercato ha fiutato l'occasione di fare buoni affari e le grandi manovre intorno al marchio Pirelli sono già iniziate: trovarsi con una Sinochem più leggera per quota o per potere di voto sembra ormai un dato acclarato, una nuova condizione che cambierà quindi gli orizzonti di governance a livello globale, con pianificazioni e traiettorie industriali e di mercato tutte da stabilire e progettare.
Perché un pneumatico per auto o moto rappresenta qualcosa di molto più importante e strategico rispetto a quanto in apparenza appare.