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MiMoto. Lo scooter sharing piace ai milanesi... anche troppo!

- Abbiamo intervistato i fondatori del servizio di noleggio scooter elettrici milanese e con loro facciamo il bilancio delle prime settimane di utilizzo

Incontrare i fondatori di MiMoto è stata l'occasione per fare il punto sulle prime settimane di vita del servizio di scooter sharing elettrico di Milano. Con  Alessandro Vincenti, Vittorio Muratore e Gianluca Iorio abbiamo tracciato un primo bilancio su pregi e problemi, su cosa del servizio piace ai milanesi e quali difficoltà il "neonato" ha già dovuto affrontare. 

Le iscrizioni - superiori alle aspettative - confermano quanto l'intuizione di mettere a disposizione della città degli scooter a noleggio abbia centrato il cuore della mobilità di Milano. E doppiamente centrata è stata la scelta del modello da impiegare: l'Askoll eS2 con le sue caratteristiche di leggerezza e semplicità d'uso ha infatti avvicinato quegli utenti in soggezione davanti a mezzi a due ruote più potenti e anche il pubblico femminile sembra aver apprezzato le dimensioni "amichevoli" degli scooter elettrici.

 

Ma non sono solo note positive quelle riportate dopo il primo mese: «Avevamo sottostimato la questione vandalismo e furti - ci raccontano -. C'è bisogno di maggior educazione civica e stradale. Abbiamo subito quatto tentativi di furti nonostante non esista un mercato nero per i pezzi di ricambio». 

Forse la pecca più grande - e fisiologica in un'attività appena avviata - è il basso numero di mezzi in circolazione. Ma Alessando, Vittorio e Gianluca ci hanno garantito che con il passare dei mesi gli scooter nelle strade aumenteranno di pari passo alle richieste.


Noi l'abbiamo provato e nel video che trovate di seguito vi spieghiamo come funziona, come si usa e vi raccontiamo le nostre prime impressioni. 
 

 

  • Mario6

    idea buona ma prezzi folli
  • DettoFatto, Lodi (LO)

    serve maggior educazione civile e stradale?
    ah, e bisognava iniziare un business di noleggio scooter elettrici per arrivare a questa conclusione?
    che perspicacia...
    basta vedere cosa sta succedendo a Milano (solo a Milano?) alle bici cinesi con l'antifurto elettronico e il GPS col QR code...
    desolante panorama di cafonismo diffuso
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