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Nel cuore del Motor Bike Expo 2026 vive una delle aree più sorprendenti della fiera: quella dedicata agli scooter storici, le “ruote piccole”. Un mondo dove Vespa, Lambretta e moped vintage vengono trasformati in opere d’arte da collezione o in bolidi da corsa, spesso con valori che superano ampiamente i 30 o 40 mila euro.
La scena è dominata da pezzi unici, come la Lambretta in stile chopper, con telaio completamente rifatto, motore cromato e forcella lunga: un esercizio di stile estremo, più da salotto che da strada. O la follia meccanica di un’altra Lambretta, equipaggiata con un motore Hercules 520 due tempi e addirittura una bombola NOS per iniettare ossido di azoto e spremere potenza extra.
Ma la vera regina dell’area è una Vespa con motore rotativo Wankel, ispirata alle Mazda da Le Mans: costruita in carbonio, spinge fino a 50 cavalli e racchiude un livello di finitura degno dell’alta ingegneria. Accanto, una Lambretta dedicata a Evel Knievel, completa di livrea stelle e strisce e scarichi over size, celebra il mondo degli stunt.
Immancabile la Vespa “bacchetta” da drag race, capace di battere una BMW S1000R nelle gare di accelerazione tedesche grazie a iniezione elettronica programmabile e 55 cavalli all’attivo. Un mezzo da 40.000 euro, creato interamente in garage e ancora oggi impegnato in competizioni ufficiali.
Il viaggio nel pianeta custom continua tra moped elaborati e scooter trasformati in veri mezzi da fuoristrada: telai rinforzati, ruote tassellate e preparazioni da “scooter cross”. Non mancano invenzioni eccentriche, come un cingolato artigianale o un mini motore V8 da 50 cc, piccola meraviglia ingegneristica.
Più che una mostra, il distretto ruote piccole di MBE 2026 è una celebrazione della creatività meccanica e della follia geniale che da sempre accompagna la passione italiana per le due ruote.