Guy Martin, il TT e il "cocktail" di efedrina per finanziare la passione

Guy Martin, il TT e il "cocktail" di efedrina per finanziare la passione
Icona delle corse su strada e volto tv, ha svelato i sacrifici estremi dei suoi esordi: turni massacranti da meccanico di camion, integrati da un mix di efedrina, aspirina e caffeina per reggere il ritmo e mettere insieme i soldi per correre
24 febbraio 2026

"Più aumentavano le gare, più lievitavano i costi, e di conseguenza dovevo sgobbare di più", ha raccontato Martin in un'intervista con Adrian Lobb. "Facevo tre notti a settimana sui moli, dopo il lavoro diurno, e ricorrevo a quegli stimolanti solo per tenere gli occhi aperti e racimolare i soldi necessari alle moto".

L'efedrina, sostanza eccitante per il sistema nervoso, è consentita solo su prescrizione medica per disturbi come l'ipotensione; dosi eccessive o distribuzione non autorizzata la rendono fuorilegge. Per il futuro campione TT, era il carburante per un'esistenza al limite, ispirata all'etica ferrea dei genitori: "Papà era sempre al lavoro, lo vedevamo poco. Mamma, prima infermiera qualificata, faticava nei campi; noi ragazzi la raggiungevamo dritti da scuola per darle una mano. Se desideri qualcosa, sudi per conquistarla".

Dietro i podi leggendari e i riflettori televisivi, emerge il ritratto di un Martin instancabile: notti insonni, giornate infinite e meccanica ossessiva come vero motore della sua adrenalina. Non la pura velocità, ma il brivido di smontare e rimontare, dalla Kawasaki AR50 truccata da ragazzo ai restauri epici di Spitfire, barche fluviali e persino tank della Grande Guerra.

Quelle ore "dopate" dagli stimolanti hanno tracciato la via verso le prime partecipazione al Tourist Trophy dell’isola di Man. La storia di questo incredibile campione ci offre una visione più nascosta e segreta che mette in risalto una tenacia brutale, lontana dai clamori, che nell'ombra forgia i campioni.

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