Quello che sappiamo sul futuro casco per moto di GoPro

Quello che sappiamo sul futuro casco per moto di GoPro
Dalla fusione con Forcite alla collaborazione con AGV, passando per i brevetti che svelano telecamera integrata, display a LED per il navigatore e un sistema di rilevamento degli angoli ciechi che punta tutto sui microfoni anziché radar e sensori
31 agosto 2026

GoPro non si accontenta più di stare "appesa" al casco: vuole diventare il casco. I documenti brevettuali depositati dall'azienda californiana descrivono un progetto che va ben oltre l'aggiunta di una fotocamera alla mentoniera e mettono ordine su una strategia che l'azienda sta costruendo da un paio d'anni: prima l'acquisizione nel 2024 del marchio australiano Forcite, pioniere dei caschi smart di cui avevamo già raccontato il progetto MK1S, poi la collaborazione avviata l'anno scorso con AGV per lo sviluppo di calotte specifiche. Ora arrivano le carte che spiegano cosa GoPro ha davvero in... Testa!

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Telecamera e LED per la navigazione: la parte "facile"

Il brevetto conferma quello che ci si aspettava da chi fa action cam da sempre: una telecamera integrata nella mentoniera, con l'obiettivo protetto da uno sportellino a filo con la calotta, collegata a una coppia di microfoni rivolti verso l'interno per registrare anche il parlato del pilota. Ecco, questo basterebbe a noi di Moto.it per facilitarci la vita... Sulla parte superiore della mentoniera trova posto un array (cioè una struttura unica) di LED multicolore orientato verso l'alto, che proietta luce su un segmento riflettente ricavato nella parte alta della visiera. Il sistema funziona come un piccolo head-up display a impulsi cromatici: sequenze e colori diversi possono comunicare informazioni al pilota come per esempio la direzione da prendere quando si sta seguendo un percorso impostato sul navigatore.

Fin qui, possiamo dire nulla di clamoroso: rappresenta ciò che ci si aspetterebbe da un casco firmato da GoPro. Dopotutto fotocamere integrate e display periferici li abbiamo già visti su altri caschi smart, Forcite compreso. La parte più stuzzicante del brevetto è però un'altra.

Punto cieco monitorato... con l'udito!

Il focus principale della documentazione depositata da GoPro non è la telecamera, ma una serie di microfoni rivolti verso il retro, abbinato a una connettività cloud e a tecniche di machine learning, pensato per creare un sistema di monitoraggio del punto cieco a basso costo.

L'idea, sulla carta, è tanto semplice quanto ambiziosa: i microfoni posteriori raccolgono il rumore del traffico circostante e un algoritmo di apprendimento automatico lo elabora per stimare posizione e distanza dei veicoli rispetto al casco. Il sistema dovrebbe anche imparare a filtrare il rumore della propria moto, per non confondersi con il traffico da monitorare, mentre un pacchetto di accelerometri integrati traccia i movimenti della testa del pilota, così da non perdere l'orientamento quando ci si gira a guardare uno specchietto o si controlla una corsia.

La logica economica dietro la scelta è piuttosto chiara: i microfoni costano molto meno di telecamere o radar, e GoPro punta a spostare il grosso del lavoro sulla potenza di calcolo e sul software piuttosto che su sensoristica costosa. Un approccio che, se funzionasse davvero, potrebbe portare una funzione da moto premium su caschi a prezzo molto più accessibile. Non solo, cambia letteralmente la prospettiva su un dispositivo di sicurezza che finora si è sempre ipotizzato dover far parte della moto e non dell'equipaggiamento del pilota. Il vantaggio è che possiamo guidare moto di qualsiasi tipo, anche d'epoca, ma avere con noi un sistema di sicurezza di ultima generazione.

Chi scrive, però, è anche dell'idea che i microfoni nella parte posteriore del casco, proprio grazie al software, potrebbe fungere anche da registratori del sound della moto. Vedremo poi quale sarà la direzione scelta dal costruttore.

Funzionerà davvero?

Qui però arriva il punto interrogativo più grande e mi riferisco ovviamente al sistema di monitoraggio punti ciechi. Se non ci sono dubbi che la parte della telecamera e dei microfoni interni funzioni a dovere e se è ragionevole nutrire altrettanta fiducia sul fatto che funzioni anche la parte relativa alle indicazioni visive, riuscire a localizzare con precisione la posizione di altri veicoli usando solo il suono, senza l'ausilio di radar o telecamere dedicate, è un compito tutt'altro che banale. Paradossalmente sarebbe più facile su una vettura. Il rumore del vento, la variabilità delle condizioni stradali e le differenze acustiche enormi tra un veicolo e un altro sono tutte variabili che un algoritmo dovrà imparare a gestire senza generare falsi allarmi o, peggio, mancare segnalazioni reali. Pensiamo al caso di un'auto elettrica che ad un radar non sfugge ma sarà lo stesso per un sistema audio? Non credo. Ecco perché sono più dell'idea che il sistema verrà utilizzato più per riconoscere il sound della propria moto che l'arrivo di altri veicoli. Resta il fatto che GoPro, con Forcite e AGV già in squadra, sembra avere tutte le carte in regola per provarci sul serio. Per essere davvero completo, però, a questo casco manca una cosa: il collegamento con altri caschi. In altre parole l'interfono. Negli ultimi tempi sia Cardo sia Sena hanno iniziato a proporre i loro caschi partendo proprio dal loro core business che è la comunicazione più che la registrazione di contenuti. Naturalmente per GoPro la strada non può che essere contraria. Ecco, se queste due strade potessero davvero incontrarsi allora potremmo avere più che la forma definitiva del casco moderno

Non sappiamo ancora quando GoPro ha previsto di debuttare con il suo casco, ma considerando i brevetti depositati e la loro magica comparsa sul web possiamo ritenere che non sia troppo lontana e che il programma per il lancio sia già stato stilato. Sarà il prodotto che ridarà all'azienda californiana la posizione di leader nel settore action cam? O sarà invece uno spreco di risorse in un momento in cui si trova a fronteggiare una concorrenza senza precedenti? Presto per dirlo, anche perché sarà fondamentale capire se questo casco funziona bene e quanto costerà. Di certo a noi che da anni utilizziamo il casco come strumento di creazione di contenuti e non solo di sicurezza, la promessa di un prodotto come questo fa gola. Staremo a vedere!

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