Gara clandestina mortale a Biassono: quattro anni all'organizzatore del raduno

Gara clandestina mortale a Biassono: quattro anni all'organizzatore del raduno
Il Tribunale di Monza infligge una pena ben superiore alle richieste dell'accusa per il ventenne che ha organizzato la competizione sui social. Respinti i patteggiamenti per l'automobilista e un altro centauro coinvolti nel tragico schianto del marzo 2023 dove ha perso la vita Cristian Donzello
9 luglio 2026

Il Tribunale di Monza, a conclusione del processo con rito abbreviato, ha condannato a quattro anni di reclusione un ventenne di Biassono ritenuto l'organizzatore del raduno illegale di moto che il 12 marzo 2023 costò la vita al sedicenne monzese Cristian Donzello. Angela Colella ha accolto integralmente l'impianto accusatorio, stabilendo una pena ben più severa rispetto all'unico anno di carcere che era stato richiesto dal pubblico ministero. Il giovane condannato era imputato per la violazione dell'articolo 9-bis del Codice della strada, la norma che sanziona chi promuove o agevola competizioni motoristiche non autorizzate. Secondo la Procura, infatti, non si trattò di un semplice ritrovo tra appassionati, bensì di una vera e propria gara clandestina pubblicizzata attraverso una locandina sui social network e seguita da decine di spettatori. Una ricostruzione che la difesa degli imputati ha sempre respinto, negando fermamente di aver preso parte a una competizione non autorizzata.

Nel corso della stessa udienza, la giudice ha bocciato le richieste di patteggiamento presentate dagli altri due imputati maggiorenni, valutando le pene concordate come non congrue. Si tratta della proposta di un anno di reclusione avanzata dall'automobilista di Seregno accusato di omicidio stradale, e di quella di otto mesi per un ventenne di Casatenovo che, secondo gli inquirenti, avrebbe partecipato alla corsa in moto; entrambi dovranno ripresentarsi in aula nel mese di ottobre. Parallelamente, la Procura per i minorenni di Milano sta portando avanti il procedimento a carico di altri due ragazzi che all'epoca dei fatti non avevano ancora compiuto diciotto anni.

Il dramma si consumò nella zona industriale di Biassono, lungo via Friuli, dove un gruppo di giovani si era dato appuntamento per festeggiare i cento giorni all'esame di maturità con il cosiddetto "sparo", una pericolosa gara di accelerazione in rettilineo. Al momento della partenza, tre centauri scattarono a folle velocità. La corsa finì in tragedia quando la Tm Racing Enduro 125 guidata da Cristian Donzello andò a schiantarsi contro una Volkswagen Polo, il cui conducente stava effettuando una manovra di svolta a sinistra per parcheggiare. L'impatto fu devastante: il sedicenne venne sbalzato a diversi metri di distanza e, a causa dei gravissimi traumi riportati, si spense poco dopo il suo arrivo all'ospedale Niguarda di Milano. Nel medesimo schianto, un secondo motociclista riportò ferite lievi, mentre il terzo riuscì miracolosamente a evitare l'ostacolo.

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