Ducati World Premiere: cosa bolle in pentola?

Ducati World Premiere: cosa bolle in pentola?
Edoardo Licciardello
Tre novità attese per le prossime settimane. Ipotesi ragionate su cosa si potrebbe vedere
15 febbraio 2022

Gli anglofoni lo chiamano educated guess, ovvero un tirare a indovinare con una componente di "education", ovvero basata sull'esperienza. È quel processo in cui si formulano ipotesi per rispondere a una domanda sul frutto di ragionamenti e appunto esperienza passata, pur coscienti di non avere nemmeno lontanamente gli elementi sufficienti per potersi sbilanciare senza rischiare grosso... l'eventualità di figure da pisquani, come diceva il buon Silvio Orlando nel suo passato di comico.

Lo ammettiamo: l'annuncio, scorsa settimana, di altre tre novità Ducati per il 2022 ci ha colti completamente alla sprovvista, perché con tutto quello che a Bologna hanno svelato lo scorso anno, soprattutto facendo un rapido confronto con... il resto del mondo, ci sembrava che di carne al fuoco ce ne fosse a sufficienza. E allora, come spesso succede, ci siamo lanciati in qualche ipotesi su cosa possa venire fuori nelle prossime tre settimane. Proviamo a indovinare, ben sapendo che potremmo sbagliare clamorosamente. Ma se fossimo sicuri, dove starebbe il gusto?

Iniziamo con una considerazione: la gamma Ducati è fra le più giovani sul mercato, e non ci sono modelli ancora non passati all'Euro-5. Ci sono però alcuni modelli che non sono stati aggiornati nell'ultima passata, e soprattutto uno, in particolare, che è quasi necessario portare in concessionaria a brevissimo, pena... non presentarsi al Mondiale Superbike con la moto che vorrebbero.

La Panigale V4R e la SBK

Iniziamo dal pezzo da novanta: la Panigale V4R. Come potete notare semplicemente consultando il sito Ducati, la homologation special per la Superbike non è più a listino. La Panigale V4R, realizzata in numeri ridotti per la sola omologazione Superbike (l'abbiamo provata quasi di straforo...) non è mai stata "traghettata" all'Euro-5. Questo, di per sé, non sarebbe un reale ostacolo alla partecipazione alle competizioni, visto che basta che il modello sia ancora in vendita sui mercati orientali o statunitensi - dove le normative Euro-5 non sono ancora/mai arrivate - per poter continuare ad omologare la fiche. Prova ne sia che le Kawasaki ZX-6R e Yamaha YZF-R6, non più omologate da diversi anni, partecipano regolarmente alla Supersport.

Il punto è che Ducati ha probabilmente diversi aggiornamenti da apportare alla Panigale V4R che i piloti ufficiali stanno sviluppando nei test invernali; il forcellone che Bautista e Rinaldi hanno provato a Portimao non rientra fra questi, perché il regolamento permette comunque di sostituirlo, ma è facile che ci siano comunque tanti altri dettagli. E soprattutto, è da fine 2020 che ne prevediamo l'uscita, quindi i tempi probabilmente sono maturi...

E il resto?

A questo punto, stanti i tre appuntamenti (in ciascuno dei quali però non è detto che venga svelato un solo modello, come è successo quest'anno per Streetfighter V2 e V4SP o per le Scrambler Urban Motard e Tribute Pro) ne restano da indovinare due. Per semplicità preferiamo lasciare da parte il mondo Scrambler - non per altro, ma perché lì serve davvero troppa fantasia per prenderci, stante che si tratterebbe per forza di un modello completamente nuovo - anche se sappiamo bene come sia molto probabile che almeno uno dei modelli sia di quella famiglia.

Continuando a guardare la gamma Ducati è inevitabile notare come la Diavel 1260 sia... stabile da un po'. Presentata nel 2018 come modello 2019, ha visto l'aggiornamento della piattaforma all'Euro-5 (guadagnando paradossalmente potenza e coppia) contestualmente alla presentazione delle novità XDiavel nella Premiere 2021 - la Black Star e la 1260 Dark - ma è a tuttora immutata se si esclude la versione Lamborghini. Non è ipotesi peregrina immaginarsi un aggiornamento di metà vita con qualche piccolo colpo di bisturi.

Circa le stesse considerazioni valgono per la Hypermotard 950. Presentata anche lei come modello 2019, è stata aggiornata nella sostanza con la piattaforma Euro-5 inaugurata con il nuovo Monster ma, anche in questo caso, l'estetica è rimasta di fatto invariata se non nella livrea. Ma in entrambi i casi - Diavel e Hypermotard - non possiamo certo parlare di moto vecchie, quindi siamo nel campo delle ipotesi etichettabili come "fantasia al potere". Più facile, restando sulla terra, immaginarsi qualche versione speciale o, come già citato in apertura, un ulteriore allargamento delle proposte Scrambler.

Del resto mancano solo due giorni per la prima puntata. Ci risentiamo fra tre settimane per vedere quante ne abbiamo azzeccate...

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