Cosa fareste con una Suzuki Haybusa da 370 cavalli?

Cosa fareste con una Suzuki Haybusa da 370 cavalli?
Antonio Privitera
  • di Antonio Privitera
Il popolare designer Kar Lee annuncia una collaborazione con TTS Performance. Il risultato? Un'Hayabusa sovralimentata dal design pazzesco
  • Antonio Privitera
  • di Antonio Privitera
19 agosto 2022

Potenza senza limiti, esagerazione, numeri assoluti da riferimento e destinati a diventare leggenda: questo era contesto in cui nacque la prima Suzuki Hayabusa nel momento in cui moto come la Honda CBR1100XX Super Blackbird e la Kawasaki ZX-12R (più tardi sostituita dalla ZZR 1400) erano commensali al tavolo delle superpotenze, all'epoca appannaggio solo di incrociatori velocissimi e non delle supersportive. Un desco che veniva però combattuto, la posta rilanciata di volta in volta con l'obiettivo di annichilire la concorrenza, mostrare i bicipiti, stupire il mercato, dare un calcio alla razionalità per fregiarsi del titolo di moto più veloce in produzione. Così nel 1998 arriva il falco pellegrino (Hayabusa in giapponese) a dare la caccia in senso metaforico il merlo (Blackbird) con la malcelata voglia farne un sol boccone.

Con una potenza di 175 cavalli e un'estetica decisamente personale. la prima generazione di Hayabusa -  a carburatori - superava i 310 km/h, velocità ancora più surreale se pensiamo alla totale assenza di qualsiasi controllo elettronico. Prestazioni che la collocarono al top assoluto, fino all'accodo  intervenuto qualche anno dopo tra le quattro case giapponesi che mise termine a una scalata prestazionale che oggi avrebbe con ogni probabilità portato a raggiungere e superare i 350 km/h.

la prima Suzuki Hayabusa
la prima Suzuki Hayabusa

Forse fu questo limite a far perdere progessivamente appeal al segmento: la Honda CBR1100XX sparì dalla scena e a litigarsi il titolo di "king of the quarter mile" restarono la Kawasaki ZZR 1400 e la Suzuki GSX1300R Hayabusa che qualche anno dopo arrivò con la seconda generazione (Euro 3) e ben 197 cavalli (grazie anche alla cilindrata aumentata fino a 1340 cc dai 1299 originari), riding mode, ABS e una linea che non tutti gradirono al 100% ma che non fu d'ostacolo per la costruzione di un vero e proprio mito. Grazie alle doti di robustezza del suo motore, adatto ad elaborazioni radicali, il seguito crebbe anche negli States nel drag racing e nei record di velocità, mentre da noi in Europa - tutt'ora - la quattro cilindri di Hamamatsu è apprezzatissima anche da chi la usa per fare turismo.

Dopo questa versione Suzuki fa prendere una pausa al modello, non aggiornandolo all'Euro 4. Si pensava quasi che il mito Hayabusa dovesse non avere un erede ma nel 2019 iniziano ad avvertirsi alcuni rumors sulla possibilità di una terza generazione della "Busa". In attesa del lancio ufficale avvenuto nel 2021 le ipotesi si sprecano. Dalla sovralimentazione, alle linee ardite, alla potenza che in alcuni casi si immagina sfondare il muro dei 230 cv: e invece la terza generazione (omologata Euro 5) ha una potenza elevatissima ma non da record (190 cv) e migliora sopratutto ciclisticamente e nell'erogazione fluidissima del suo motore dalla schiena veramente impressionante ai medi regimi che regala all'Hayabusa di terza generazione prestazioni globalmente superiori alla precedente versione. Una moto matura, bellissima da guidare (chi scrive è appena tornato da un giretto di 600 km in sella all'Hayabusa), molto raffinata e dall'estetica  - a parere nostro, ma a vedere gli sguardi rapiti di chi si fermava ogni volta che percheggiavo la moto diremmo che è un parere condiviso da molti - gradevole e personale.

Ma se qualcuno desidera un modello capace di portar il nome "Hayabusa" nelle discussioni da bar come apice inarrivabile di follia tecnica votata unicamente alle superprestazioni, o alimentare il sogno di una moto che non sarebbe mai prodotta per come immaginata da chi vuole estremizzarne i concetti di potenza e velocità, è in arrivo una notizia parecchio intrigante.

Entrano infatti in gioco due specialisti: del primo, TTS performance di Silverstone, vi abbiamo già parlato. Produce dei kit di potenziamento per l'Hayabusa (di tutte le generazioni) che con la spesa di 5.600 euro regalano 360 cavalli alla Supersport di Hamamatsu grazie all'adozione di un compressore Rotrex C30-94.

Il secondo specialista è il noto e geniale designer inglese Kar Lee che dalla pagina kardesignkoncepts da diversi anni propone render di moto immaginarie che incarnano però i desideri dei motociclisti fino, certe volte, ad anticipare le stesse case (ricordiamo la Honda CBR1000R-RR Fireblade in versione 30esimo anniversario: Karl Lee aveva già eleborato delle livree simili per la sportiva di Honda ben prima della sua presentazione a EICMA 2021) o a far diventare delle realtà alcuni dei concept partoriti dalla sua matita.

Un lavoro notevole che ha portato Richard Albans di TTS Performance a chiedergli di inventare un design per una Hayabusa di terza generazione dotata del kit TTS che il produttore di Silverstone vuole costruire come piccola serie di special per celebrare il proprio quarantennale. Nasce così la SuperBusa da 370 cavalli grazie al kit TTS e dalle linee e livree opera di Kardesign, potete ammirarla - e bramarla - sulla pagina instagram del progetto SuperBusa: si avvale di una dotazione tecnica che prevede oltre alla profonda trasformazione del motore dotato del compressore Rotrex C30-94, i cerchi Rotobox in fibra di carbonio, un forcellone monobraccio, dischi freno più grandi, sospensioni migliorate, un generale upgrade del motore per renderlo adatto al notevole potenziamento, un intercooler e... le winglets che certamente saranno molto utili a far tenere il muso a terra alla SuperBusa dopo un'iniezione di 180 cavalli ai 190 originari.

L'Hayabusa che dovrebbe fare felici coloro che desiderano una moto decisamente estrema dovrebbero quindi essere accontentati: della SuperBusa ne verranno costruiti 40 esemplari, uno per ogni anno di attività di TTS Performance e verrà a costare a partire da 45.999 sterline (circa 54.000 euro): ovviamente sarà ampiamente personalizzabile nella livrea e saranno disponibili accessori come upgrade alle sospensioni. Per la presentazione ufficiale sarà necessario attendere domani 20 agosto, quando la SuperBusa verrà svelata al Super Sausage Cafe di Silverstone e per adesso possiamo soltanto immaginarne le prestazioni. A lume di naso dovremmo credere che la moto sia molto difficilmente omologabile in Italia (se non al costo di lunghe e onerose procedure burocratiche). Si ritorna così alla domanda nel titolo: voi cosa fareste con una Suzuki Hayabusa da 370 cavalli?

Immagine d'apertura: Instagram

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