Codice della strada, protezioni obbligatorie con la moto in autostrada

Codice della strada, protezioni obbligatorie con la moto in autostrada
Aumentare il livello di sicurezza per gli utenti a due ruote: pilota e passeggero sulle autostrade dovranno indossare protezioni “adeguate” per schiena e mani
21 ottobre 2026

Come spesso accade nel mondo reale, è la Politica ad inseguire con nuove prescrizioni quel che nella prassi comune è diventata una modalità diffusa ed apprezzata, per quanto non obbligata: tre le novità che potrebbero trovare spazio nel nuovo Codice della Strada, infatti, ce n'è anche una che recepisce una norma di sicurezza ormai diffusa tra i motociclisti, quella cioè di indossare, oltre al casco, anche protezioni specifiche per la schiena e per le mani.

Così il legislatore prevede che prossimamente conducente e passeggero, ed al momento solo per la percorrenza in autostrada e sulle tangenziali, dovranno indossare protezioni «adeguate» per schiena e mani, le cui caratteristiche tecniche verranno stabilite da uno specifico provvedimento che sarà redatto a cura degli uffici del MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti).

Questa rilevante novità, introdotta all'Articolo 68, rappresenta un deciso cambio di passo per chi viaggia su due ruote lungo la rete viaria ad alto scorrimento: non basterà più il solo casco omologato e grazie all'obbligo di utilizzare adeguate protezioni per schiena e mani si punta a ridurre la gravità dei lesioni in caso di scivolate o impatti ad alta velocità, ambiti in cui appunto mani e colonna vertebrale risultano le parti del corpo più esposte a traumi permanenti o letali.

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Per i motociclisti che dovessero rispettare il nuovo obbligo sono previste sanzioni da 40 a 160 euro, mentre in caso di mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza da parte del passeggero, la responsabilità sarà estesa al conducente; l'obbligo non si applicherà ai veicoli a tre o quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa o cellula di sicurezza a prova di crash. 

Per i virtuosi, ed anche per incentivare il rispetto della misura di sicurezza, viene introdotta una sorta di clausola “bonus-malus”, ovvero la riduzione fino a metà della sanzione nel caso di violazioni legate a un “sinistro” qualora il motociclista coinvolto nell'incidente avesse correttamente indossato i dispositivi di protezione individuale previsti dal Codice.

Cosa accade nel resto d'Europa

Con queste novità, l'Italia punta ad allinearsi a quanto già da tempo in altre nazioni europee è diventato uno standard: in Spagna, per esempio, l'obbligo di indossare guanti su strade extraurbane e autostrade è in vigore da tempo e la DGT (Direzione Generale del Traffico) sta valutando come rendere progressivamente obbligatorio l'uso dei gilet o giacche con airbag integrato per chi viaggia su tratte ad alto rischio; in Francia, nazione per certi versi pioniera nel campo della sicurezza per gli utenti a due ruote anche per la forte presenza di associazioni di motard capaci di fare pressione a livello politico, l'uso di guanti omologati CE su ogni strada e per ogni veicolo, ciclomotori compresi, è obbligatorio dal 2016, mentre nella dotazione di bordo deve essere sempre compreso un gilet retroriflettente da indossare in caso di sosta d'emergenza o avaria; stranamente, in Germania l'unico capo di abbigliamento obbligatorio per legge per i motociclisti (conducente e passeggero) è il casco, ovviamente omologato secondo gli standard europei, e non c'è obbligo legale per giacca tecnica, paraschiena, guanti o stivali, anche se l'uso di un equipaggiamento protettivo completo è fortemente raccomandato; così, magari un po' a sorpresa, su un informale primo gradino del podio continentale c'è il Belgio, che ha approvato una delle legislazioni più complete in materia di abbigliamento per motociclisti e dove dal 2011 c'è l'obbligo di indossare casco, guanti, giacca a maniche lunghe, tuta o pantaloni lunghi, oltre a calzature e stivali che proteggano le caviglie.

Non siamo ai livelli dei piloti di MotoGP, ma neanche troppo lontani da quello standard: difficile davvero pensare a qualcosa di meglio...

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