Codice della Strada: i pedoni ora rischiano di più

Codice della Strada: i pedoni ora rischiano di più
Cambiano le norme sugli attraversamenti pedonali: i pedoni saranno responsabili delle proprie azioni
19 ottobre 2026

Una delle novità inserite nel testo che modifica il Codice della Strada focalizza l'attenzione sulla più esposta delle categorie di utenti, ovvero i pedoni, con particolare riguardo alla più delicata e pericolosa delle operazioni che compiono, come l'attraversamento della carreggiata utilizzando le strisce pedonali.

Prima di approfondire l'argomento, è meglio fornire qualche numero: secondo i dati più aggiornati ad oggi disponibili e che sono monitorati dall’Osservatorio Pedoni Asaps Sapidata, in Italia nell'anno in corso si registra un preoccupante +10% di pedoni investiti e morti in strada: parliamo di oltre trecento vittime, magari travolte da un’auto finita fuori carreggiata mentre camminavano sul marciapiede o mentre attraversavo correttamente sulle strisce pedonali, per colpa di veicoli che procedevano a velocità eccessive rispetto a quanto indicato dalle disposizioni vigenti.

E quasi non ci sarebbe bisogno di ricordare quanto accade in altri contesti europei, dove la sola presenza di un pedone in prossimità delle strisce porta in automatico i conducenti di auto e moto a frenare per cedergli il passo; qui in Italia la concezione culturale è purtroppo ben diversa e l'utente debole è nella maggioranza dei casi ritenuto per questa ragione inferiore a prescindere e quindi senza avere diritti da accampare.

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Una conferma indiretta di questa condizione arriva leggendo la modifica inserita nel Codice della Strada, che prevede che prima di impegnare le strisce, chi cammina dovrà fermarsi e verificare che i conducenti dei veicoli in arrivo lo abbiano visto e siano pronti a lasciarlo passare; tocca quindi al pedone l'onere di accertarsi che esistano tutte le condizioni di sicurezza necessarie per raggiungere l'altro lato della strada; inoltre, durante l'attraversamento, lo stesso pedone dovrà evitare movimenti improvvisi e cambi di direzione, a meno che non siano necessari.

Nel dettaglio, le nuove norme prescrivono che “I pedoni adeguano la circolazione su strada […] evitando […] comportamenti idonei ad alterare le condizioni ordinarie della circolazione, al fine di evitare l’esposizione individuale al rischio e prevenire sinistri. Nell’orientare i propri comportamenti ai principi di adeguatezza della condotta di cui al primo periodo, i pedoni considerano in particolare i fattori situazionali di cui al comma 2, primo periodo”.

Tradotto dal parlar "politichese", prima di fare un passo fuori casa o di attraversare la strada, un pedone, sia egli un bambino di 10 anni o un anziano di 80, una persona a mobilità ridotta o magari disabile, non deve semplicemente guardare a destra e a sinistra per verificare che la strada sia libera; ora dovrà produrre una valutazione quasi ingegneristica del rischio e analizzare i "fattori situazionali" per non disturbare con il suo desiderio di attraversare la strada il libero transito agli altri veicoli.
Ancora, il nuovo Codice prevede per i pedoni anche l’obbligo di indossare un giubbotto, bretelle retroriflettenti o dispositivi di segnalazione nel caso in cui camminino su strade esterne ai centri abitati di notte quando non ci sono sistemi di illuminazione pubblica, oltre a confermare norme già presenti, come  il divieto di attraversare in diagonale di rotonde, intersezioni e piazze al di fuori delle strisce pedonali

Le nuove norme funzioneranno?

Da umilissimi fruitori della strada, sia come utenti deboli che guidatori di veicoli, crediamo che voler imporre ai pedoni di "orientare i propri comportamenti ai principi di adeguatezza della condotta" e "considerare i fattori situazionali" si traduce non solo nell'inapplicabilità pratica della norma ma soprattutto, concetto ben più grave anche dal punto di vista giuridico ed assicurativo, nell'inversione della colpa, portando a colpevolizzare il pedone e riducendo al contempo la responsabilità di chi guida e provoca un sinistro.

Cosa accadrà al prossimo incidente, magari con esito mortale, quando sarà possibile contestare al pedone la colpa di non aver “adeguato la circolazione su strada” in modo da evitare l'incidente?

Ricordiamo che le norme presenti nel Codice della Strada dovrebbe essere redatte in modo chiaro e senza lasciare spazio ad interpretazioni: per esempio, che a semaforo rosso non si passa, che i pedoni devono circolare sul marciapiedi, che si circola in moto con indossando il casco.

Insomma, sembra di essere davanti all'ennesimo pasticcio, frutto di approssimazione ed approccio ideologico ad un tema molto delicato.

E voi cosa ne pensate?


 

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