Autostrada in moto: guanti e paraschiena diventano obbligatori?

Autostrada in moto: guanti e paraschiena diventano obbligatori?
Il nuovo Codice della Strada punta a rendere necessarie protezioni per mani e schiena su autostrade e tangenziali, per piloti e passeggeri. Restano da definire le caratteristiche tecniche, mentre l’Europa corre già
15 ottobre 2026

Per chi viaggia su due ruote, il casco omologato potrebbe presto non bastare più. Tra le novità legate alla riforma del Codice della Strada c’è l’obbligo di indossare protezioni adeguate per schiena e mani su autostrade e strade extraurbane principali, tangenziali e raccordi compresi. La regola riguarderebbe sia il conducente sia l’eventuale passeggero e nasce dalla volontà di ridurre la gravità delle lesioni in caso di scivolata o urto ad alta velocità, situazioni in cui colonna vertebrale e arti superiori sono tra le zone più esposte a danni permanenti.

Mancano però ancora i dettagli tecnici: il livello di protezione del paraschiena e i requisiti dei guanti dovranno essere fissati da un successivo provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Se il passeggero viaggiasse senza protezioni, a risponderne sarebbe anche chi guida. Sarebbero esclusi i veicoli a tre o quattro ruote con carrozzeria chiusa o cellula di sicurezza a prova di crash. Tra i motociclisti il dubbio più sentito riguarda i tragitti imprevisti: cosa succede a chi esce di casa senza programmare l’autostrada e poi vi si ritrova per una deviazione? Per ora la questione resta aperta.

Intanto l’Europa si muove. In Francia i guanti omologati CE sono obbligatori dal 2016 su qualsiasi due ruote a motore, con multa e decurtazione di punti. In Spagna l’obbligo dei guanti sulle strade extraurbane scatta dal 1° ottobre 2026. Il Belgio resta il più severo, con casco, guanti, giacca a maniche lunghe, pantaloni lunghi e calzature che coprano le caviglie.

Al di là dell’obbligo, però, il tema è soprattutto culturale. I dati ACI-Istat sul 2025 contano 802 motociclisti e 56 ciclomotoristi morti sulle strade italiane, con un indice di mortalità di 1,6 decessi ogni 100 incidenti, valore 2,5 volte superiore a quello delle auto. Le autostrade hanno registrato 258 vittime complessive, mentre le strade extraurbane restano le più pericolose in assoluto, con 1.401 morti. Nessuna protezione azzera il rischio, ma i numeri dicono che la differenza si sente. Lo studio STEP, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità insieme alla Polizia Stradale su 2.910 utenti di moto e scooter, ha rilevato che negli incidenti più gravi le lesioni alla colonna vertebrale scendono al 13,8% con un paraschiena ad alta efficacia, a guscio rigido o con airbag, contro il 18,1% di chi non indossava protezioni di questo tipo. Per le mani, i dati dello studio MAIDS rielaborati dall’ACEM indicano una riduzione delle lesioni del 95% con guanti pesanti e del 93% con quelli di tipo medio. Schiena e mani si proteggono prima di cadere, perché dopo è troppo tardi.

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