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Importanti aggiornamenti al Codice della Strada in Spagna, diventati operativi dall'inizio di ottobre: puntando a garantire maggiore sicurezza soprattutto a favore degli utenti considerati a giusta ragione più esposti al rischio, le modifiche al Regolamento generale della circolazione (così si definisce il locale Codice stradale) volute dal governo, riguardano soprattutto chi si muove su due ruote, quindi ciclisti, motociclisti e conducenti di monopattini, cui si aggiungono ovviamente anche i pedoni.
Intanto, per la prima volta nel testo compare la definizione ufficiale di utente vulnerabile, identificandolo come colui che rischia lesioni più gravi in caso di incidente a causa del veicolo che usa o della sua età.
Grande attenzione, ovviamente, è stata riservata alle biciclette, sia con norme riguardanti il loro uso in città che nei percorsi extraurbani, prevedendo obblighi molto chiari e dettagliati nei confronti degli automobilisti.
Sulle arterie extraurbane è ora previsto l'obbligo per chi guida un mezzo a motore, in fase di sorpasso di un ciclista, di ridurre la velocità di almeno 20 km/h rispetto al limite in vigore in quel tratto, mentre nel caso di strada a più corsie per senso di marcia arriva l’obbligo di cambiarla e di rispettare in ogni caso la distanza di 1,5 metri dal veicolo superato.
Una norma, quest'ultima, presente anche in Italia (la prescrive l'art. 148, comma 9-bis del nostro Codice) ma spesso bellamente ignorata: alzi la mano chi non si è mai trovato nella situazione di vedersi superato a pochi centimetri da auto e furgoni, con tutte le conseguenze in termini di rischio ed apprensione che ne conseguono.
Infatti, come ben sa chi va in bici (e moltissimi di questi sono anche motociclisti), la sensazione di disagio provocata da un veicolo che passa troppo vicino è tra le peggiori che si possano provare: anche senza un contatto fisico possono verificarsi situazioni pericolose, a causa dello spostamento d’aria generato dai veicoli, con possibile perdita di equilibrio o di potenziali contatti a causa di manovre improvvise per evitare ostacoli o di reazioni istintive da arte del ciclista.
Passando all'ambito urbano, in Spagna ora è previsto che per evitare le dinamiche più comuni che sono alla base degli incidenti, queste potranno muoversi al centro della carreggiata per essere più visibili, evitando così le insidie di portiere che si aprono e di manovre di parcheggio distratte, mentre i veicoli a motore che seguono la bicicletta sono ora a rispettare una distanza di sicurezza di almeno cinque metri.
C'è la speranza che queste norme, pensate soprattutto per tutelare i ciclisti, abbiano effetti positivi a cascata anche per tutti gli altri utilizzatori della strada con le due ruote: maggior rispetto per i motociclisti e gli scooteristi in ambito urbano e non solo, più attenzione da parte degli automobilisti nelle manovre a maggior valenza di rischio, una coesistenza insomma meno ansiogena da parte di tutti.
Infine, da segnale che il Regolamento generale della circolazione introduce anche norme relativa alla sicurezza a carico di chi pedala: dall'obbligo di casco per tutti sulle strade extra-urbane e solo per i rider in città, i quali dovranno anche tassativamente indossare un gilet riflettente.