Bimota KB399: l'essenza del marchio riminese in formato compatto

Con il quattro cilindri 400 da 80 CV della Kawasaki ZX-4RR e la cura artigianale che la contraddistingue, Bimota svela la sua sportiva compatta. Disponibile anche in versione ES con carbonio asciutto e sospensioni Öhlins
18 marzo 2026

Saranno state forse le vertigini del podio nel Mondiale Superbike, ma in Bimota hanno pensato bene di festeggiare nel modo migliore: presentando a sorpresa una novità certamente molto gradita agli appassionati non solo del marchio riminese ma delle supersportive in generale. Signore e signori, ecco la KB399, sorellina minore e tutto pepe dell'ammiraglia KB998. Il concetto dichiarato è quello di un "espresso di Bimota": tutta la filosofia del marchio, concentrata in 399 cm³ e in dimensioni compatte.

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Kawasaki ZX-4RR come punto di partenza

Chiaramente la KB399 non nasce da zero ma ha la fortuna di derivare da un modello che ha già riscosso notevole interesse. I tecnici Bimota sono partiti infatti dalla Kawasaki ZX-4RR, moto già apprezzata per il suo quattro cilindri frizzante e per il comportamento stradale sportivo, e l'hanno rilavorata con la sensibilità maturata nel cuore della Motor Valley. Una cura Bimota insomma. Il quadricilindrico sprigiona 58,7 kW (80 CV) di potenza massima come sulla versione giapponese ma guadagna una veste del tutto nuova, sia estetica che ciclistica.

Le carene sviluppate internamente da Bimota integrano appendici aerodinamiche e si armonizzano con elementi ricavati dal pieno, tra cui le piastre di sterzo e il tappo del cannotto dedicato. Il design porta la firma dello stesso progettista della KB998 Rimini, a garanzia di un linguaggio stilistico riconoscibile e coerente. A partire dalla colorazione. La KB399 si presenta nella storica livrea nera, rossa e bianca con l'inconfondibile telaio rosso che da sempre identifica Bimota. Non un dettaglio decorativo, ma un elemento strutturale che diventa firma estetica e che non smette di piacerci.

Ciclistica da sportiva vera

Sono due le versioni approntate: standard ed ES. Sul fronte sospensioni, la versione standard monta una forcella Showa SFF-BP da 41 mm abbinata al monoammortizzatore Showa BFRC lite. La frenata è affidata a pinze Brembo Stylema ad attacco radiale, mentre lo scarico è firmato Akrapovič, realizzato su misura per questa applicazione.

La dotazione elettronica è completa: Traction Control a 3 livelli, selezione delle modalità di potenza, Integrated Riding Modes e Quickshifter di serie. Un pacchetto che non lascia nulla al caso, coerente con il posizionamento premium del marchio.

Versione ES: per chi vuole ancora di più

Chi proprio non si accontenta può optare per la KB399 ES (Edizione Speciale). Qui il livello si alza: carene in fibra di carbonio "asciutta" (Dry Carbon Fiber), semimanubri dedicati, leve del cambio e del freno e pedane regolabili in alluminio lavorate dal pieno. Il monoammortizzatore posteriore diventa un pregiato Öhlins STX46.

Pierluigi Marconi, COO di Bimota, in sella alla nuova KB399 ES
Pierluigi Marconi, COO di Bimota, in sella alla nuova KB399 ES

Pierluigi Marconi, COO di Bimota, ha sintetizzato così l'obiettivo del progetto: "Con la KB399 vogliamo offrire un'esperienza di guida esclusiva, autenticamente Bimota, non solo ai nostri appassionati di sempre ma anche a un nuovo pubblico che sta iniziando a scoprire la cura artigianale che mettiamo in ogni nostra creazione."

In sostanza: la KB399 non è una moto entry-level nel senso più canonico del termine, ma lo è pensando ad una gamma come quella di Bimota. Sicuramente può rappresentare una porta d'accesso a un universo fatto di dettagli, materiali e filosofia costruttiva che in Bimota non si mette mai in discussione, nemmeno su una 400. E siamo certi farà gola per chi sogna una supersportiva ma non ha bisogno di superpotenze. Non sono stati comunicati al momento disponibilità e prezzi.