Novità

Bimota KB4: test di frenata

- Lo sviluppo della nuova sportiva vicino alla fase finale

Si avvicina alla produzione di serie anche la Bimota KB4, la sportiva dal look retrò che si inserisce in tutta una nuova tendenza di cui la miglior esponente è senza dubbio la MV Agusta Superveloce. Ne sappiamo già qualcosa grazie alle indiscrezioni della scorsa primavera, confermate poi dalle foto scattate presso un'area di servizio qualche giorno dopo.

A quanto ne sappiamo, la KB4 sarà spinta dal quattro cilindri in linea da 1.043 cc attualmente utilizzato su Versys 1000, Z1000 e Ninja 1000SX, presumibilmente nella versione più sportiva capace di 140 cavalli. La moto, a quanto pare, sarà anche dotata di sospensioni semiattive Öhlins che segnerebbero una controtendenza per la Casa di Akashi (proprietaria di Bimota per il 49,9%) ultimamente legata a filo doppio a Showa, con cui ha dotato la nuova Versys SE delle inedite unità Skyhook.

Non abbiamo ancora, naturalmente, un orizzonte temporale per il debutto su strada della Bimota KB4 - come nel caso della sorella Tesi H2, il Covid ha complicato non poco i piani di sviluppo - ma il test di frenata ripreso nel video apparso sulla pagina ufficiale della Casa di Rimini lascia intendere come i collaudi siano alle fasi finali. Dita incrociate per la primavera...

  • mario.bianchi1055, Verbania (VB)

    Bimota deve aggiornarsi alle nuove tecnologie. Realizzare una motocicletta sportiva con parti ricavate da lavorazioni dal pieno è oggi anacronistico.

    Per aumentare resistenza, leggerezza e perfezione della lavorazione c’è una sola strada: la manifattura additiva.

    Questa tecnologia innovativa è un esempio della rivoluzione digitale applicata alle strutture per produrre veicoli leggeri e resistenti.

    Un’applicazione paradigmatica della stampa in 3D è a Los Angeles nella Silicon Valley, protagonista è la startup Divergent 3D fondata da Kevin Czinger che ha ideato e brevettato un sistema di produzione di veicoli basata sulle tecnologie digitali della stampa additiva in metallo 3D, meno costosa dei metodi di produzione tradizionali, più leggero e resistente, oltre ad essere meno impattante per l'ambiente.

    Czinger non si è fermato all’auto, ha realizzato anche “Dagger” una motocicletta dotata di un complesso telaio stampato in 3D a struttura intrecciata, leggerissimo e resistente che dimostra, secondo Czinger, come Divergent 3D può fare molto di più che produrre le parti e il telaio di un’automobile.

    Ad eccezione del motore Kawasaki, tutte le parti principali della “Dagger” sono state stampate in 3D. Il telaio, il forcellone e il serbatoio sono stati creati utilizzando la produzione additiva. La fibra di carbonio e le parti in metallo sono create utilizzando le stampanti 3D, senza gli scarti delle tecniche tradizionali di fusione o lavorazione dal pieno dei componenti, secondo un disegno difficilmente realizzabile con le tradizionali tecnologie.

    Il processo può essere applicato praticamente a qualsiasi cosa. È una piattaforma che permetterà di progettare, produrre e assemblare una vasta gamma di veicoli.

    Una vera e propria rivoluzione digitale applicata alle due ruote.
  • Giabka200e, Cancello ed Arnone (CE)

    Nessuna controtendenza. La Kawasaki fornisce solo motori ed elettronica.
    La bimota utilizza per la ciclistica e la dotazione tecnica solo componenti e materiali di assoluta eccellenza, in questo caso Ohlins a controllo elettronico.
    La stessa nuova Tesi H2 impiega mono Ohlins ttx top di gamma con corpo addirittura, totalmente ricavato dal pieno.
Inserisci il tuo commento