Banda della microcar a Roma: cosa rischiano i due ragazzi reo confessi

Banda della microcar a Roma: cosa rischiano i due ragazzi reo confessi
Le aggressioni in strada prefigurano l'accusa di tentato omicidio, anche per la gravità delle condizioni in cui versa l'attore Davide Iacopini
15 ottobre 2026

Il caso ha fatto scalpore e sconvolto l'opionione pubblica, sia per la gravità degli atti compiuti che per le motivazioni addotte dai giovanissimi autori delle azioni: le aggressioni in microcar compiute a Roma, con le veloci indagini svolte dalla Polizia per individuare i responsabili, si traducono ora in pesanti accuse nei confronti dei due minorenni accusati anche di tentato omicidio, incriminazione che potrebbe portare anche al carcere.

I due giovani di 16 e 17 anni hanno confessato una serie di violente aggressioni compiute a bordo di una microcar, circostanza che comporta oltre alla contestazione del tentato omicidio ipotizzato per l’episodio più grave, anche quella di lesioni personali con eventuali aggravanti per ogni vittima coinvolta.

Va ricordato intanto che la responsabilità penale coinvolge anche per chi non ha materialmente colpito la vittima: nei casi contestati, chi contribuisce consapevolmente alla realizzazione dell’aggressione può risponderne, pur non avendo colpito direttamente la vittima; si parla di concorso morale, derivante dall’aver guidato la vettura e contribuito all'ideazione del piano criminoso, oltre all'aggravante possibile dei futili motivi, nel caso fosse confermato che le aggressioni siano avvenute “per noia”, come sembrerebbe abbia ammesso uno dei ragazzi. 
 

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La decisione spetta alla Procura, che potrebbe chiedere misure cautelari verso i due ragazzi: è vero che il sistema minorile prevede strumenti alternativi alla detenzione negli istituti di pena minorile, come il collocamento in comunità o la permanenza domiciliare, ma la scelta dipende dalla gravità delle condotte, dalle esigenze cautelari e dalla situazione individuale dei soggetti incriminati, oltre che dal loro comportamento e consapevolezza di quanto hanno commesso.

L'obiettivo non è solo quello di punire, quanto piuttosto evitare che un individuo anche in formazione, sia allontanato dalla società senza reale possibilità di recupero; per questo si adotta spesso lo  strumento della messa alla prova, che prevede un percorso educativo, con il supporto dei servizi competenti e attività riparative nei confronti delle vittime; quando il percorso si conclude positivamente, il reato viene dichiarato estinto.

In attesa di conoscere le decisioni della Procura, restano gravi le condizioni di Davide Iacopini, l’attore colpito il 5 ottobre con un calcio sferrato da uno dei due minorenni mentre era in monopattino nel quartiere Monteverde, ancora ricoverato in terapia intensiva al San Camillo di Roma e sottoposto a un secondo intervento neurochirurgico che per fortuna sarebbe perfettamente riuscito, come reso noto dall’ospedale. 

La prognosi resta al momento riservata ed è prematura qualunque ipotesi sui danni cerebrali riportati in seguito all'urto contro una vettura che ha determinato un esteso trauma cranico riportato nel violento impatto.

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