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Il prossimo dieci marzo si svolgerà la prima udienza del processo riguardante l'incidente mortale di Riccardo Lamma, avvenuto il 7 aprile 2022 su corso Francia, una delle arterie a maggior rischio di tutta Roma.
È quanto disposto dal Cup, che ha disposto il rinvio a giudizio quattro imputati, due dirigenti comunali e di due responsabili di società private appaltatrici dei lavori stradali, cui vengono contestate le accuse di omicidio stradale in cooperazione colposa relativa al decesso del diciannovenne morto in seguito alla caduta dalla sua moto a Roma, avvenuta di prossimità di un dosso sull'asfalto creatosi in conseguenza di un rattoppo provvisorio del manto a seguito di un intervento di manutenzione.
La ricostruzione della dinamica dell'incidente compiuta dai pm ha accertato che il veicolo viaggiava ad una velocità di circa 75 km/h (quindi oltre il limite consentito su qual tratto stradale) prima del fatale impatto contro lo spartitraffico; il giudice monocratico di piazzale Clodio dovrà valutare quanto abbiano determinato l'evento mortale sia la corretta esecuzione degli interventi che la successiva rimozione delle transenne delimitanti i lavori in corso, azione che sarebbe stata compiuta malgrado la presenza di pericolose irregolarità del manto stradale.
Secondo i legali della famiglia, Leonardo avrebbe perso il controllo della moto in conseguenza dell'impatto sul dosso; una dinamica sulla quale si sono interrogati, nell'arco dei quattro anni di inchiesta durante i quali sono state per tre volte respinte le richieste di archiviazione del caso anche con un decisivo passaggio in Cassazione, gli inquirenti, che hanno concentrato la loro attenzione proprio sulla corretta esecuzione dei lavori stradali, adombrando il sospetto - da sempre sostenuto dalla famiglia del ragazzo - che la rimozione del cantiere sia stata prematura rispetto all'effettiva messa in sicurezza del tratto di strada interessato dai lavori.
Un'ipotesi sulla quale ora si apre un delicato percorso giudiziario, chiamato a fare definitiva chiarezza su una vicenda che ha molto turbato l'opinione pubblica, e non solo romana.