Autovelox: ecco la mappa degli apparecchi spenti in tutta Italia

Autovelox: ecco la mappa degli apparecchi spenti in tutta Italia
L’entrata in vigore del nuovo decreto del MIT mette fine a un vuoto normativo durato 34 anni, imponendo lo spegnimento immediato di oltre 850 dispositivi non conformi. Lombardia e Piemonte registrano i tagli più pesanti, mentre Basilicata e Molise si salvano. Scopriamo tutti i dati della mappa regione per regione e come verificare se la multa ricevuta è valida
22 luglio 2026

Dallo scorso 12 luglio 2026, le strade italiane stanno vivendo una vera e propria rivoluzione silenziosa che tocca da vicino automobilisti e noi motociclisti. Con l'entrata in vigore del tanto atteso decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), è scattato lo spegnimento immediato di oltre 850 autovelox non in regola su tutto il territorio nazionale. Questo drastico provvedimento, giunto per colmare un vuoto normativo durato ben 34 anni e accelerato dalle recenti pronunce della Corte di Cassazione, ridefinisce completamente i confini dei controlli di velocità in Italia. Al momento, rimangono attivi circa 3.150 dispositivi regolarmente omologati, lasciando però nell'ombra del dubbio la validità giuridica di centinaia di migliaia di sanzioni comminate negli ultimi mesi.

Autovelox, nuovo decreto in vigore: cosa fare se arriva una multa e come verificare se è valida
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Il ministero firma il decreto sugli autovelox: regole uniche per omologazione e controlli

Il nuovo provvedimento ministeriale mette finalmente un punto fermo a una diatriba giuridica che si trascinava dal lontano 1992, anno di nascita dell'attuale Codice della Strada. Fino ad oggi, infatti, la fondamentale differenza tra "approvazione" (un benestare formale del ministero sul funzionamento di massima dello strumento) e "omologazione" (la certificazione tecnica della sua precisione e conformità metrologica) era rimasta in un limbo interpretativo abusato da molte amministrazioni locali. La svolta decisiva è arrivata con la storica ordinanza della Corte di Cassazione, che ha sancito l'assoluta illegittimità delle sanzioni registrate da apparecchi sprovvisti di un'omologazione formale. Questo decreto ministeriale recepisce la sentenza e stabilisce che, senza il sigillo tecnico di omologazione, le rilevazioni non hanno più alcun valore legale.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha voluto sottolineare la ratio del provvedimento con parole inequivocabili: "Se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza sulle nostre strade con misure chiare e severe, dall'altro i dispositivi di controllo non possono e non devono trasformarsi in uno strumento poco trasparente utilizzato dai Comuni unicamente per fare cassa alle spalle dei cittadini e dei guidatori". Una presa di posizione forte, che punta a ridare trasparenza a un sistema troppo spesso percepito come vessatorio.

La mappa degli spegnimenti

Analizzando i dati ufficiali forniti dal MIT al momento della pubblicazione del decreto, emerge un’Italia profondamente spaccata tra aree caratterizzate da una massiccia disattivazione degli "occhi elettronici" e territori in cui la quasi totalità dei dispositivi risulta già conforme. La Lombardia si attesta come la regione con il taglio più drastico: sono ben 144 i dispositivi spenti su un totale di 557 installati sul territorio. Subito dietro troviamo il Piemonte, che vede spegnersi ben 131 postazioni su 412 totali. Di contro, piccoli territori come la Basilicata e il Molise si salvano completamente, non avendo registrato alcuno spegnimento grazie a una flotta di autovelox già interamente omologata. Anche il Veneto e l'Emilia-Romagna pagano un tributo pesantissimo alla nuova riforma, dovendo rinunciare rispettivamente a 84 e 94 autovelox, ridisegnando una geografia dei controlli che costringerà i Comuni a riconsiderare in fretta i propri piani di pattugliamento stradale.

Di seguito riportiamo la mappa dettagliata e ufficiale, suddivisa regione per regione, basata sui primi 712 dispositivi bloccati censiti ufficialmente dal Ministero:

Regione / Provincia Autonoma Autovelox Omologati (Attivi)      Autovelox Spenti (Disattivati)       Totale Dispositivi Censiti
Abruzzo 85 12 97
Basilicata 14 0 14
Bolzano (Provincia Autonoma)                  41 18 59
Calabria 52 4 56
Campania 55 7 62
Emilia-Romagna 338 94 432
Friuli-Venezia Giulia 66 47 113
Lazio 160 34 194
Liguria 129 16 145
Lombardia 413 144 557
Marche 76 15 91
Molise 18 0 18
Piemonte 281 131 412
Puglia 53 7 60
Toscana 232 69 301
Trento (Provincia Autonoma) 28 9 37
Sardegna 25 6 31
Sicilia 71 8 79
Umbria 63 3 66
Valle d'Aosta 12 4 16
Veneto 380 84 464
TOTALE ITALIA 2.592 712 3.304
Il ministero firma il decreto sugli autovelox: regole uniche per omologazione e controlli

Come verificare se la multa ricevuta è valida

La domanda sorge spontanea: come fare a capire se una multa ricevuta di recente sia legittima o legalmente impugnabile? Il Ministero ha annunciato l'imminente rilascio di un portale di consultazione pubblica nel quale sarà possibile verificare lo stato di omologazione di ogni singolo dispositivo inserendo il Comune o il codice identificativo riportato sul verbale. Se l'apparecchio non dovesse figurare in questa anagrafe ufficiale, la sanzione risulterà formalmente nulla e potrà essere contestata davanti al Giudice di Pace (entro 30 giorni dalla notifica) o al Prefetto (entro 60 giorni). È importante ricordare, tuttavia, che i modelli più diffusi e tecnologicamente aggiornati — come la celebre Serie Autovelox 106 o i sistemi Tutor operanti sulle reti autostradali — rimangono perfettamente operativi e conformi ai requisiti di legge.

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