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Chi possiede uno scooter o una moto in Italia sa bene che il momento del rinnovo assicurativo è ormai diventato un appuntamento temuto quasi quanto quello col commercialista. Nel 2026 la situazione non è migliorata: i premi RC per le due ruote restano a livelli proibitivi, con punte che scoraggiano i nuovi acquirenti e, in alcuni casi, spingono gli utenti a rinunciare al mezzo. A rendere il quadro ancora più paradossale, una stortura tutta italiana: assicurare uno scooter elettrico costa più che assicurarne uno a benzina.
Partiamo dai fatti. A Milano, per assicurare uno scooter elettrico equiparato a un 125 cc, in classe 1 di bonus-malus — cioè la più conveniente — le polizze online oscillano tra circa 300 e oltre 800 euro l'anno. Cifre già non banali, che però diventano insostenibili nel caso di guida libera, ovvero quando in sella può salirci anche un sedicenne. In quel caso, per lo stesso veicolo, si parte da un minimo di 1.000 euro annui, si supera facilmente quota 2.500 e si arriva in alcuni casi a 3.200 euro, con massimali appena al limite di legge. E questo senza considerare le regioni ad alto rischio, dove i premi subiscono ulteriori rincari.
Un altro elemento che merita attenzione riguarda i comparatori online, strumenti in teoria pensati per aiutare il consumatore a trovare l'offerta migliore. Stando alle verifiche effettuate sui due principali portali di confronto, per la stessa polizza RC offerta dalla medesima compagnia o broker il prezzo può variare fino al 70% a seconda del canale utilizzato. Una differenza difficile da spiegare, che trasforma la ricerca della copertura migliore in un percorso a ostacoli.
Il dato più difficile da digerire, però, riguarda gli scooter elettrici. La logica vorrebbe che un mezzo con meno componenti meccanici, minore complessità costruttiva e (nell'assurdo ideale) "sostenibile", costasse meno da assicurare.
Invece accade il contrario: la polizza RC per un elettrico è mediamente più cara rispetto a quella per un 125 cc termico equivalente. Alcuni operatori giustificano questo scarto con i presunti maggiori costi di riparazione in caso di sinistro, ma l'argomento regge poco: si parla di assicurazione contro terzi, non di una polizza kasko. Il danno al veicolo del conducente, in questo caso, non c'entra.
Il risultato è che proprio nel momento in cui l'industria spinge sull'acceleratore della transizione elettrica, il sistema assicurativo applica un freno inatteso e controproducente.
Se il costo complessivo della polizza spaventa, la tentazione di diluire la spesa con pagamenti mensili è comprensibile. Ma anche qui si nascondono insidie: alcuni broker applicano tassi di interesse per la rateizzazione che raggiungono il 25% su base annua. Numeri ben al di sopra di qualsiasi soglia di sostenibilità per un prodotto che dovrebbe essere accessibile.
Il disagio non è percepito solo dai singoli motociclisti. ANCMA, l'Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori, ha messo nero su bianco la sua posizione sul Sole 24 Ore:
"Le due ruote, elettriche e con motore endotermico, rappresentano già una risposta concreta alle esigenze di mobilità efficiente e sostenibile del Paese, ma scontano anche barriere che ne frenano la diffusione e che, come ANCMA, ci impegniamo a rimuovere. Tra queste, il costo assicurativo pesa in modo significativo sui cittadini.
Ad esempio, meccanismo CARD, introdotto nel 2007 con l’obiettivo di velocizzare i risarcimenti, ha generato per i motociclisti un incremento dei premi. Crediamo sia necessario riaprire un confronto anche con la politica per rendere il sistema più equo e coerente con gli obiettivi di mobilità sostenibile”