Caschi

Arai Profile-V: l’entry level si rinnova

- Il sostituto dell’Axces cambia profondamente, mutuando le soluzioni dei top di gamma. In arrivo da aprile
Arai Profile-V: l’entry level si rinnova

Vi abbiamo già parlato dell’Arai Profile-V in occasione del suo debutto pubblico, ad EICMA. Ma BER Racing Europe, in occasione dell’arrivo dei primi esemplari qui in Italia, ci ha voluto invitare a provare in prima persona il suo nuovo modello d’accesso, rinnovato con le soluzioni in termini di calotta, meccanismo apertura visiera e materiali che avevano debuttato ormai quattro anni fa sull’RX-7V. Soluzioni che si vanno ad unire a quelle che da sempre contraddistinguono la filosofia costruttiva di Arai in termini di rigidità della calotta esterna (realizzata in superfibra piuttosto che in carbonio, riservato alla Formula 1 dove è obbligatorio per regolamento, e alle edizioni limitatissime dell’RX-7) e del polistirene interno monopezzo a densità differenziata.

Com'è fatto

Il Profile-V è un casco d’accesso alla gamma Arai non solamente per questioni di prezzo, ma anche per versatilità nella calzata, per diversi motivi più accogliente e meno costrittiva rispetto a quella che tradizionalmente contraddistingue i caschi della Casa di Ômiya. Un casco pensato quindi per avvicinare il cliente più casual, eliminando alcune delle barriere d’ingresso fra quelle che hanno generato lo stereotipo della “testa da Arai”.

La calotta esterna del Profile-V è stata infatti pensata con una parte bassa, nella zona mentoniera, decisamente più accogliente – allargata e allungata di 5 millimetri – e la soluzione dell’Hyper Ridge, ovvero di un’apertura inferiore un po’ più a campana del solito. Si eliminano così la pressione sul volto da vincere in fase di calzata, ma anche e soprattutto la sensazione di costrizione sul mento per chi abbia la mascella un po’ più sviluppata della media, ottenendo un casco più comodo, anche se naturalmente meno aderente e avvolgente rispetto ai modelli Arai più sportivi.

Sensazione a cui contribuiscono gli interni FCS (Facial Contour System) che interpongono una zona elastica fra guanciale e calotta interna determinando un guanciale più aderente alla mascella del pilota senza però effettuare pressione, aumentando il comfort e rendendo più agevole la calzata.

Restando in tema interni, sul Profile-V sono tutti rimovibili, con la notevole eccezione della zona apicale, che rimane fisso per una maggior comodità a casco indossato. Si staccano invece – appunto – la fascia che circonda il cranio ad altezza fronte e nuca, e i guanciali: le parti più esposte alla sudorazione, e soprattutto quelle che si possono utilizzare variando gli spessori per una taratura fine della calzata sulla forma del cranio.

Inoltre, sempre per migliorare la comodità riducendo i punti di rigidità sulla calotta, il sistema di fissaggio della fascia passa dagli automatici in plastica al velcro.

Calotta VAS

Il Profile-V completa il processo di transizione della gamma Arai verso la tecnologia VAS, soluzione che permette alla visiera di ruotare scorrendo anche verso l’esterno nel movimento d’apertura, rendendo possibile l’abbassamento del taglio della visiera e quindi la creazione di una calotta più tonda e liscia nella zona superiore, ovvero quella in cui si verificano la maggior parte degli impatti; inoltre, il sistema di sblocco e rimozione della visiera è diventato molto più rapido ed intuitivo.

La calotta è realizzata in superfibra PB e-clcPeripherally Belted “e” Complex Laminate Construction), con un sistema di ventilazione particolarmente curato che lo avvicina molto ai caschi di gamma più elevata. L’aria viene aspirata attraverso due prese superiori, le due classiche Brow Vent sulla visiera e la presa centrale sulla mentoniera. Ben sei gli estrattori: tre sempre aperti (per sfruttare l’effetto camino che, anche da fermi, fa uscire l’umidità dall’interno) sulla zona alta del casco, uno sul lato inferiore della zona posteriore del casco, e due sui lati, dotati di spugnetta per impedire il rientro di sporco e smog.

In zona mentoniera, infine, è presente uno spoiler che riduce in maniera sensibile la rumorosità, e la visiera – che ora è finalmente la stessa per tutta la gamma integrale – è dotabile di Pro Shade System e di Pinlock Max Vision, proposti come optional.

Come va

La presentazione è stata anche l’occasione per una rapida presa di contatto con il nuovo Profile-V. La calzata appare immediatamente più semplice e “neutra” rispetto a quella tipica di Arai; per una volta non ho espresso richieste in tema di personalizzazione, anche se, come per tutto il resto della gamma, rimane comunque possibile variare guanciali e fascia frontale per regolarizzare la calzata. La sensazione è quella di un casco molto meno costrittivo in zona guance, e con molto più spazio in zona bocca e mento.

Come tutti gli Arai, la calzata è naturale, e il peso (ridotto di 80 grammi rispetto all’Axces-3) sembra ridursi nettamente una volta indossato, visto il baricentro basso. La membrana spoiler sul mento è meno intrusiva in fase di calzata, rispetto a quanto avviene con il QV-Pro.

Ferma restando la necessità di prendere la mano alle operazioni di apertura e chiusura visiera (con il fermino laterale che blocca, mette in fessura o sblocca) il movimento diventa rapidamente naturale. Il visierino parasole PSS… divide: c’è chi lo ama e chi lo odia. A chi scrive piace molto, perché non causa sacrifici in termini di sicurezza né compromessi nell’imbottitura della zona frontale, ma le obiezioni sollevate hanno ovviamente diritto di cittadinanza.

Tornando al caso specifico del Profile-V, la ventilazione è efficace già dai 50 all’ora, anche se evidentemente non con la portata d’aria dei top di gamma o delle proposte più sportive. La stabilità è al di sopra di critiche, come anche la possibilità di indossarlo con gli occhiali, che si infilano e sfilano con facilità. Non possiamo invece commentare la stabilità, perché il nostro test si è svolto in una giornata che definire ventosa sarebbe riduttivo…

In generale, quello che colpisce del Profile-V è la sua natura di Entry Level che però, un po’ come avviene con le utilitarie dei marchi automobilistici più prestigiosi, finisce per offrire una qualità percepita superiore allo stesso livello della concorrenza, andando a posizionarsi molto più vicino a certi top che non ai modelli di accesso di gamma.

Il Profile-V arriverà ad aprile (per i colori White, Frost Black e le grafiche Tube e Copy) e a maggio (per i colori Gun Metallic Frost, Black e le grafiche Bend) a prezzi che partono da 479 euro per le tinte unite lucide, 489 per quelle opache e 589 per le grafiche.

  • Personal Jesus, Scorze' (VE)

    la qualità arai non la metto in discussione
    cmq i prezzi di tutti i modelli sono molto alti, anche perchè oltre ai costi di ricerca e sviluppo e di produzione ci sono quelli della sponsorizzazione dei piloti di svariati campionati (motogp, moto2, moto3, wsbk, ssp, mxgp, mx2, bsb, cev, all japan superbike, motoamerica, trial, road races, enduro, rally ecc.)
    hjc a lorenzo dava un milione l'anno, e lui si lamentava della visiera che si appannava
  • Lucone680, Trento (TN)

    In un armadio ho il vecchio NR3, che tengo ancora un po' perchè affezionato e come casco di riserva la volta che devo portare qualcuno in giro e non ha il casco. L'avevo comprato nel 2000 e l'ho usato intensamente per almeno 4 anni, ma devo dire che gli interni a prima vista e anche calzandolo, sono rimasti gli stessi di allora. Un altro paio di caschi che ho avuto dopo 4-5 anni iniziavano a sbriciolarsi letteralmente, tanto che sotto il rivestimento avevo briciole e palline di polistirolo che andavano in giro.
    Un altro casco di altra marca jap,comunque costoso, l'ho dovuto cambiare alla fine della terza stagione perchè era diventato gigantesco, mi ballava in testa e quando andavo sopra una certa velocità tendeva a scalzarsi.
    E' vero che costano di più, ma la percezione di qualità è davvero sopra gli altri di due spanne.
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