All'asta la Honda Fireblade di James May: il lato "veloce" di Captain Slow

All'asta la Honda Fireblade di James May: il lato "veloce" di Captain Slow
Messa all'asta di una delle moto appartenute al suo garage personale: una Honda CBR900RR Fireblade di prima generazione.
5 agosto 2026

Nell'immaginario collettivo, James May è il "Captain Slow" per eccellenza: il conduttore britannico riflessivo, pacato e dall'aria da bibliotecario che non sembra mai avere fretta di arrivare da nessuna parte. Chi conosce la storia del suo garage personale, però, sa bene che i suoi gusti a due ruote raccontano una storia del tutto diversa. A dimostrarlo c'è la recente messa all'asta di un pezzo pregiatissimo della sua collezione: una Honda CBR900RR Fireblade di prima generazione, la moto che nei primi anni '90 fece sembrare le maxi dell'epoca improvvisamente goffe e superate.

Nell'immaginario collettivo, James May è il "Captain Slow" per eccellenza: il conduttore britannico riflessivo, pacato e dall'aria da bibliotecario che non sembra mai avere fretta di arrivare da nessuna parte. Chi conosce la storia del suo garage personale, però, sa bene che i suoi gusti a due ruote raccontano una storia del tutto diversa. A dimostrarlo c'è la recente messa all'asta di un pezzo pregiatissimo della sua collezione: una Honda CBR900RR Fireblade di prima generazione, la moto che nei primi anni '90 fece sembrare le maxi dell'epoca improvvisamente goffe e superate.

L'esemplare in vendita ha tutte le carte in regola per stuzzicare i collezionisti e gli appassionati di guida. Con un'offerta che si aggira intorno ai 5.600 dollari, la cifra appare straordinariamente alettante per una prima serie targata e documentata con un passato illustre. Ma l'aspetto più affascinante è che non ci troviamo davanti alla classica "regina da salotto", rimasta per tre decenni sotto un telo in un garage a temperatura controllata. Con i suoi 22.000 chilometri percorsi (13.784 miglia) e qualche inevitabile segno del tempo, questa moto è stata usata esattamente come Honda intendeva, ed è pronta per tornare su strada senza l'ansia di rovinare una statuina da collezione al primo moscerino.

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Quando debuttò sul mercato europeo nel 1992, la Fireblade rappresentò un vero e proprio strappo con il passato. Il progetto firmato dall'ingegner Tadao Baba non puntava all'ennesima corsa ai cavalli, ma a un concetto del tutto nuovo: unire la spinta e le prestazioni di una maxi al peso e alla maneggevolezza di una media cilindrata.

Il risultato di questa filosofia fu devastante per la concorrenza. Spinta da un quattro cilindri in linea da 893 cc capace di erogare 124 cavalli e di spingerla fino a 257 km/h, la CBR900RR fermava la bilancia a soli 204 chili a pieno carico. In cifre reali, significava pesare appena quattro chili e mezzo più della contemporanea CBR600, ma ben 45 chili in meno rispetto a quasi tutte le "mille" dell'epoca. Una rivoluzione tecnica che ha ridefinito la categoria delle superbike stradali e a cui, evidentemente, nemmeno il mitico Captain Slow è riuscito a resistere.