Airbag: Autoliv lo fa "strano"

Airbag: Autoliv lo fa "strano"
Autoliv sta sviluppando un airbag che "avvolge" i motociclisti quando vengono sbalzati dalla moto.
19 giugno 2026

Se vi dicessimo il nome Autoliv, probabilmente a molti di voi non verrebbe in mente nulla legato al mondo delle due ruote. Eppure, se guidate un'auto, c’è ben più del 40% di possibilità che la vostra vita sia protetta dai suoi airbag o dalle sue cinture di sicurezza. Il colosso mondiale della sicurezza automobilistica ha deciso di fare sul serio anche con le moto: dopo aver collaborato con Yamaha per integrare quest'anno l'airbag frontale sul tre ruote Tricity 300, l'azienda ha depositato un brevetto che potrebbe cambiare la sicurezza urbana.

Parliamo di un airbag rimovibile "da manubrio" che, in caso di impatto violento, si gonfia, si sgancia dalla moto e rimane letteralmente attaccato al pilota per proteggerlo anche durante la scivolata o il volo sull'asfalto.

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L’idea alla base è tanto semplice sulla carta quanto complessa da ingegnerizzare. A differenza dei sistemi visti finora (come quello storico di Honda sulla Gold Wing, presente da ormai vent'anni), questo dispositivo non rimane ancorato al veicolo creando solo una barriera frontale.

Tutto il sistema (pallone ripiegato, centralina, sensori e bomboletta di gas) è racchiuso in un piccolo involucro tubolare posizionato in modo discreto sul manubrio, quando i sensori rilevano una decelerazione da impatto frontale, il generatore di gas pirotecnico fa gonfiare istantaneamente il cuscino.

Nello stesso millesimo di secondo in cui si attiva, la forza dell'esplosione controllata distrugge i punti di fissaggio che legano l'airbag al manubrio.
 L'airbag è sagomato in modo specifico per avvolgere la testa e il busto del pilota, passando sotto le ascelle e sopra le spalle come un "gilet istantaneo". In questo modo, se il conducente viene sbalzato via dalla sella, il cuscino d'aria vola via con lui, continuando a proteggerlo dagli impatti successivi contro il terreno o altri ostacoli.

Vedere applicata questa tecnologia su uno scooter da città nel brevetto non è affatto un caso. Gli scooter rappresentano una quota enorme del mercato globale delle due ruote e si muovono nel caotico traffico cittadino, dove il rischio di essere presi dentro da un'auto che taglia la strada è purtroppo all'ordine del giorno.

Inoltre, c'è un fattore psicologico ed economico determinante. Un sistema del genere ha un costo industriale relativamente contenuto, il che significa che non andrebbe a incidere drasticamente sul prezzo di listino dello scooter.

Una domanda ci sorge spontanea: ma se l'urto fosse laterale?