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AGV e Gino Amisano in mostra a Valenza

- Sessant’anni di storia patria attraverso tanti caschi, la storia della moto e della F1, l’innovazione, tanto lavoro e anche il successo. Da vedere | N. Cereghini
AGV e Gino Amisano in mostra a Valenza


Se passate dalle parti di Valenza da qui al 13 gennaio, fate un salto in centro: nel bellissimo Palazzo Valentino (sede dello spazio cultura e della biblioteca), l’amministrazione comunale del sindaco Sergio Cassano ha voluto allestire una mostra dedicata a Gino Amisano e alla sua AGV. Valenza ha una storia importante di imprenditoria manifatturiera, molto dinamica e capace di far conoscere nel mondo il made in Italy. La fabbrica dei caschi AGV, nata nel ’47 in un sottoscala e con un solo dipendente, è una di quelle.
 

Grandi pannelli fotografici che raccontano una storia lunga sessant’anni passando soprattutto attraverso i piloti: da Ago a Lauda, da Piquet a Simoncelli, da Peterson fino a Valentino. Ci sono i caschi originali, le tute, alcune moto importanti, e poi documenti e fotografie messi a disposizione dagli eredi e dalla Dainese, che nel 2007 ha rilevato l’AGV. Si scopre che Gino, e la moglie Luciana di fianco a lui, hanno vissuto una vita speciale tra la fabbrica, le moto, la F1, l’azienda vinicola e l’Alessandria calcio. Perché erano una coppia molto vivace, piena di interessi. C’è da vedere in particolare il casco di Ronnie Peterson, pilota di F1 che morì pochi giorni dopo l’incidente di Monza alla prima variante (1978), quello di Steve Baker nel mondiale 750 del ’77 con l’OW 31, il casco di Nelson Piquet campione dell’87; quest’ultimo è il famoso modello X-999, il primo con la calotta completamente in kevlar della Dupont, e che pesava soltanto 1250 grammi.


Il tipo X-3000 è invece quello di Marco Lucchinelli e anche di Angel Nieto, uno dei grandi che fin dal 1970 usò il casco di Gino Amisano. E particolarmente legato alla AGV era anche Kenny Roberts: proprio in collaborazione con il californiano nacque il primo casco integrale in fibre composite, il modello AG 100, qui con le famose grafiche del “marziano”. Poi trovate il KR 2000 che fu usato anche da Randy Mamola, speciale perché per la prima volta fu impiegata la fibra di vetro stampata. E infine il casco di Andrea de Cesaris, quello che nell’80 usava in F1 sull’Alfa con Giacomelli.


Tra le moto c’è l’AGV 125 che corse con il team Pileri e la prima Cagiva Mito 125 di Lusuardi, proprio quella che Rossi usò agli esordi in pista e con la quale a quindici anni vinse il titolo italiano SP ai danni di

La prima Cagiva Mito 125 di Lusuardi, proprio quella che Rossi usò agli esordi in pista e con la quale a quindici anni vinse il titolo italiano SP

Cruciani. E a poche decine di metri da Palazzo Valentino, nel negozio messo a disposizione da Pasquale Bruni in corso Garibaldi, potrete ammirare anche parte della collezione Armando Gilardi: dalla storica Morini di Giacomo Agostini all’Aprilia di Locatelli alla Cagiva di De Petri e tanti altri pezzi pregevoli. La mostra è curata da Riccardo Massola, ed è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19; chiusa però i lunedì, il 25 e il 26 dicembre, l’1 e il 6 gennaio. Ingresso libero.
 

  • ivanic, Valenza (AL)

    bravi!!!

    finalmente qualcosa di interessante a valenza!!!poi capisci con che moto correvano una volta....e onestamente non so come facevano!
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