125 in autostrada, l'apertura fa discutere. Ragioniamo sulle implicazioni

125 in autostrada, l'apertura fa discutere. Ragioniamo sulle implicazioni
Nicola Andreetto
Come in ogni questione, più o meno importante che sia, il popolo italiano tende a dividersi tra due tifoserie (almeno sul web). Porsi però delle domande è per noi d'obbligo: quali conseguenze dobbiamo aspettarci dall'apertura delle autostrade alle 125?
12 febbraio 2024

Sono tanti a festeggiare il primo storico successo dell'emendamento che vuole allargare l'uso della rete autostradale anche alle due ruote con cilindrata superiore ai 120 cc. In primis FMI e Confindustria ANCMA che da tanti anni - ma veramente tanti - si stanno spendendo per questa possibilità che ora finalmente sembrerebbe concretizzarsi. Il condizionale è ancora d'obbligo in quanto si attende che entri effettivamente in vigore, per ora è stato approvato "solo" in Commissione Trasporti che rappresentava comunque il primo più importante passo. A chi la celebra come una vittoria di diritto si oppone però chi è critico verso questa decisione. Per qualcuno non è il caso di estendere specialmente verso il basso in termini di cilindrata e potenza l'uso di tangenziali e autostrade, per altri semplicemente arriverebbe troppo tardi quando ormai le moto 125 non sono più quelle di una volta né per prestazioni né per presenza sul mercato. E proprio qui arriviamo alle due questioni più rilevanti: la diffusione e la sicurezza e, direi, non in quest'ordine d'importanza.

Aiuterà l'industria a vendere più 125?

Partiamo comunque dalla diffusione. Il mercato dell'ottavo di litro non è sicuramente quello di metà anni Novanta, è cambiato radicalmente per tipo di offerta di prodotto e ricezione del pubblico. Non dobbiamo però fare l'errore di prospettiva di considerarlo poco rilevante soltanto perché non ci sono più quelle moto superlative degli anni d'oro. Primo perché oggi ci sono più che mai tante moto validissime e con ottime prestazioni, dotate dei moderni sistemi di sicurezza e godibilissime anche un rider maturo, secondo perché ci sono molte più proposte con diversi stili e prezzi ed infine perché il grosso delle vendite di questa cilindrata la fanno gli scooter. Finora chi nei propri spostamenti quotidiani necessitava di percorrere tratti extraurbani che prevedevano ad esempio delle tangenziali era costretto ad acquistare almeno un 150 cc e ad avere di conseguenza una patente A. La differenza di prestazione tra un 150 ed un 125 c'è, ma non è poi così rilevante specie per chi magari non è interessato alle prestazioni e ai piaceri della guida ma utilizza le due ruote per praticità nel traffico. Non sono pochi coloro che all'idea di dover prendere una patente per moto rinunciano all'utilizzo delle due ruote e stanno sulle quattro incrementando il traffico oppure prendono i mezzi pubblici. Potenzialmente dunque avremo più persone che potrebbero decidere di spostarsi su uno scooter o su una moto. Per rispondere alla domanda " si venderanno più 125?" la risposta è dunque "probabilmente sì", ma il punto non è tanto questo quanto il fatto di consentire a chi ha acquistato un 125 di poterlo utilizzare anche sulle tangenziali al posto dell'auto. Piuttosto a tendere questo cambiamento potrebbe portare a erodere le vendite dei 150 perché a quel punto non avrebbero più un grosso vantaggio competitivo nei confronti dei 125 che invece possono essere guidati con la patente B e questo è un indubbio motivo di appeal soprattutto per i "non motociclisti".

Non solo 125, ci sono anche gli elettrici! Si abbassa il limite a 6 kW

È passata più in sordina però l'altra modifica introdotta nell'emendamento, quella che riguarda i motocicli elettrici. Finora avevano accesso all'autostrada quelli con una potenza a libretto (e quindi continua) di almeno 11 kW che per rientravano comunque tra mezzi guidabili con patente B. Questo generava una stortura, un nonsense normativo: elettrici con 11 kW ammessi, termici con 11 kW non ammessi. Era un nonsense normativo. Moto e scooter elettrici con questa potenza sono però pochi sul mercato. A memoria ci vengono in mente lo scooter Ray 7.7 e i modelli di Zero Motorcycles. Al di là di trattarsi di prodotti raffinati, va anche detto che le loro prestazioni specie in accelerazione sono superiori a quelle di un 125 termico e sono più vicine a quelle di un 250 ad essere sinceri. Possono viaggiare a 120-130 km/h e quindi sono consigliabili certamente a chi deve fare tangenziali e compagnia bella, ma la normativa andava ad escludere molti alti prodotti meno potenti ma anche più accessibili non tanto o non solo nell'acquisto quanto nelle capacità di guida necessarie. Ci sembra dunque corretto che il nuovo limite scenda a 6 kW in modo da uniformarsi con i termici come prestazioni ma soprattutto in modo di allargare la platea anche a quegli scooter che già ci sono sul mercato ed hanno una potenza di 6-7 o 8 kW. Sono modelli già apprezzati e che indubbiamente possono beneficiare di questa apertura perché a livello di accelerazione e velocità massima sono assimilabili appunto agli omologhi scooter 125 quattro tempi. Va detto, però, che in rari casi arrivano ai 130 km/h e le velocità massime stanno più sui 100 km/h. Si tratta perciò di un'apertura che va intesa più per le tangenziali e i tratti autostradali urbani. Ci sembra piuttosto improbabile che vedremo viaggiare per lunghi tratti in autostrada qualcuno con lo scooter 125 o elettrico da 6 kW, ma il fatto di poterlo fare gli consentirebbe di accorciare una distanza facendo giusto "un casello" e di evitare il traffico in certi punti sulla statale o provinciale.

125 in autostrada: ma sarà sicuro?

Il punto più importante come sempre riguarda la sicurezza. Nei commenti lo abbiamo visto più volte tirato in ballo per quel che concerne soprattutto la velocità massima. La maggior parte dei 125 e, come detto poc'anzi degli omologhi elettrici, non raggiungono i 130 km/h di punta. Il che significa che obiettivamente in autostrada saranno dei veicoli lenti che viaggeranno nella prima corsia alla velocità dei tir se non meno. Inutile far finta che non sia così: questo può creare delle situazioni di possibile pericolo nella convivenza proprio con i mezzi pesanti sia per gli autisti di tir sia per chi guida una moto o scooter leggero e che è già a manetta. Però dobbiamo anche essere realisti e constatare tre cose. La prima è che la differenza di prestazione con i 150 che attualmente possono già andare in autostrada, è minima e già questa dovrebbe chiudere il discorso: cosa facciamo alziamo il limite anziché abbassarlo? Non ha senso. La seconda riguarda il traffico: se l'autostrada è libera non ci sono grossi rischi qualora un mezzo pesante debba superare una moto. Se l'autostrada è trafficata... non ci sono comunque perché la velocità media diventa bassa e sarà meno probabile che quel sorpasso sia necessario. La seconda constatazione riguarda però ancora una volta quello che sarà il reale utilizzo di questi 125 che, ripetiamo, in modo assai improbabile vedremo percorrere centinaia di chilometri in autostrada ma che avranno semplicemente la possibilità di fare i tratti cittadini come le tangenziali con vantaggio per tutti in termini di decongestionamento. Riassumendo: i rischi potenziali ci sono, ma non sono diversi da quelli attuali.

In conclusione, siamo d'accordo?

Alla fine dei conti non possiamo che essere perciò d'accordo con questo accesso alla rete autostradale per 125 termici ed elettrici superiori ai 6 kW. Le motivazioni ci sembra di averle spiegate: più possibilità di usare lo scooter o la moto significano meno persone in coda in auto e - questo lo diciamo per nostra esperienza motociclistica - più sorridenti. Ci capiterà qualche volta di aspettare a fare un sorpasso in autostrada perché c'è uno scooter che va ai 100? Non ci sembra così grave. E poi chissà quanti magari si avvicineranno ai grandi vantaggi dell'andare in motocicletta e partendo proprio da una cilindrata più piccola ma che non ha pesanti limitazioni potranno poi avviarsi ad una soddisfacente "carriera" motociclistica. Più due ruote ci sono, meglio è. Per tutti!

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