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Arriva così, senza tanto preavviso. Insomma, forse, vedendo questo National 2026, un po’ magari ce lo si poteva aspettare, ma dopo aver raccontato le sue vittorie a inizio 2026, beh, proprio no.
E dover scrivere del ritiro di Eli Tomac un po’ fa male.
Da giovane promessa, fin da subito realizzata in toto, ad Hangtown 2010, quando al debutto tra i Pro vinse la sua prima gara davanti a gente del calibro di Christophe Pourcel, fino al suo ultimo cambio di colore, in KTM, proprio in questo 2026: Eli è stato sulla cresta dell’onda per più di quindici anni.
Ci ha fatto emozionare parecchio, con gare veramente da panico. Oggi vogliamo raccogliere due numeri per celebrare una carriera semplicemente esagerata, anche se, di fronte a piloti così, i numeri non dicono mai tutto.
113 vittorie. La prima di tutte, forse, è la più speciale, proprio perché unica: Hangtown 2010.
Tutti gli occhi sono puntati su Christophe Pourcel e Trey Canard. Tutti si aspettano una lotta tra loro già dal primo round e invece, come un fulmine a ciel sereno, un debuttante sbaraglia tutti. Ed è proprio Eli Tomac. Terzo in gara 1 e primo in gara 2. Sul gradino più alto del podio, proprio davanti ai due protagonisti del campionato.
E se non è un ottimo biglietto da visita questo, non sappiamo cosa altro possa esserlo.
Gli anni in 250 sono ricchi di battaglie, la più celebre quella con Dean Wilson. Nel 2012 vince il titolo AMA Supercross Lites West Coast e arriva terzo nel National. L’anno successivo deve cedere a Ken Roczen nel Supercross, ma domina il National finendo sul podio in ogni gara.
E poi, il grande passaggio in 450.
Un po’ come successo per The GOAT, Ricky Carmichael, i primi anni in 450 non sono facili: avversari tosti e qualche caduta di troppo. Nonostante ciò, arrivano alcune vittorie e soprattutto fioccano i podi. In tutto? 235, più di chiunque altro abbia mai fatto. Sì, anche più di RC4.
Arriva poi il Pro Motocross 2015 e lì il mondo delle ruote tassellate capisce forse quale sia il nuovo limite su una moto da terra.
Quattro manche, le prime quattro manche: Glen Helen e Hangtown. Quattro vittorie che definire schiaccianti sarebbe riduttivo. La più eclatante arriva con 1 minuto, 31 secondi e 181 millesimi di vantaggio su Ryan Dungey. Una cosa che, a raccontarla ancora oggi, più di dieci anni dopo, sembra essere fantascienza. Distacchi apocalittici.
Signore e signori: Eli Tomac.
Peccato solo che, proprio nel round di casa, a Thunder Valley, a seguito di una caduta molto pesante, Eli sia costretto ad abbandonare la corsa al titolo.
Per il primo, tanto agognato titolo Supercross ci sono voluti diversi anni: ben otto dal debutto nella Top Class. Una rincorsa che, a tratti, sembrava essersi trasformata quasi in una barzelletta.
Una rincorsa comunque piena di vittorie, se considerate che Eli è l’unico ad aver vinto almeno un Main Event nella classe 450 per 12 anni consecutivi. Incredibile. Arriviamo al 2020 e finalmente, insieme a Kawasaki, Eli riesce a conquistare il titolo SX 450.
Nel 2022 arriva l’ennesimo cambio di colore: dopo Honda e Kawasaki, il passaggio in Yamaha. E per Eli quel 2022 diventa un anno da incorniciare, perché non solo vince il suo secondo titolo SX 450, ma, dopo una bellissima battaglia con Chase Sexton terminata solo all’ultima manche della stagione, si aggiudica anche il titolo Motocross.
E ciliegina sulla torta, proprio a Red Bud, in America, riporta gli yankee sul tetto del mondo vincendo il Motocross delle Nazioni.
Nel 2023, dopo un Supercross dominato e praticamente portato a casa, succede l’impensabile. Nel round di casa, a un passo dal match point e senza nemmeno cadere, Eli si rompe il tendine d’Achille ed è costretto ad alzare bandiera bianca.
In un battito di ciglia si passa da una vittoria ormai in tasca a un infortunio grave e molto tosto da cui recuperare.
Di quel 2023 è senz’altro indimenticabile Anaheim 1. Eli parte fortissimo, cade e, nonostante ciò, riesce a recuperare e vincere. Il feeling con la nuova YZF lo aveva portato semplicemente a un altro livello.
Il 2024 e il 2025, caratterizzati da alcuni infortuni, contribuiscono a creare un altro record incredibile: quello del pilota con il maggior numero di punti conquistati in carriera, 10.438.
E poi, nel 2026, il grande cambiamento: il passaggio in arancio, in KTM. Eli fin da subito è super veloce, consistente e sembra indirizzato verso quel terzo titolo Supercross che gli era sfuggito per un soffio nel 2023. Insomma, la storia perfetta.
Vince anche con KTM e così è l’unico, insieme a Chad Reed, ad aver vinto nella classe regina con quattro marchi diversi: Honda, Kawasaki, Yamaha e KTM per Eli; Yamaha, Suzuki, Honda e Kawasaki per Chad Reed. E poi arriva anche l’ottava vittoria a Daytona. Un record incredibile.
Proprio sul più bello, però, succede qualcosa. Forse un probabile infortunio, mai dichiarato, qualche caduta particolare, e così Eli si vede sfumare la possibilità di vincere il terzo titolo SX.
Mancano solo tre gare, le ultime tre gare del SMX 2026. A questo punto non resta che dirlo: Eli, è stato un piacere vederti così vincente e veloce per tutti questi anni.
Complimenti per una carriera da vero numero uno.