Dakar. KTM. Jordi “Papa Vili” Viladoms lascia e torna a casa [VIDEO]

Dakar. KTM. Jordi “Papa Vili” Viladoms lascia e torna a casa [VIDEO]
Jordi Viladoms, il manager che, dietro al palcoscenico, è l’autore degli ultimi dieci anni di successi di KTM nei Rally-Raid. Prima ancora è stato Pilota e... Ingegnere. Ora il cerchio si chiude, metto quindi insieme cose che non sapevate, che neanche immaginate
27 gennaio 2026
Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Igualada, Spagna, Gennaio. “Buongiorno signora, sto cercando il signor Viladoms. Jordi Viladoms. Può aiutarmi?” La signora è gentile e mi risponde: “Non abita più qui, Jordi ha cambiato casa, ha la sua da 5 anni. Però sì, è proprio un signore. Un gran signore!”

Pazienza, devo rientrare. Mi faccio dare l’indirizzo. Tornerò. Mentre rientro ripenso. Allo shock di fine Dakar. Ha vinto Luciano Benavides, uno che davo per secondo o terzo, non di più, e che invece ha vinto. È vero che si è ritirato Sanders e che Brabec ha fatto una cappella monumentale, ma ancora penso che la vittoria, Lucianino, se la merita ma gli va un po’ stretta. Ma il colpo è un altro: Jordi Viladoms lascia. Stop Dakar, stop Rally-Raid!

Però l’ho già scritto. Il Benavides giovane non era solo, il 17 Gennaio. Sotto la tenda della sua Squadra aveva un alleato imbattibile, l’uomo che ha inventato il Sanders vincente fornendogli l’arma segreta della Dakar 3.0. Vincere la tappa, partire per primo e navigare da solo in quella successiva, aprire la pista vergine e vincere ancora, fino alla vittoria finale. La Dakar è cambiata, ha fatto un grande salto in avanti. Quell’uomo, da dieci anni manager di KTM, è Jordi Viladoms. Lo stesso Jordi Viladoms che, finita la Dakar, mi chiede se ho letto sui social. No che non ho letto. Vado a cercare. Viladoms lascia KTM, lascia il Rally-Raid. D’ora un avanti si dedicherà a altro. Roba di famiglia, tutt’altro tipo di attività. Ecco lo shock. D’improvviso sapere che una delle persone che più hai stimato va a fare altro. Sono contento, qualunque cosa farà Jordi sono sicuro che la farà bene. Però siamo alla fine di un altro capitolo della passione per la Dakar. E allora mettiamo in fila un po’ di pezzi della storia.

2020. Dopo vent’anni KTM perde la Dakar. Dal 2001, anno della prima vittoria di Fabrizio Meoni, KTM ha sempre vinto, poi è arrivata la legnata di Ricky Brabec a interrompere la serie. Jordi prima si complimenta con Ricky, che ha spezzato la striscia, poi si dispiace. Ma non finirà lì. Mi ricorda Dennis Conner, lo skipper americano che perse la America’s Cup del 1983, battuto da Alan Bond con l’Australia 2 delle “alette”. Era la prima sconfitta, la prima volta che il trofeo usciva dal New York Yacht club. I tifosi suggerirono di mettere in bacheca la testa di Conner. Bene, Dennis Conner nel 1987 andò a Perth e si riprese la “Vecchia Brocca”. Alla Dakar, dopo quella volta, oltre a Brabec anche Kevin Benavides, ancora con la Honda. Basta, l’anno successivo Jordi Viladoms andò a Jeddah e si riprese il Touareg d’oro per metterlo nelle mani di Sam Sunderland. Dopodiché non l’ha più mollato. E quel 18 gennaio, che è il giorno del mio compleanno, come regalo Jordi mi fa sapere che la sua carriera di Manager e di KTM si ferma lì! Bel regalo, si!

2012. La fregatura gliela do io. Pochi mesi prima, forse due o tre, non ricordo, lo chiamo e gli propongo di far parte del Team Bordone-Ferrari. Sì, proprio la squadra di quel cialtrone che ha fregato mezzo mondo. Proprio io, che ci credevo, e lui, Jordi, che si fida perché è un signore. Rimaniamo fregati entrambi, alla grande. Soldi persi, io mai visti, un giorno vi racconto anche questa storia nel dettaglio, è istruttiva, ma lui, Jordi, è più bravo: quarto alla Dakar, vice Campione del Mondo e una chiara, eloquente vittoria al Sardegna Rally Race, difficile e unica prova di Mondiale europea. L’anno dopo ottiene una Husqvarna che gli viene offerta da Wolfgang Fischer, e nel 2014 torna al “lavoro” originale di portatore d’acqua di Marc Coma. Marc tornerà a vincere dopo due anni di Cyril Despres, e Jordi Viladoms è secondo assoluto, suo miglior risultato di sempre e nonostante la “condanna” al compito che ha accettato e che non poteva svolgere meglio.

2016. Febbraio. Dieci anni fa. In un comunicato congiunto KTM e Jordi Viladoms annunciano che il Pilota smette di… fare il Pilota e diventa KTM Rally Sport Manager. Diventa ufficialmente “Papa Vili” e l’investitura ufficiale è nata sul campo. Toby Price è stato due mesi a casa di Jordi per imparare navigazione e strategia, ed è il primo vincitore dell’era post Marc-Cyril che durava da dieci anni. Mi viene un certo colpo, simile a quello di oggi, ma è più logico, prevedibile se vogliamo. Marc Coma è diventato Direttore della Dakar, il suo “portatore d’acqua” di lusso diventa manager della Squadra che deve continuare a vincere. Dopo Toby, Sam, e ancora Toby, casa sua è aperta, il vicino e amico dottor Xavi Mir sta a un passo e si occupa, eventualmente, delle ossa rotte. Con Jordi KTM vincerà per mano di Sam Sunderland, 2 volte, Mattias Walkner, Toby Price, Daniel Sanders, Kevin e Luciano Benavides. E 8 saranno i Titoli Mondiali conquistati da un Pilota della sua Squadra. Si è creata una forza bestiale nel Team, quella che consente a Price, per esempio, di partire con un polso rotto e di vincere l’ultima Dakar sudamericana tutta in Perù. Jordi è sempre stato nell’ombra, calmo, discreto, preciso e gentile. Al lavoro a casa, sotto la tenda, nei suoi campi scuola, negli estenuanti allenamenti spagnoli e americani atti a trasformare il “vecchio” modello di Pilota “Dakariano” nel “prototipo”, prima, e poi nel vincente dei giorni nostri. E in quelle due settimane della corsa, il lavoro più delicato, difficile, logorante: tenere insieme la Squadra, fare la strategia, capire quella degli altri e prevenirne le mosse, tessere quel filo che porta dalla partenza alla fine del Rally e che non si deve mai rompere. Questa, secondo me è la grande, a tutt’oggi irripetibile qualità di Jordi Viladoms.

2026… e ora la notizia “agghiacciante”. Cosa farà Jordi, 46 anni, di Igualada, Barcellona, chi lo sa? Bicicross, Motocross, Enduro, Pilota della Dakar, Manager vincente. Prima ancora Ingegnere Elettronico. Suo padre, otto anni presidente della Federazione Catalana, e poi 8 della Federazione Spagnola, all’indomani della laurea gli ha sponsorizzato una stagione da Pilota. Se non fosse riuscito a mantenersi da solo avrebbe dovuto, allo scadere dell’anno, tornare al lavoro nella azienda di famiglia, motori elettrici industriali. Non l’ha più visto! E ora quel cerchio si chiude. Da domani Jordi torna al lavoro della famiglia usando il titolo di studi promosso dal padre. Adesso, tuttavia, mi interessa trasmettervi incontaminato il pensiero che ho covato in questi giorni. Sarà ancora certamente la Viladoms Rally Station, la sua scuola di navigazione dove continueranno a bazzicare tutti i Campioni della Dakar e gli aspiranti tali. Sarà l’impresa di famiglia da portare avanti, sarà la… famiglia, la meravigliosa Tina. Sarà sicuro qualcosa di speciale e, ancor più sicuro, ancora qualcosa per l’amore del Deserto e dei Rally-Raid. Qualcosa di speciale, sicuro. Adesso gli auguriamo tutto il meglio, ringraziandolo di tutto quel che ha fatto di speciale per questa nostra dannata passione.

In bocca al lupo Jordi!

Il messaggio diffuso sul social:
"E ora che la Dakar è finita, ho delle notizie da condividere. Non è facile.
Alcuni mesi fa ho deciso che questa sarebbe stata la mia ultima Dakar come manager sportivo Red Bull KTM Factory Team. Dopo 10 anni, vado verso una nuova sfida della mia vita, tutta un'altra cosa. Mi occuperò dell'azienda di famiglia, che non ha niente a che vedere con il motorsport. Innanzitutto, voglio ringraziare KTM per avermi dato l'opportunità di fare questo ruolo nel Team dopo essermi ritirato da Rider. È stata un'esperienza fantastica con molto apprendimento.
Ho avuto la fortuna di condividere questi 10 anni con un gruppo fantastico di persone. Tutti insieme, abbiamo vinto 7 Dakar e 8 Campionati del Mondo. Questo è possibile solo con una formula vincente di persone, moto e Piloti, e sono molto orgoglioso di far parte di questa equazione. Sono anche orgoglioso di avere avuto qualcosa a che fare con il viaggio dei Piloti che hanno condiviso con me il tempo del Factory Team:
Toby Price, Sam Sunderland, Pablo Quintanilla, Matthias Walkner, Laia Sanz, Pela Renet, Antoine Meo, Luciano Benavides, Andrew Short, Skyler Howes, Daniel Sanders, Kevin Benavides, Edgar Canet, e molti altri non direttamente Factory Team. È stato un piacere ragazzi!
Ho dato il mio 100% con la massima ambizione di essere il più bravo possibile nel mio lavoro. Ho fatto del mio meglio per essere rispettoso e giusto con tutti. Lascio con tanti Amici e la sensazione di essere rispettato dalla "famiglia Dakar".
Che modo di farlo, vincere l"a gara...!!! Troverò la strada per essere ancora legato a quella che è ancora la mia passione: i Rally, il deserto...
Grazie a tutti e a presto!

Naturalmente vi lascio immaginare il fiume di saluti e di ringraziamenti. Ci sono tutti, tutti. Dagli sconosciuti ai migliori del mondo.

© Immagini. ASO Media, Red Bull Content Pool, DPPI, KTM