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Crash test: il jet della Shark è ok

- Immediata reazione dei francesi della Shark Helmets al discusso articolo di Altroconsumo. Abbiamo assistito presso un laboratorio qualificato ai test di omologazione: il jet RSJ ha superato tutte le prove
Crash test: il jet della Shark è ok


Abbiamo assistito ai crash test sui caschi Shark. I risultati smentiscono Altroconsumo


A seguito della pubblicazione sulla rivista Altroconsumo dell’allarmante indagine riguardante i test relativi a 15 caschi jet, la ditta Shark, unitamente all’importatore per l’Italia Ber Racing, ha invitato la stampa di settore  ad assistere di persona ad una serie di test identici a quelli necessari all’omologazione.
Moto.it, insieme a Motociclismo era presente ai test che si sono svolti presso il laboratorio indipendente Omega di Rivalta Scrivia, qualificato per il rilascio di omologazioni da parte dei Ministeri dei Trasporti di numerosi paesi europei.

Naturalmente i  test hanno riguardato il casco jet modello RSJ , imputato secondo la nota rivista dedicata ai consumatori di una scarsa capacità nel test “assorbimento d’urti” dopo il condizionamento a bassa temperatura su incudine piatta. 

I test hanno riguardato il casco jet modello RSJ
I test hanno riguardato il casco jet modello RSJ


Shark ha reso disponibili sei caschi da testare, presi a caso nel magazzino di stoccaggio da lotti di fabbricazione diversi.

Noi abbiamo assistito di persona a tre delle sei prove e possiamo scrivere, dati alla mano, che i risultati sono stati positivi.
Nell’arco di un’ora i tre caschi sono stati prima sottoposti ai test e successivamente smontati sotto i nostri occhi e messi a disposizione per le foto.

Il casco RSJ in fibra, è rimasto abbondantemente entro i limiti stabiliti dalla normativa vigente così come evidenziato dai grafici sotto riportati.
La normativa prevede che l’assorbimento degli urti sia considerato sufficiente quando l’accelerazione misurata nel baricentro della testa metallica (utilizzata come manichino) non ecceda in nessun momento i 275 gr, e l’Head Injury Criterion (HIC), indice dell’energia assorbita della testa, non superi il valore di 2.400 al momento dell’impatto del casco sull’incudine. L’altezza di caduta deve corrispondere a una velocità di 7,5 m/s per tutti i punti di impatto. Come dimostrano i grafici allegati e da quanto abbiamo potuto constatare di persona, tali limiti non sono mai stati oltrepassati, registrando nel peggiore dei casi dei valori di: HIC 2.137 e Picco (g) 267.

Alla dimostrazione era stato invitato anche un rappresentante di Altroconsumo, che però ha declinato l’invito. Peccato perché un contraddittorio avrebbe giovato a chiarire la discordanza tra i risultati dei due test, e ci avrebbe dato la possibilità di discutere in presenza dei dati numerici e grafici di entrambi i test. Al momento invece i dati dei test effettuati da Altroconsumo non sono stati resi disponibili dall'associazione.


 
Il report del test sui caschi Shark RSJ. Nr 1 (pdf)

Il report del test sui caschi Shark RSJ. Nr 2 (pdf)

Il report del test sui caschi Shark RSJ. Nr 3 (pdf)

Il report del test sui caschi Shark RSJ. Nr 4 (pdf)

 


 

  • ImmaneGiuv, Roma (RM)

    Qualcosa non quadra...

    Premetto che non ho letto l'articolo pubblicato da Altroconsumo, semplicemente perché non sono più abbonato da quando ho cominciato ad avere seri dubbi sulla competenza e correttezza delle prove effettuate. Quindi mi limito ad esprimere le mie impressioni su quanto pubblicato qui e su quel poco che si può leggere a titolo di informazione gratuita sul sito di Altroconsumo.

    Dapprima osservo che non vi è alcuna informazione sulle reali metodologie, luoghi, date e competenze di chi ha effettuato i test, né tantomeno è stato specificato CHI abbia effettuato i test. In particolare nascono dubbi sulla competenza, dal momento che chiunque ne abbia un minimo, riconoscerebbe un casco in fibra da uno in resina termoplastica, soprattutto dopo diverse prove di crash, che notoriamente fanno saltare via la verniciatura, mostrando il materiale a nudo. E anche parlare di refusi tipografici, quando si mette in gioco la serietà e affidabilità di aziende e prodotti come dei caschi, non basterebbe a chiarire questi dubbi.

    Il giorno precedente alla prova voluta da Shark, e alla quale Altroconsumo non ha partecipato, senza per altro chiarire i motivi della propria assenza, sul sito della rivista è pubblicato uno striminzito articoletto di una quindicina di righe, che sembra più un poetico e nobile invito ai nostri governanti a tutelare la nostra sicurezza. Ma del "contro-test" e dei risultati, nessuna traccia, senza neppure le considerazioni e spiegazioni, pro e contro, che comunque avrebbero potuto e dovuto dare ai lettori.

    Anche solo "a feeling da motociclista", esistono marche che notoriamente sono rivolte da sempre alla sicurezza assoluta, e altre a votate ad un contenimento dei prezzi, a scapito della qualità, delle dotazioni, e talvolta anche della sicurezza. Eppure tra i promossi si possono leggere nomi che stonano nel contesto dei buoni, e analogamente bocciati di cui è arcinota la politica votata alla sicurezza e alla qualità (e molto meno ai prezzi, purtroppo). E da motociclista, non essendomi mai limitato solo al feeling, ma anche all'aver valutato con mano la qualità di diversi prodotti, mi è venuto subito il dubbio sulla bontà e veridicità dei test condotti da Altroconsumo.

    A questo punto, se davvero si sentono paladini dei consumatori, il mutismo nel quale dopo una settimana ancora continuano a trincerarsi, dovrebbe essere dissolto. Altrimenti rischia di diventare quanto meno sospetto...
  • Tanketto01, Abbiategrasso (MI)

    Tutti possono sbagliare. Di Maurizio Tanca

    Mi unisco al coro dei commenti, con una premessa: sono stato a lungo abbonato ad Altroconsumo, e certamente ritengo fondamentale la sua funzione di organo a difesa di noi consumatori, che ritengo venga svolta in buona fede. Né intendo assolutamente prendere posizione a favore o contro chiunque, costruttori di caschi compresi. Però, lo sappiamo bene, tutti possono sbagliare. E ritengo che Altroconsumo, in questo caso, abbia assolutamente sbagliato a non presenziare al test Shark, e a non presentare la documentazione relativa a quanto pubblicato in relazione ai propri test privati. Ma vorrei soprattutto far notare che, anni addietro, Altroconsumo - peraltro in collaborazione con un autorevole mensile del nostro settore - pubblicò una comparativa di scooter da 50 cc, che comprendeva anche Yamaha Aerox ed MBK Nitro: due scooter notoriamente identici in ogni particolare (MBK apparteneva al gruppo Yamaha) gomme comprese.
    Bene, per quanto riguarda il giudizio sulla guida, uno dei due era giudicato positivamente, per l'altro ricordo la frase "maneggevolezza migliorabile".
    Cordiali saluti a tutti.

    Maurizio Tanca
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