Caschi

Arai RX7 Joey Dunlop Replica

- Anche in Italia il “Joey 85”, esaurito già alla presentazione. Un’iniziativa di beneficenza per i bambini con un’asta per un altro, storico, casco
Arai RX7 Joey Dunlop Replica

Se siete appassionati di corse stradali non potete non sapere chi sia Joey Dunlop. Ed è assolutamente impossibile che non abbiate ben stampata nella mente l’immagine del suo casco Arai giallo con cui Yer Maun, come veniva affettuosamente e rispettosamente chiamato Dunlop, compì la storica impresa del 1985.

Per raccontarcela, e dare vita ad una bella serata di presentazione del casco celebrativo, BER Racing ha invitato Mario Donnini (giornalista ed amante delle gare su strada), Stefano Saragoni (direttore di Motosprint ed In Moto), accompagnati da un inedito terzetto composto da Toni Merendino (manager del Motomondiale e della Dakar dei tempi eroici), e Marco Riva (General Manager di Yamaha Motor Racing) e il Presidente di BER Racing Europe Maurizio Bombarda, accomunati dall’esperienza di un pellegrinaggio (o zingarata, a giudicare dai racconti) al TT dello scorso anno che ha dato vita ad un’iniziativa di beneficenza di cui vi parleremo a seguire.

La serata è stata l’occasione di conoscere anche Marco Pagani, newcomer italiano che l’anno scorso ha stupito tutti al suo esordio nel Manx GP (l’anticamera del TT) girando con una media di 117,295 miglia orarie, e che quest’anno si schiererà al via del Tourist Trophy con ambizioni di ben figurare.

Mario Donnini con Marco Pagani, che si cimenterà al TT 2015
Mario Donnini con Marco Pagani, che si cimenterà al TT 2015

Ma torniamo a Dunlop, e alla nascita della leggenda legata al “Joey 85” raccontata con stile leggero e divertente da Donnini – se non li avete già letti, vi consigliamo di recuperare i suoi quattro libri sul TT per conoscere meglio un mondo di sempre maggior fascino per la sua genuinità in un panorama ormai troppo asettico come quello del Motomondiale e della Superbike – Luca Cadalora, presente alla manifestazione fra il pubblico, ha partecipato all’esposizione riconoscendo tanto la pericolosità della gara quanto le capacità dei piloti che affrontano le 256 curve del Mountain circuit, e confermando la sopravvivenza in quelle competizioni di uno spirito di cameratismo fra i piloti ormai sopito nei Mondiali tradizionali.

Joey, fortemente scaramantico, raggiungeva tradizionalmente l’isola di Man assieme alle sue moto da corsa via mare. Sfortunatamente, nel 1985 la barca affondò – Joey e gli altri occupanti vennero tratti fortunosamente in salvo, e le moto rimesse in sesto in fretta e furia. Non esattamente le premesse migliori per disputare con la dovuta concentrazione la gara ritenuta (a ragione) più pericolosa del mondo, ma la cosa non disturbò più di tanto Dunlop, un uomo che – come molti se non tutti i piloti vincenti al TT – era capace di concentrazione ed intensità sovrumane. Il resto è scritto nella leggenda di un pilota che ha contribuito a creare il mito del TT vincendolo ventisei volte: nell’edizione 1985 Dunlop si aggiudicò tre gare con superiorità quasi imbarazzante, smentendo i pronostici dell’immediata vigilia e compiendo un’impresa che venne compresa a fondo solo anni dopo.

Con il trentennale di quell’impresa arriva quindi la versione celebrativa del casco con la grafica che lo rese famoso: Arai ha allestito una serie limitatissima dell’RX7GP in colorazione “Joey 85”: 300 esemplari, di cui 150 sono già andati venduti in Gran Bretagna e gli altri… sono tutti ampiamente prenotati qui da noi. I fortunati acquirenti si sono aggiudicati, oltre al casco, un DVD Mondocorse dedicato al campione e il libro "Joey Dunlop - il re del Tourist Trophy” in cui Mario Donnini offre uno spaccato della vita del più grande pilota che abbia corso all’Isola di Man.

Marco Riva, General Manager Yamaha Racing, e l'Arai RX7 autografato che verrà messo all'asta
Marco Riva, General Manager Yamaha Racing, e l'Arai RX7 autografato che verrà messo all'asta

Se siete rimasti delusi, potete comunque aggiudicarvi un altro grande cimelio delle corse stradali. Durante il già citato viaggio, il terzetto ha portato con sé un Arai RX-7GP Limited Edition nella colorazione ufficiale del TT 2014. Conservato intonso, il casco è stato autografato da Bruce Anstey (che ha riportato l’incredibile record sul giro di cui è tuttora detentore) subito dopo la sua vittoria con la Triumph nella seconda gara della Supersport.

La sua firma è stata accompagnata da quella dei primi dieci classificati del Senior TT, del vincitore del Lightweight TT Dean Harrison, dal responsabile per il TT ed il Motorsport dell'Isola di Man Paul Phillips e dai tre protagonisti del viaggio.

Il casco verrà a breve messo all’asta per beneficenza: tutto il ricavato verrà infatti devoluto a “Quelli che… con Luca”, un’associazione per la cura della leucemia nei bambini.

  • freccia verde 37, Cerro Maggiore (MI)

    base di partenza per l'offerta?
  • CAIMANO74, Genova (GE)

    Io aggiungerei anche : se siete appassionati di corse stradali non potete non sapere di che ottimi caschi produce Arai !
    Io personalmente, negli anni, ho provato anche Bieffe (agli albori) Nolan, Shoei, Agv, Suomi, solo modelli integrali.
    Ma devo dire che (sempre personalmente) come mi sento indossato in testa un casco Arai, nessun altro casco mi ha dato quell' impressione.
    Volevo aggiungere che, ultimamente, proprio per l' ottima opinione che ho di Arai, ne ho ricomprati altri due e ho dovuto domandare un' informazione tecnica su un' accessorio proprio alla BER Racing : volevo sottolinearne la cortesia, la gentilezza e la prontezza nel rispondere ad una mia domanda tramite email.
    Poi sapere che Arai devolverà il ricavato dell' asta ad una associazione di bambini affetti da leucemia mi fa apprezzare ancora di più questo marchio.
    Poi a prescindere dalla marca di casco che si indossa, per me, qualsiasi moto si possegga, è sempre meglio indossare un casco integrale, anche se in estate si patisce un po' il caldo.
    Per me la sicurezza prima di tutto !!
Inserisci il tuo commento