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SBK. GP di Sepang, è successo anche questo

- Mick Doohan ospite d'onore a Sepang. Sykes sta bene, niente fratture alla mano destra. Week end a Sepang meraviglioso, peccato per il caldo e un virus intestinale che ha colpito diversi piloti. Solo 3" tra Guintoli e Marquez | C. Baldi, Sepang
SBK. GP di Sepang, è successo anche questo

Nell’evento che ha aperto il weekend della Superbike a Sepang, alcuni piloti hanno potuto visitare le Petronas Twin Tower, i due imponenti grattaceli gemelli alti 452 metri, che rappresentano il simbolo della Malesia. Assieme a loro il cinque volte campione del mondo della Moto GP Mick Doohan. L’australiano non si è risparmiato ed ha trascorso molto tempo tra foto ed autografi. Anche i piloti della Superbike ne hanno approfittato per farsi fotografare con uno dei miti del motociclismo moderno.


Sabato si aggirava nei box di Sepang il francese Randy De Puniet reduce, così come Laverty, dai test della nuova Suzuki MotoGP, svolti a Sepang prima e a Phillip Island subito dopo. E proprio nelle prove australiane Laverty era stato vittima di una caduta che ha procurato una forte contusione al suo piede sinistro. Le lastre però non hanno evidenziato nessuna frattura e quindi Eugene ha stretto i denti ed è anche salito sul podio in gara uno (non succedeva dalla prima gara di Phillip Island).

L'incidente di Sykes
L'incidente di Sykes


E a proposito di lastre dai primi esami, eseguiti al centro medico della pista, non sono risultate fratture nemmeno alla mano destra di Tom Sykes, duramente colpita nella caduta innescata da Baz e Lowes. Però la mano del campione del mondo 2013 era gonfia e viola e restiamo quindi in attesa di esami più approfonditi prima di essere certi che l’inglese della Kawasaki non abbia corso gara due (nella quale è salito sul terzo gradino del podio) con una mano fratturata. Di certo Sykes va lodato per aver corso in quelle condizioni.


Terminiamo il bollettino medico con il virus che si aggirava da giorni a Kuala Lumpur (così ci hanno detto alcuni residenti malesi) e che ha colpito molti piloti, tra i quali gli italiani Alessandro Andreozzi, Davide Giugliano e Marco Bussolotti. Febbre, nausea, dissenteria e dolori addominali hanno messo a dura prova la resistenza dei tre, che però sono regolarmente scesi in pista sia nelle prove che in gara, anche se in condizioni davvero precarie.


Caldo torrido e umidità altissima, un mix tremendo che ha rappresentato, assieme al virus di cui sopra, l’unica nota stonata nel weekend di Sepang. Per il resto quella del Sepang International Circuit è una struttura fantastica, il personale malese è sempre stato gentilissimo e disponibile e la pista è un vero spettacolo, anche se il grip non è dei migliori, visto che non è mai stata riasfaltata dalla sua inaugurazione.


Sepang International Circuit, SIC. E l’ombra del Sic ha aleggiato sull’intero weekend. E’ impossibile non arrivare a Sepang e non pensare alla tragedia che qui si è consumata. Molti luoghi ci hanno ricordato le immagini viste in televisione in quella drammatica domenica e pensando a Simoncelli, si alternavano nella nostra mente la sua felicità quando proprio qui si laureò campione del mondo della 250, ma anche lo sguardo impietrito di suo padre dopo l’incidente. Ma siamo convinti che il modo migliore per ricordarlo sia stato correre due belle gare e chissà che anche lui da lassù non si sia divertito a veder vincere quell’Aprilia che lui stesso aveva portato sul podio a Imola?


Numerose gare di campionati e trofei nazionali hanno fatto da contorno alle prove ed alle gare dei mondiali delle derivate dalla serie. Lo spettacolo non è mancato con numerose sportellate e numeri da brivido, conclusesi sempre per fortuna con innocue scivolate. E ricordiamo che nel mondiale Supersport ha fatto il suo debutto una wild card malese, Zaqhwan Zaidi. Il beniamino locale ha ottenuto il nono posto in gara dopo essere partito dalla settima posizione in griglia.


Sono stati circa 40.000 mila gli appassionati che nei tre giorni hanno assistito alle prove ed alle gare del sesto round dei mondiali Superbike e Supersport. C’era molta curiosità tra i malesi per questo campionato, noto per la sua spettacolarità ed il suo agonismo e per essere stata la prima volta in Malesia (la Superbike ha firmato un contratto di tre anni con l’autodromo di Sepang) il risultato può ritenersi soddisfacente.


Il pilota Superbike che più si è avvicinato al record della pista stabilito in MotoGP da Marc Marquez (2’00”011) è stato il francese Sylvain Guintoli che in Superpole ha fermato i cronometri sul crono di 2’03”002. In pratica quindi sulla stessa pista sono tre i secondi di differenza tra le Superbike ed i prototipi delle MotoGP.

  • fabrizio93, Vittuone (MI)

    al di là dei tempi

    al di là dei tempi e del fantastico circuito, a me vedere gare di un campionato mondiale praticamente senza pubblico fa davvero impressione: piuttosto fate entrare la gente gratis sul prato per due o tre anni, in modo che qualcuno si appassioni al motomondiale. Oppure, anche se non si appassiona, almeno c'è una cornice degna del suo nome per una così bella gara! Va bene correre nei paesi "emergenti" (o già emersi, che dir si voglia), ma le gare in Europa sono veramente un'altra cosa.
  • Steinbeck, Coriano (RN)

    @ hornet

    Credo che oltre al rallentamento fisiologico dello sviluppo, abbiano influito le varie modifiche apportate al regolamento, come l'innalzamento del peso ed il limite di alesaggio.
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