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Melandri conquista Gara 2 a Salt Lake City

- Gara in due manche a causa di una caduta di Aoyama. Nella seconda Checa è in testa ma cade e allora Rea e Melandri danno vita ad un bellissimo duello risoltosi solo all’ultimo giro | C. Baldi
Melandri conquista Gara 2 a Salt Lake City

 

E’ stata una gara molto bella ed appassionante, che ha premiato chi ha resistito sino a tarda ora per assistere alla seconda parte di gara due. La gara era iniziata regolarmente, ma dopo soli tre giri, con Checa saldamente in testa, Aoyama cadeva all’uscita del piccolo cavatappi e la sua moto sporcava la pista di olio e liquido di raffreddamento. La direzione di gara decideva giustamente di interrompere la corsa con la bandiera rossa. I lavori per ripulire la pista purtroppo erano molto lunghi e si doveva aspettare quasi un’ora prima che i piloti potessero ritornare sulla griglia di partenza. Come da nuovo regolamento, la nuova griglia teneva conto delle posizioni dei piloti al terzo giro, l’ultimo prima della caduta di Aoyama. La nuova prima fila era composta da Checa, Sykes, Melandri e Smrz. Un bel passo avanti per il pilota italiano della BMW che con la pista libera davanti a se poteva sfruttare tutta la potenza del suo motore. La nuova gara di 18 giri vedeva Checa partire molto forte e portarsi in testa già nel corso del secondo giro. Dietro allo spagnolo transitavano Melandri, Sykes, Davies, Giugliano, Rea, Laverty e Biaggi. Destava sorpresa non solo la posizione di Davies ma anche la sua grande determinazione, che in pochi giri gli consentiva di raggiungere la terza piazza. Intanto davanti a lui si ripeteva quanto successo in gara uno, con Checa che comandava la corsa e Melandri che cercava di non perdere terreno nei confronti dello spagnolo. Dietro di loro Giugliano e Biaggi fanno scintille ma sono solo sesto e settimo, preceduti anche da Davies, Sykes e Rea.

Al sesto giro il colpo di scena che ha cambiato la faccia della gara.
Checa, al limite nel tentativo di staccarsi di dosso Melandri, scivola, rientra al box per riparare la moto, che nella caduta aveva perso una pedana, ma poi si ferma definitivamente. Via libera alle quattro cilindri, con Melandri che supera Rea e si porta in testa mentre l’inglese della Honda deve poi vedersela con uno scatenato Davies, che insidia la sua seconda posizione. Dal decimo giro in poi inizia lo spettacolo offerto da Melandri e Rea. Quando sembra che l’italiano possa prendere un poco di vantaggio ecco che Johnny lo riprende, lo supera e a sua volta sembra poter andare via. Una volta al secondo posto Melandri ha un periodo di appannamento che dura due o tre giri mentre Rea sembra volare verso la vittoria. Ma non è così. Melandri infatti inizia ad inanellare giri veloci sino a portarsi a ridosso dell’alfiere della Honda. Intanto dietro di loro Davies e Biaggi lottano a colpi di sorpassi per l’ultimo gradino del podio.

E arriviamo all’ultimo giro con Rea in testa, ma Melandri nel lungo rettilineo dei box gli prende la scia e lo supera nella prima curva. Rea non si dà per vinto e cerca ogni millimetro disponibile per infilarsi e superare il suo avversario. Il pensiero corre alla precedente gara di Donington e vedendo le carene che si sfiorano tutti pensano a cosa potrebbe accadere se qualcuno dei due dovesse cadere. Per fortuna non succede e Melandri taglia vittorioso il traguardo con meno di due decimi di vantaggio su Rea.

Davies lotta con le unghie e con i denti per conservare quello che sarebbe il suo primo podio in Superbike, ma Biaggi non gli da scampo e lo supera
salendo così oggi per la seconda volta sul terzo gradino del podio. Sykes è quinto e precede di un soffio Laverty, mentre Giugliano coglie un buon settimo posto, primo dei piloti Ducati. L’ottava piazza non accontenta Haslam che se non altro riesce a tenersi dietro le Ducati di Smrz e Guintoli. Camier precede la coppia dei piloti BMW Italia, Fabrizio e Badovini rispettivamente dodicesimo e tredicesimo. Baz va ancora a punti ed è quattordicesimo davanti ad un opaco Berger. Non centrano la zona punti Hopkins, Mercado e le due wild card Holden e Turpin che in questa seconda manche riescono a non farsi doppiare. Oltre a Checa non arrivano in fondo Salom che accusa problemi al cambio, Canepa che dopo la caduta di ieri in Superpole non trova feeling con la sua Ducati, Zanetti che cade così come aveva fatto in gara uno e Aoyama che non ha preso il via nella seconda manche di gara due dopo aver distrutto la sua CBR nella caduta che ha sospeso la gara.

Sono gare come questa che caratterizzano la Superbike. Non appena ti sembra di capire chi può vincere la situazione cambia e non ti da la possibilità di distrarti nemmeno per un secondo.
Dopo le due gare americane la classifica dice che sono cinque i piloti che potranno lottare per il titolo. Biaggi mantiene la prima posizione con diciotto punti di vantaggio sulla coppia Sykes e Melandri. Rea è quarto a 19,5 punti, mentre Checa è quinto e dovendo recuperare trenta punti non è certamente tagliato fuori dalla corsa al titolo che ancora gli appartiene. Anche perché non siamo nemmeno a metà campionato.


Miller Motorsports Park – Salt Lake City
Risultati gara 2

1. Marco Melandri (BMW Motorrad Motorsport) BMW S1000 RR 32'56.257
2. Jonathan Rea (Honda World Superbike Team) Honda CBR1000RR 32'56.452
3. Max Biaggi (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 32'58.394
4. Chaz Davies (ParkinGO MTC Racing) Aprilia RSV4 Factory 33'00.502
5. Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 33'05.791
6. Eugene Laverty (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 33'06.055
7. Davide Giugliano (Althea Racing) Ducati 1098R 33'08.148
8. Leon Haslam (BMW Motorrad Motorsport) BMW S1000 RR 33'08.972
9. Jakub Smrz (Liberty Racing Team Effenbert) Ducati 1098R 33'09.274
10. Sylvain Guintoli (Team Effenbert Liberty Racing) Ducati 1098R 33'09.960
11. Leon Camier (FIXI Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 33'11.944
12. Michel Fabrizio (BMW Motorrad Italia GoldBet) BMW S1000 RR 33'18.180
13. Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia GoldBet) BMW S1000 RR 33'20.197
14. Loris Baz (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 33'20.308
15. Maxime Berger (Team Effenbert Liberty Racing) Ducati 1098R 33'30.154
16. John Hopkins (FIXI Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 33'34.949
17. Leandro Mercado (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 33'43.960
18. Jake Holden (Grillini Progea Superbike Team) BMW S1000 RR 34'03.480
19. Shane Turpin (Boulder Motor Sports) Ducati 1098R 34'37.971
RT. David Salom (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 24'27.789
RT. Carlos Checa (Althea Racing) Ducati 1098R 24'56.264
RT. Niccolò Canepa (Red Devils Roma) Ducati 1098R 17'05.034
RT. Lorenzo Zanetti (PATA Racing Team) Ducati 1098R 9'18.970
NS. Hiroshi Aoyama (Honda World Superbike Team) Honda CBR1000RR

  • username__242322, Guidizzolo (MN)

    Che peccato!

    Non ho visto le manches perchè sono letteralmente andato in letargo ma se queste sono state le gare W LA SBK!.
  • Walda76, Torino (TO)

    Maxhgt

    ma leggi? guarda l'albo d'oro....

    2003-2004-2006 la Ducati ha vinto contro le R1,ZX-10 e GSX-R 1000....

    Inoltre KTM potrebbe anche entrare con il Bicilindrico, Triump con il 3 Cilindri....il regolamento in SBK è sempre stato così da sempre,tranne gli anni in cui i piagnoni veri (le Japu) hanno forzato ad essere tutti 1000..... una volta si correva 750 contro 600, poi 1000 contro 750, breve parentesi 1000 vs 1000 e poi si è tornati con la storia delle 1200 vs 1000.
    Se guardate le specifiche reali, aerodinamica inclusa, c'è stato sempre sostanziale equilibrio.
    L'unica differenza è che Ducati ha sempre investito molto di più delle altre case nella SBK e quindi ha vinto molti più mondiali.
    Se le case Japu volessero investire di più ci sarebbe più equilibrio anche con questo regolamento e senza penalizzazioni....parlano i fatti, le classifiche e la storia della SBK.
    Se non avete guardate la SBK quando la davano ancora su TMC e La Svizzera e non avete mai guidato o vi siete informate sui dati tecnici, evitate di fare commenti da stadio....
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